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Gen 04

A mano, con macchina o con il silicio?

In questi giorni, leggo ancora dell’annoiante e pedante discussione su cartaceo e digitale. Sembrano tutti degli originaloni, mentre stanno ripetendo il solito ritornello già sentito da una vita, tipo vinile contro cd. In allora si diceva: «Ah, il calore del vinile non può essere paragonato al cd, così freddo, così impersonale.» Ci furono addirittura band che dedicarono canzoni al vinile. Dopo anni, il vinile è quasi scomparso, come del resto i negozi di dischi. Per gli affezionati però rimangono le prime edizioni che tuttora vengono realizzate su quel gracchiante ma caldo supporto.

Ma il mio discorso era un altro, visto che c’è un’altra discussione attiva da chissà quanto, e altrettanto ripetitiva, non fosse per il vantaggio che è meno conosciuta (credo) anche se sembra senza fine. Anzi, da una decina di anni si è aggiunto un terzo incomodo in una forma così perfetta o quasi, da fare storcere il naso ai puristi. Di cosa parlo? Ma del mezzo con cui si scrive! Sento gente che dichiara orgogliosa di scrivere a mano, altri usano una vecchia macchina da scrivere perché fa atmosfera e adorano il tic tac dei tasti e il ding del rientro del carrello, mentre l’ultima falange usa esclusivamente un word processor su pc, da quando il computer è entrato nelle case di tutti. Più o meno. Parto quindi a dirvi il mio parere sincero sui tre metodi di scrittura, augurandomi che non si scateni l’Apocalisse e non volino penne, inchiostri e taccuini.

A mano

Ah no?

Penna a sfera, stilografica o gel. Quaderno, taccuino, bloc notes, agenda. Direi di avere elencato più o meno gli strumenti di chi vuole scrivere a mano. Ci sono credo due tipi di scuole in cui si suddividono gli scrittori A:“a mano”: quelli che lavorano fino alla fine su carta, con appunti, stesura, revisione, riscrittura, revisione, cestino, appunti, stesura, revisione, e B: quelli invece che si limitano alla prima stesura e agli appunti, per poi riportare tutto a pc. Se io adottassi anche solo uno dei due metodi, butterei mesi di lavoro. Scrivere a mano non mi è mai piaciuto (dico non mi è mai piaciuto perché voglio essere educato) e la mia calligrafia è pessima. Forse per mancanza di esercizio. Mi chiedo a volte quale fosse la necessita del corsivo, soprattutto a scuola. Nel corsivo una a può essere confusa con una o, tanto per dire. Quindi errori grossolani potevano passare inosservati e viceversa. Non è questo il punto comunque. A mano mi limito a prendere appunti su una Moleskine, magari quando sono in giro. Di solito ne dedico una nuova a ogni romanzo che inizio. Non le finisco mai di riempire di solito, però possono tornare utili. Spesso sento che quelli che appartengono al tipo A, preferiscono scrivere a mano per poterlo fare ovunque. Per quanto ancora si potrà sostenere questa tesi? La tecnologia corre veloce. Oltre ai netbook che sono piccolissimi, ci sono i tablet. È scomodo scrivere su uno di questi apparecchi? Non per molto, se pensiamo alle tastiere olografiche. Chiudendo il discorso, scrissi a mano, o almeno ci provai, nell’estate del 1995. Avevo appena comprato la mia prima auto, non avevo più una macchina da scrivere, e l’Amiga si era inchiodato. Con la spesa per l’auto non avevo un centesimo per prendere un mezzo di scrittura nuova. Provai allora a mettermi lì con penna e quaderno. Il risultato? Lasciamo perdere. E se qualcuno si azzarda a dire:«E se non ci fossero più i pc, cosa faresti?» La risposta è semplice: «Detterei a qualcuno!»

