Dic 21

Preghiera per l’anno prossimo

Io questo lo volevo proprio scrivere, ce l’ho in mente da ieri pomeriggio. Stavo andando a far benzina, al distributore di fiducia e mi guardavo un po’ intorno. Nel piazzale del paese c’era un timido presepe a grandezza naturale, 3 x 3 al massimo, grande sì e no come la metà del mio studio. Penso che stiano stretti lì dentro. Al caldo sicuramente. Poi giro la testa da una parte all’altra e non vedo alberelli, solo qualche timida lucetta e il solito Babbo Natale nano che da pirla si attacca a non so cosa per scalare una finestra. In auto con me c’era mia cognata e anche lei mi ha confermato che la situazione è questa. Ohibò, ormai peggio del 25 aprile in cui di bandiere attorno agli alberi e alle case non se ne vedono più.

Facendo una breve carrellata mentale, ricordo che quasi 30 anni fa, a quest’ora, io stavo già stilando su un’agenda o un quaderno, l’elenco dei film di Natale con gli orari per essere sicuro di non perdermi Willy Wonka con Gene Wilder o il Piccolo Lord. Già da quasi un mese sfogliavo con l’acquolina in bocca il catalogo Gig o quello Mattel, per non parlare delle pubblicità Ceppi Ratti.

Arrivati a questo punto mi direte che sono ricordi distorti dell’infanzia e che tutto era come adesso, ma che un bambino vede le cose diversamente. Qui vi fermo. Ricordata anche la tv come si comportava? E i supermercati? Fate mente locale. Ogni pubblicità era un addobbo e un Babbo Natale, o scene che ritraevano famiglie felici. Per non parlare di alberi umani, composti da ragazzi di diverse etnie che ci stavano preparando al futuro multietnico in cui viviamo. Oppure la pubblicità di una marca di jeans su Topolino, dove due fidanzati aprivano il regalo sotto l’albero, e fortuna loro erano da soli. Sorvoliamo sul fatto che se regalate per Natale un paio di jeans alla vostra ragazza, finite strangolati dalle luci dell’albero.

Ora, non voglio dire, ma tutti questi anni di “io odio il Natale” ci stanno facendo diventare aridi nei confronti di questa festa? È la famigerata crisi? È allo stesso tempo un piano delle multinazionali per prepararci alla prossima festa magari più redditizia per loro? O ancora, è la nuova moda dell’ateismo a tutti i costi per sembrare più intelligenti? Che poi, se non credi in una cosa, perché cazzo ne parli tutti i giorni? Come se io ogni mattina mi preoccupassi di dire al mondo che il calcio mi fa schifo. Lo dico una tantum e fine.

Non so quale sia il motivo, davvero. Un po’ mi sono rotto le palle anch’io, perché si arriva alla fine dell’anno affogati di impegni, chiudendo la vita lavorativa in fretta e furia, per riuscire a comprare i regali, il maglioncino per la cena, prepararsi alle abbuffate, per poi prendere aria un giorno o due, rimettendosi a correre per S. Silvestro.

Adesso, mettiamoci a sedere un attimo tutti, pagani e credenti, e pensiamo che se alleggerissimo il carico di questa festa che esiste da sempre, Yule il 21 dicembre prima, Nataleil 25 dopo, regalandoci anche solo una benedetta candela,  potremmo passarla in tranquillità riprendendo lo spirito giusto, quello che ci avverte che sta arrivando l’inverno e la parte dura del lavoro per ora è finita. Se ne riparla l’anno prossimo.

19 comments

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  1. Io non sono religioso, però mi considero persona di sani principi. Il Natale, quello con la N maiuscola, non lo vivo davvero: non vado a messa, non mi ritiro spiritualmente in me stesso a pregare o altro. Però questo periodo dell’anno mi piace e lo vivo.
    Negli ultimi anni ho notato l’evolversi di una situazione che va dal folle all’impensabile. Ormai Natale è sinonimo di spendere, assaltare negozi per comprare, comprare, e ancora comprare. Il detto “un regalo è bello farlo, non riceverlo” è stato travisato, rivoltato e utilizzato nel modo peggiore che esista.
    Forse il vero Natale non esiste più…

    1. Io non entro nemmeno in chiesa. Credo in qualcosa, non di certo però in quello predicato dalle varie religioni. Come dici tu, il periodo sarebbe anche bello e come avrai letto sarebbe nelle mie intenzioni festeggiarlo in tranquillità senza l’ansia dei regali o delle cene comandate.

