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Ott 29

The Zero Boys

Nel 1986, nell’era della diffusione del formato Vhs, in procinto ormai di invadere tutte le case, il buon Nico Mastorakis scrisse e diresse questo gioiellino.

Locandina

Locandina

Se andiamo a vedere su IMBD, i voti non sono poi così lusinghieri, ma ho quasi il sospetto che siano stati dati con la chiave di lettura sbagliata e il punto di vista di chi vive nel 2000.

The Zero Boys è un film da vedere negli anni ’80/inizio ’90, magari all’età giusta, la stessa di quella generazione che faceva la fila in allora per vedere Nightmare on Elm Street. Ma alle conclusioni arriverò alla fine dell’articolo.

Bene, immergiamoci un attimo nell’atmosfera giusta, girando la manopola tonda della macchina del tempo e settandola su 80’s. Siamo figli scossi da Texas Chainsaw Massacre, Friday the 13th, Halloween, quindi già avvezzi ad aspettarci che dei ragazzi appena patentati si mettano nei guai. Quindi Wrong Turn et similia, compresi i survival horror dell’ultimo decennio, non esistevano ancora.

La scena si apre in un villaggio del sud America, stile Mexico, con polvere, case dal tetto squadrato e scritte in spagnolo che ti indicano principalmente l’Osteria. C’è nell’aria qualcosa che ricorda un film western, poi il tutto subisce un inaspettato cambiamento con l’ingresso di una Jeep con tanto di omino e mitra posto sul cassone dietro.

Dentro una casa, un tizio in ombra attacca una foto di Rambo sul muro con un chewingum ed esclama la mitica (sto parlando per me) frase: «Ti farò mangiare il cuore!»

 

Il nostro amico Casey, il rabbino nazista

Il nostro amico Casey, il rabbino nazista

Ancora oggi mi chiedo che senso abbia, ma in allora suonava molto bene. Quando il tipo, che si chiama Steve da il segnale di partire, capiamo che sarà lui il leader. Da lì scatta una guerriglia in tutto il villaggio, tra personaggi vestiti nei modi più bizzarri. C’è chi ha solo una bandana su abiti verdi vagamente militari, chi se ne sta nascosto nel baule di una vecchia Cadillac bianca, chi si porta dietro un boa intorno al collo, arrivando infine a Casey, un buffo ometto con baffetti e divisa nazista, caricatura dell’hitleriano medio: perdente nonostante lo sguardo truce, vago aspetto da Village People e in realtà ebreo. Proprio come il suo idolo insomma.

Rimane in piedi proprio Casey, che esce a passo cadenzato da un edificio per cercare il suo arcinemico Steve. Purtroppo non si accorge di averlo alle spalle e viene sorpreso dall’urlo di quest’ultimo. «Caseeeeyyyyy!», gli urla Steve con la bocca storta alla Stallone, mentre si appresta a fare fuoco.

Okay, molti avranno capito che si trattava di una gara di paint ball, anche se le armi sembravano quelle per il soft air. Comunque la gara appena vista, bastò a gasare me e i miei amici da eleggere The Zero Boys come il film per eccellenza. Più avanti scoprirete il perché.

Bene, torniamo al nostro amico Casey, che insieme alla sua squadra hanno perso il torneo, dei soldi e la ragazza del loro capo. Casey da gentiluomo che è aveva scommesso con Steve un week end insieme all’ignara Jamie.

 

«Caseeeeyyyyy» Da brivido ogni volta che la sento...

«Caseeeeyyyyy» Da brivido ogni volta che la sento…

Senza tante storie, la ragazza segue la banda vincente, chiamata Gli Zero Boys, per il week end, anche per fare dispetto a Casey.

Partono dopo una doccia veloce, almeno per i tre Zero Boys, verso i boschi montani. Arrivano in jeep, fanno un pic nic, si allenano con delle armi modificate, si meritano i rimbrotti di Jamie per queste ultime genialate e aspettano che venga sera.

Nel frattempo una delle ragazze invita Steve a darsi una mossa e fare conversazione con Jamie, che finora se n’è stata in disparte appoggiata alla jeep. Dalla simpatica conversazione uscirà una autodescrizione di Jamie davvero curiosa.