Macchina da scrivere

Romantica e pratica. Ecco le due parole che mi vengono in mente se penso alle macchine da scrivere, soprattutto quelle meccaniche. Ho iniziato a scrivere come ho già

Tic tac, tic tac, diiiing

detto, su una Olivetti Studio 45 verde, con la sua valigetta e il forte odoro d’inchiostro. Ho scritto tanto da ragazzino. Molte delle cose che buttavo giù non arrivavano alle due pagine, ma il mettermi lì a battere sui tastini mi piaceva da morire. Ero diventato anche discretamente veloce. Avevo persino comprato i foglietti per correggere. Quando dovetti abbandonare quella macchina, e non fu per colpa mia, piuttosto per buona fede in una persona, mi ritrovai senza mezzo per scrivere. Attesi anni per trovare l’occasione per comprarne una elettrica, occasione che non arrivò mai. Non so se sia stato un bene, perché magari non avrei combinato nulla e mi sarei avvilito dei pessimi risultati. A oggi, credo ancora che sia una buona alternativa al pc, anche se comporterebbe scrivere e riscrivere da capo tutto, in brutta e poi in bella. Per il mio carattere sarebbe un limite, o al contrario il mio carattere sarebbe un limite.

Pc e Word Processor

Nell’anno del Signore 1997, andai a trovare il signor Ballerini, un amico conosciuto allo Spirity Club e incontrato successivamente al concerto dei The Gathering a Bologna. Avevamo un amico in comune che ci presentò e in breve entrammo in confidenza. Lui necessitava di approfondire alcune letture e io fui felice di fumare un migliaio di sigarette con lui mentre ne parlavamo. Forse anche un milione. Sta di fatto che il buon Ballerini era un pc-man, uno che già a quei tempi smontava, rimontava e cambiava i pc come se fossero un paio di calzini. Avevo da poco visto un giocone per computer che mi interessava, Baldur’s Gate, e stavo caldeggiando l’ipotesi di comprarmi un pc per giocarci. Come dissi in allora all’amico, volevo prendere un computer anche per scrivere, perché stavo progettando una saga fantasy e mi serviva un mezzo serio per realizzarla. Mi mostrò il suo pc, le potenzialità di Windows (non fate battute) e in breve mi convinsi che ne dovevo avere uno. Alla fine di quell’anno, credo, portai a casa il mio primo pc. Forse ricordo male ed era il ’98, ma poco cambia. Accesi il computer, guardai la schermata di Word e dissi: «E adesso?»

Passai più anni a giocare che a scrivere, lo ammetto senza vergogna, in attesa di trovare quell’atmosfera alla George Lucas, che scriveva solo se le congiunzioni astrali e la carta erano quelle giuste. Mi misi a scrivere nel 2000. Finalmente avevo l’occasione per sfruttare il computer che avevo e non persi tempo. Scrissi come un forsennato campagne di Vampire, background di PG e PNG, scoprendo il mondo di Word e Corel Draw (non sapevo ancora nulla di Photoshop e il convento passava quello). Non c’era stop, non c’era freno, c’era il correttore quasi sempre d’aiuto e anche un dizionario dei sinonimi a portati click. Dovevo solo scrivere, scrivere e correggere. Basta, tutto lì.

Piuttosto smetterei di scrivere...

Oggi, leggendo su una rivista del settore, vedo che sono nati migliaia di word processor e addirittura programmi ad hoc per scrittori, che ti aiutano a stilare scalette, prendere appunti e rendere coerente la storia. In definitiva, mi scuso per quelli che maledicono Gutenberg e vorrebbero ripristinare gli ordini degli amanuensi, e con quelli che amano il tic tac dei tasti delle vecchie Olivetti, ma io amo tanto il mio pc e il suo imperfetto Word Processor.