    • teo on dicembre 21, 2011 at 9:03 am
    • Rispondi

    una volta credevo in babbo natale, o volevo crederci anche se ho sempre saputo chi faceva i regali, sono molto realista e non credo alle favole, quindi non credo nemmeno alla “magia” del natale, scusa principale per aumentare i prezzi, anche se su ogni vetrina c’è scritto “saldi”…certo hai aumentato i prezzi del 70% e ora fai lo sconto del 50%…come se fossimo tutti stupidi!!!
    altra scusa è per invitare i parenti in un pranzo fatto di falsi sorrisi e di finti stupori davanti ad un regalo orribile, ho anche pensato di intraprendere la carriera di attore tanto sono bravo 😉
    è la tradizione, o forse l’abitudine, come mangiare pesce al venerdì (cosa che faccio raramente e solo se imposta da mia mamma…), il fatto è che c’è freddo e ci vuole una scusa per stare in casa, quindi si invitano gli amici la vigilia, i parenti a natale e si cerca di dimagrire per il resto dell’anno 🙂
    fortunato chi crede ancora in questa festa, io non riesco più, nonostante mi sforzi, ma non riesco proprio ad essere più buono, forse è la crisi, forse è che aumenta tutto tranne gli stipendi, forse è perchè ci pisciano in testa e ci dicono che piove…e noi ci crediamo!!!
    senza essere qualunquista e/o millenarista, dico solo che per me il natale è diventata una scusa per stare a casa dal lavoro e dato che quest’anno è festa solo il lunedì per me il natale è solo un week-end lungo e stressante.
    P.S. non la penso così solo per il natale, sia chiaro, ma tutte le feste comandate…comandate da chi poi???

    1. A dire il vero non puoi usarla nemmeno per stare a casa dal lavoro, perché ti devi sbattere tra cene, pranzi e altre simpatiche ricorrenze. Di per sé del Natale non me ne fregherebbe niente, ma dico, per la miseria, com’è che girava tanto bene una volta? E poi, sputiamo sul Natale e sullo Yule finché ci pare e quegli stronzi si inventeranno una nuova festa per farci spendere. Ah, dimenticavo, ‘fanculo anche a S.Valentino 🙂

        • teo on dicembre 21, 2011 at 9:53 am

        infatto ho scritto che è un week-end lungo e stressante proprio per il fatto che mi devo sbattere per regali, pranzi e cene.
        S. Valentino poi è la festa più inutile del mondo!!! perchè l’ultimo dell’anno sarebbe da festeggiare? cosa festeggi? festeggi il fatto che è passato un altro anno di mXXa pieno di stress, soldi buttati in tasse sempre più alte per non parlare dei carburanti.
        e poi mi sento dire “speriamo che il nuovo anno sia migliore” ahahahaha….illusi…come se nessuno sapesse che ci saranno nuovi aumenti e nuovi rincari e nuove incuXXte.
        se i Maya avessero ragione allora anche io direi che questo sarà davvero un buon anno!!!

  2. Io non credo in nulla, giusto in me stesso e nelle persone a cui tengo. Per me, Natale è una festa commerciale – o pop, come ho scritto ieri sul blog – colorata e divertente, sponsorizzata dal consumismo e fatta di kitsch e shopping. Tutto sommato, più un’installazione d’arte moderna che una festa comandata. E a me sta bene così. Di più, mi piace proprio per questo. Fa emergere il lato idiota, infantile e cazzone di tutti. È un’occasione per vedersi, mangiare come animali, scambiarsi un presente – che se non c’è, fa lo stesso – e rilassarsi in un atmosfera sopra le righe, il tutto nello spirito di un anno che se ne va e un altro che viene. Un po’ come chiudere l’anno fiscale al circo, per dire. Quindi, godiamoci lo spettacolo.