«Allora, ho 23 anni, sono nata nel Minnesota, e sono al secondo anno di psicologia. Ho una buona media e oltretutto seguo anche dei corsi sullo sviluppo della lingua inglese. Sono alta 1,68 e scopo al primo appuntamento.» Ottimo, si è dimenticata di dire che ha una di quelle pettinature che mi auguro non tornino più di moda.

 

Peperino Jamie e la sua pettinatura da barboncino

Peperino Jamie e la sua pettinatura da barboncino

Mentre Steve è folgorato da almeno una parte del discorso e gli altri si sollazzano con le loro ragazze, ecco il fattaccio che scatena il casino. Un urlo di donna rompe le uova nel paniere. In fretta e furia salgono sulla jeep e si precipitano sulla strada. Jamie vede a quel punto una ragazza correre per i boschi, fa fermare Steve e prova a rincorrere la tipa. Steve la segue, ma l’unica cosa che trovano che confermi ciò che ha visto Jamie, è l’immancabile sangue su un ramo, visto da Steve fortunello.

Ora che è quasi sera, i ragazzi scorgono una casa e decidono di dare un’occhiata. Entrano, curiosano e pensano che sia una buona idea farne la loro dimora per la notte. Niente di male, no?

Manco a dirlo, la casa è una trappola per giovani raccoglitori di funghi, predisposta da malati mentali, amanti delle torture di rasoio e sacchetti di nylon asfissianti, nonché dei videotape.

E qui entra in gioco la parte secondo me originale, e che difficilmente è stata ripresa. I ragazzi, come ricorderete sono campioni di paint ball/soft air e hanno armi modificate con loro. Daranno quindi filo da torcere ai folli killer, invece di subire, correre e urlare.

Il resto del film è da vedere, contestualizzando però il tutto. Siamo nel pieno di quegli anni, e certi thriller/horror dei nostri giorni, tutti fatti con lo stampino, sono ancora lontani.

 

Toh, una casa. Entriamo e facciamo un po' come ci pare

Toh, una casa. Entriamo e facciamo un po’ come ci pare

Curiosità e considerazioni:

  • Le pettinature come dicevo poc’anzi, spero non tornino più di moda, sia quelle maschili che quelle femminili.
  • Come si chiedeva mia moglie, probabilmente negli anni ’80 non esistevano reggiseni!
  • Le musiche sono di Hans Zimmer e mica del cugino del regista, come può capitare nei filmacci dei nostri giorni.
  • The Zero Boys ha anche un senso come nome. I ragazzi erano delle schiappe in tutto ed erano sempre ultimi in classifica. Una volta raggiunto lo status di campioni, grazie a un intenso allenamento, hanno deciso di tenere il nome per ricordarsi chi erano.

 

Un assaggio del simpatico hobby dei padroni di casa

Un assaggio del simpatico hobby dei padroni di casa

 

In definitiva, The Zero Boys è un buon film se visto con il giusto punto di vista, ed è riconosciuto come un piccolo cult nel settore. Purtroppo è difficile trovarne una copia anche sui peer2peer, ma non impossibile. Raccomando vivamente di astenersi, coloro ormai saturi dei survival dei nostri giorni. Consigliato invece ai nostalgici.

 

6 comments

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  1. Roberto Moretta

    Ma Nico Mastorakis non aveva diretto anche “Destination -Il sottile fruscio della follia” ? Per il resto che dire ? Sembra in tutto e per tutto uno di quei b-movie si folli e deliranti ma almeno divertenti !

  2. bangorn7

    A dire il vero ho perso di vista il buon Nico. Questo film è molto divertente, partendo già dal presupposto di guardarlo a cuor leggero. Mi è piaciuta molto l’idea che le ipotetiche vittime si difendano e diano del filo da torcere ai killer.

    1. Roberto Moretta

      Già. In in pratica un ‘inversione dello schema tipico di questi film.

  3. Bangorn

    Capitò solo una volta di vedere le potenziali vittime reagire e fare qualche brutto scherzo ai killer. Sto cercando di ricordarmi il film perché anche quello è degno di nota.

  4. Lucia

    Ma dai, questo slasher mi manca! E io gli slasher li studio, mica cazzi! 😀
    Dici che spulciando attentamente riesco a recuperare almeno un vhs rip?

    1. Bangorn

      Beh Lucia, questo è davvero da studiare 😉 Comunque io ho trovato una versione che si vede da Dio. Forse è addirittura una dvd rip. Purtroppo non ricordo su quale canale perché si parla dello scorso anno.

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