53 comments

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  1. Lucia

    Io ho una grafia che a stento capisco. Scrivevo anche io su una olivetti, ma alla fine è diventato estenuante, per quanto le volessi bene.
    Poi sì, spesso mi capita di buttare giù qualcosina a mano (mentre guardo un film da recensire prendo appunti), ma vogliamo mettere la comodità di un word processor?
    Sette sataniche di sciocchi conservatori.
    Fanculo al romanticismo, dico io.

    1. Bangorn

      Lucia, come ti capisco 🙂

  2. Ungheri Paolo

    C’è stato un tempo in cui scrivevo a mano: orde di taccuini a cui si staccavano le pagine, infilati alla rinfusa in ogni angolo della stanza… orrore!
    Adesso solo pc, e come si fa a dire che non è meglio? Si può correggere, tagliare parti, fare giochi di mosaico che con altri metodi sarebbero impensabili… No, grazie, se un giuorno dovessi rinunciarvi lo farei, tornano alla cara e vecchia penna, ma fino a quando la tecnologia sarà disponibile non vedo perché non sfruttarla.

    1. Bangorn

      Mia moglie a mano scrive molto bene… nel caso un’Apocalisse zombie mi lasciasse senza corrente 🙂

  3. Jennaro

    No dico, vorrei sentire qualche contadino che dica la zappa è meglio del trattore 🙂

    1. Bangorn

      Grande Jennaro, questa è geniale 🙂

  4. Gian_74

    Ahah, anche io scrivo come una motozappa su un campo di patate. Però devo dire che mi piace ogni tanto abbozzare qualcosina su carta, specie se ho la penna giusta (gel o stilografica). Ma in realtà mi stanco subito e alla quinta volta che cancello e riscrivo cercando il tasto destro nella penna per fare copia-incolla, scappo disperato verso il pc. 😉

    P.S: Ah Baldur’s Gate, quanti ricordi!! 😉

    1. Bangorn

      Quando poi cerchi la cartella in cui hai salvato gli appunti o lanci una ricerca indicizzata sul passo che avevi appuntato, ti rendi conto che il taccuino lo puoi pure chiudere 🙂
      Baldur’s è Baldur’s!

      1. Ungheri Paolo

        Ma in quanti hanno giocato a questo capolavoro???
        Baldur’s gate rulez!

      2. Bangorn

        Io anche a Icewind Dale 1 e 2! Addirittura lì misi le foto degli amici e le loro voci. Che bello! .-D

    2. Gian_74

      Anche Icewind, sì sì!!! 😉

      1. Bangorn

        Mai personalizzato avatar e voci?

      2. Gian_74

        Le voci no ma gli avatar sì, mi ero rifatto la mia compagnia di D&D 😉

      3. Bangorn

        Con le voci c’è da sbellicarsi. Avevo fatto registrare le 40 tracce dagli amici

  5. teo

    Baldur’s Gate!!! mitico gioco!!! quanti ricordi 🙂
    ritornando all’argomento, scrivere al PC è comodo ma, secondo me, è di facile distrazione…ad esempio, inizi a scrivere, hai un’idea, butti giù una prima bozza, appunti, scrivi per circa mezz’ora poi la concentrazione cala, l’idea che avevi stenta ad avere un seguito, cerchi di ritrovare la concentrazione e un buono spunto per andare avanti e mentre ci sei “vediamo che si dice su FB…scarico solo la posta poi ricomincio” e non vai più avanti…io ci ho provato nel lontano 2003 a scrivere qualcosa ma avevo sempre qualcosa da fare.
    forse, sempre secondo la mia idea, se avessi avuto una macchina da scivere, elettrica o meccanica (non a mano perchè, oltre ad essere mancino, quindi dopo 2 righe ho già il mignolo e l’anulare neri, ho una scrittura che nemmeno il mio medico riesce a decifrare…), e col PC spento, avrei continuato e forse finito qualcosa che si potesse avvicinare ad un racconto più o meno decente.