    1. Questo spettacolo però costa caro e rompe pure i cojones 🙂

  3. Eccola tra gli esponenti dell’ odio natalizio.
    Forse è perché sono cresciuta e, non essendo religiosa, questa festa non esercita più quasi nessun fascino su di me, o forse perché in famiglia siam rimasti in pochi e allora natale non è neanche più una scusa per riunirsi.
    Io continuo a vederla come una specie di impazzimento collettivo che per fortuna dura relativamente poco, con le strade che rigurgitano ingorghi mai visti prima, e ogni anno peggiora, la gente che infesta negozi e centri commerciale come se non ci fosse un domani e tanto denaro vaporizzato in regali inutili.
    Forse, magari, un giorno, rivaluterò il tutto. ma per adesso non ce la faccio. E ti assicuro che anche io, da piccola, sfogliavo con ansia i catologhi della Gig

    1. Sai che quest’anno la frenesia mi sembra calata? Anche ieri tanta roba sugli scaffali e poca gente nei negozi. L’ho detto, fra un po’ inventeranno qualcosa di nuovo per farci spendere i soldi, il Natale è out!

    • her-etico on dicembre 21, 2011 at 1:30 pm
    • Rispondi

    E’ inutile, il Natale ti fa saltar fuori tutti i dolori, tutti i ricordi, tutti i fantasmi…chissà perchè?
    Ah, ovviamente per chi ce li ha. Ma chi non ce li ha? Forse solo i bambini. Per questo è importante comunque festeggiarlo con e per loro. Perchè da grandi possano ricordare…

    1. Per fortuna ci sono i bambini! Però anche loro mi sembrano più disillusi e spenti di noi anni fa, forse perché sono lo specchio su cui si riflette il nostro malumore.

    • Cristina on dicembre 21, 2011 at 7:34 pm
    • Rispondi

    A me piace ancora il Natale. Da quando convivo però lo sento di meno… La mia metà non ha ricordi piacevoli di questo periodo e, come se non bastasse, pochi anni fa di questi giorni fu operato alla mano… La ciliegina sulla torta direi! Concordo con voi però che crescendo si fa più fatica a festeggiarlo, forse proprio perchè non sia più sognatori come lo eravamo da bambini. In casa nostra bimbi ancora non ce ne sono ma l’albero trabocca di regali! e qualcuno è già stato consegnato! Mi fa piacere farli, magari anche riceverli indietro! Ma voglio comunque condividere con le persone a cui voglio bene un piccolo pensiero. Con la crisi ho ridotto la cifra disponibile e “per fortuna” sono calate le persone a cui voglio veramente bene!! 😛 Esempio a tua moglie voglio bene ma ho preferito fare un pensierino alla tua bimba 🙂 Io adoro il Natale ma solo perchè lo ricordo con affetto dagli anni passati… le laute mance dei nonni e degli zii soprattutto! Fortuna che da un paio di anni con la cena della Vigilia e il pranzo a Natale mi tolgo il giro parenti… è la cosa che digerisco di meno!

    1. Beh, non che i miei ricordi del 25 Dicembre siano poi così felici. Mio padre non lo festeggia più dal 2001. Io a mia volta forse mi sono perso un po’ per strada anche per quello…

  4. Io odio il natale.
    🙂

    1. Io odio il Capitalismo 🙂 Non è la stessa cosaa 😀

      1. Mai detto, infatti. A me il natale sta visceralmente sul cazzo da molti, moltissimi anni. Da me poi veniva s. Lucia quindi non avevo nemmeno la smania dei regali 😉

      2. Ho dimenticato il ?… Intendevo: Io odio il Capitalismo. Non è la stessa cosa? Al che si risponde: sì 😀

      3. Ahahahahah così cambia molto la frase 😀 😀

      4. L’ho corretta da un refuso maledetto 😀 vedi che sbaglio le virgole? 😉

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