    1. Bangorn

      Ti risolvo il problema: pc sconnesso dalla rete. Io scrivo con FB aperto e il motivo l’ho già spiegato. Mi serve a riprendere fiato. Sembra strano ma è così. E non scrivo poco alla fine.

      1. teo

        sono daccordo con Davide, non importa il mezzo con cui si scrive ma quello che si scrive…se uno è comodo con pietra e scalpello che si metta a scolpire la pietra! 🙂
        Marco, tu sei diverso, io mi distraggo, se ho FB aperto non è una “boccata d’aria” ma mi toglie completamente il respiro…se perdo la concentrazione e mi metto a guardare altro, non la ritrovo più manco per il….
        dovrei scrivere a macchina in una stanza senza PC ne TV e la mia “boccata d’aria” sarebbe una vera e propria boccata d’aria! un giro in giardino, una carezza ai gatti e tutto si risolve…forse 🙂

      2. Bangorn

        Ma il cavo ethernet è incollato al tuo pc? 😛

      3. teo

        no però mi sa fatica piegarmi, andare sotto al tavolo infilarmi dietro al pc staccare il cavo…per poi ricollegarlo dopo 10 minuti…ahahah

      4. Bangorn

        Hai smesso di fumare poi?

      5. teo

        ehm…ci sto ancora provando…intanto ho drasticamente diminuito e non è poco 🙂

      6. Bangorn

        Per quello non riesci a concentrarti davanti al pc. Giovane Jedi, la tua volontà ti porta su Fb e non resisti 🙂

      7. teo

        la mia volontà è che ho perso i fogli del progetto iniziale, con tanto di ricerche, bozze e appunti…lo stavo scrivendo a mano…eheheh 😉

      8. Bangorn

        Ah, l’odore della carta 🙂

      9. teo

        pessima idea scrivere su carta, soprattutto in previsione di un trasloco… 😉

      10. Bangorn

        Pessima idea anche scrivere su pc e non inviare un copia di backup su un server 😀
        Io questo errore non l’ho mai fatto, ma so chi persiste in ciò!

      11. teo

        al massimo faccio il backup sull’hard disk esterno 😉

      12. Bangorn

        Ho tre chiavette, tre pc, ma non mi fido lo stesso e lo invio al server on line 😀

      13. teo

        io non mi fido dei server on line…e se da un momento all’altro chiude o ti ruba i dati? non puoi mai sapere chi c’è dall’altra parte 😉

      14. Bangorn

        Addirittura! Colpa della tua amica Stephenie Meyer se hai queste paure 😛

      15. Gian_74

        Stolti! Dropbox vi salverà la vita! 😉
        https://www.dropbox.com/

      16. Bangorn

        Ma praticamente questo Dropbox è un server che sincronizza i miei apparecchi e conserva la mia roba attraverso il software? Giusto?

      17. Gian_74

        Ti crea delle cartelle nel tuo pc e in qualunque altro pc lo installerai e fa un backup su server. In pratica hai sempre tutto sincronizzato su qualunque macchina utilizzi, con la massima sicurezza di non perdere mai nulla. Pratico e leggero.

      18. Bangorn

        Unica pecca: se mi brucia la casa perdo tutte e tre i backup. O ho capito bene e ne conservano una copia anche loro?

      19. Gian_74

        La seconda che hai detto! Praticamente i tuoi file li metti nella tua cartella. Il programma senza neanche che te le accorgi li copia sul server (con password e crittografia, massima sicurezza), ai quali puoi accedere quando e dove vuoi. Appena ti colleghi da un’altra postazione ne fa una copia anche in quella. In pratica le stesse cartelle in tutti i computer. Se vuoi, poi, alcune cartelle le puoi condividere con chicchessia in file sharing. Addirittura , anche se cancelli i file, dropbox ne tiene una copia di sicurezza nel cestino online.

      20. Bangorn

        Quindi sostituirebbe la cartella in condivisione che ho fatto sulle postazione e in più non dovrei mandare ogni volta i file al mio server?

      21. Gian_74

        Oh Yeah! 😉

      22. teo

        fico questo dropbox! Marco, se ti brucia la casa credo che i backup siano l’ultimo dei tuoi problemi… 😉

      23. Bangorn

        La casa non è mia 😛 Gli scritti sì, per la miseria!

  6. Davide

    Esiste una connessione fra cosa si scrive e come lo si scrive?
    Probabilmente sì, sulla base della mia pur limitata esperienza.
    E certo ho visto scrivere capolavori a mano, a macchina e sul PC, così come cazzate inumane.
    Certo, anche le cazzate inumane erano molto meglio indicizzate su PC che non su taccuino.

    Non ho più la mia Lettera 35 da qualcosa come 25 anni (mese più, mese meno), e da 25 anni (mese più, mese meno) uso un PC per scrivere, ma scrivo ancora a mano con una discreta regolarità – dieci minuti con un foglio bianco e una penna biro sono ancora un buon esercizio.
    Ma d’altra parte, io sono uno di quegli sciroccati che usano la scrittura come meditazione, quindi figuriamoci…

    Il lato snervante dell’intera faccenda è questa idea che uno strumento sia “meglio” e quindi porti all’estinzione tutti gli altri – nelle campagne l’avvento del trattore non ha fatto scomparire la zappa più di quanto il Mac abbia fatto sparire le matite dagli studi dei fumettisti, però se scrivo a matita su un notes qualcuno si sente in diritto di dire che sono un deficiente…

    Io credo che alla fine l’idea sia quella di usare al meglio lo strumento più adatto a fare il lavoro, e col quale ci sentiamo più a nostro agio.
    Ed al limite valutare i risultati, non il mezzo con il quale li si è raggiunti.
    Ed avere il buon gusto di rispettare le scelte altrui.

    1. Bangorn

      Nessun dubbio sul lasciare che gli altri abbiano i loro gusti, per carità. Se noti però sono gli aplha che se la prendono sempre con gli omega e quasi mai viceversa: vinile contro cd, e non cd contro vinile. Cartaceo contro e-book e mai il contrario. Non capisco quindi perché devono farla tanto lunga gli amanti del taccuino, risultando appunto pedanti con quell’aria di: ah, ma io scrivo ancora a mano! Come se fosse chissà quale vanteria da diffondere. Appunto come dici tu, il nuovo quasi mai porterà alla completa estinzione del vecchio. Non credo che le penne scompariranno domani, tanto meno i libri. Allora, mi chiedevo, cos’è tutta questo discutere per nulla?

  7. Davide

    Credo che in antropologia culturale si parli di “seghe mentali”.
    Ma potrei sbagliare.

    1. Bangorn

      Non sbagli. Volgarmente si chiamano seccapalle.

  8. awy65

    Io all’inizio scrivevo a mano perché ero lento, lentissimo al PC.
    Il problema era un po’ la mia grafia pessima (come altri, leggo qua ;)… ) e il fatto che perdevo un sacco di tempo a riscrivere.
    Poi scoprii che con i PC più moderni potevo dettare a voce al computer. Comprai (ebbene sì, lo comprai) il Dragon Naturally Speaking, e potevo dettare tutto e con pochi errori al PC come se fosse un dattilografo.
    Meno tempo, più rendimento. E’ così che ho scritto il primo romanzo.
    Poi ho smesso di scrivere appunti per i romanzi su carta. Troppo tempo e li perdevo sempre. Ora li scrivo direttamente sul file di testo, in un colore diverso. E a scrivere mille appunti, ho acquistato una certa velocità di battitura a mano (con tutte le dita, anche se usate in maniera poco ortodossa).
    Ora manca solo che mi pubblichi una grossa casa editrice e venda milioni di copie in tutto il mondo.
    Ma è solo un piccolo insignificante particolare, no? 😉

    1. Bangorn

      Fortunatamente, avendo sempre battuto a tastiera, prima la macchina da scrivere poi i pc, non sono mai stato lento. Al contrario per scrivere due righe con la penna ci vuole una vita. L’importante come dici tu è il rendimento. E allora giù di pc e trovare le tastiere più comode 🙂
      Per il particolare che dici tu: beh, mi accontenterei di un centinaio di migliaia di copie. Già con quelle direi che la mia vita cambierebbe, no? 😀

  9. Jennaro

    Tranquilli, non partirò dal Medio Evo, ma dalla metà del XX Secolo, ossia dai primissimi anni alle elementari in cui usavo il classico “pennino” e nei banchi di scuola, su di un lato (se ricordo bene), c’era un foro con un contenitore i cui la mattina il bidello ci versava l’inchiostro di china. Non vi dico e non vi conto le ramanzine di mia madre quando tornavo a casa con le mani (se ero fortunato, altrimenti chiazze per tutto il grembiulino) nere di china. Per scrivere era necessario intingere il pennino nell’inchiostro e se si formava qualche grumo allora occorreva “scuoterlo” con vigore… con schizzi dappertutto… 🙂 Finito di scrivere, sul foglio andava stesa della carta assorbente per far si che si eliminasse gli eccessi di inchiostro…
    Poi arrivò la “Bic”. Magnificata e disprezzata; applaudita e fischiata. Adesso i banchi di scuola li fanno senza “buchi”… Speriamo di fare anche le persone senza “buchi”… 🙂

    1. Bangorn

      Ho fatto in tempo anch’io a vedere quei famosi buchi. I calamai però non c’erano già più. Li usavo io per disegnare a china per i fatti miei, a casa 😀

  10. elgraeco

    Ehm, sì, il pc? Però abolirei del tutto il correttore ortografico. Ché fa solo danni, in silenzio e alle spalle, per di più. 😀
    Ma il punto è che se scrivere è facile, più difficile è leggere… al pc, sugli e-reader. Troppa arcaicità, paura di cambiare, risultato di scarsa elasticità mentale. Capita.
    🙂

    1. Bangorn

      Il correttore però fa ridere a volte 🙂 Sul leggere infatti sono ancora dolori. “Un e-che?”

  11. Gianluca Santini

    Qualche polemica salta fuori sempre, è inevitabile. 🙂 Bel post, comunque. 🙂

    Io di solito scrivo al computer direttamente, però per progetti che vadano oltre il racconto uso scrivere prima a mano e poi passare a ricopiare al computer (anche se è un passaggio che odio, si rende comunque necessario per fare una prima revisione al volo). Non ho mai avuto modo di scrivere su macchina da scrivere, ne aveva una mio padre tempo fa ma poi è sparita.

    Per accessori uso il mio cellulare per prendere appunti volanti quando sono fuori casa, altrimenti ho quaderni interni in cui sono appunti schemi mentali, idee sparse e cosette del genere.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Bangorn

      Io la revisione la faccio su reader, sul divano. Prendo appunti, sottolineo e poi riporto a video. Al massimo a mano traccio collegamenti o scrivo qualche nome al volo.

  12. agiantis

    ha ha ha , e’ vero!!! mi ricordo ancora quel pomeriggio, in cui mi telefonasti dicendomi…mi e’ arrivato il pc, vieni a montarmelo?!… e dopo un paio d’ore, un pacchetto abbondante di sigarette, 3-4 tagli nella dita (per colpa dei case che all’epoca erano dei rasoi affilati) iniziammo a installare il buon vecchio windows95!

    1. Bangorn

      ’97 Balllerini, il ’97 seconda edizione. Dopo un anno feci il tragico errore di mettere WME. Bleargh!

  1. L' importante è il fine non il mezzo!Blog di Beppe

    […] spunto dall’ articolo di Marco Siena sui mezzi di scrittura, ho voluto  cercare un parallelo  nel campo […]

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