Dove vado oggi?

Roll the Dice!

Dal 2003 ho la tv via satellite. Sono partito con Tele +, passando direttamente a Sky. Al di là dei film, ho amato da subito quei canali che ora iniziano con il 4xx. Quando aprirono Discovery Civilisation andai in brodo di giuggiole. Quando lo chiusero mi incazzai.

A parte questo, ci fu una serie che mi colpì particolarmente, e che amai in quel periodo del 2004 al 2005, quando sentivo i lacci degli obblighi e della routine, serrarsi intorno al mio collo. Su Discovery Travel & Living, andava in onda a rotazione The Dice Man. Premetto, non sono una persona che sbava davanti alle agenzie di viaggi, assolutamente no, ma viaggiare alla maniera di Russel e Shaun, Dio, quello mi attraeva.

Nessuna meta costruita dai cataloghi turistici, nessun luogo artificiale, ma solo Inghilterra (nella prima serie) nuda, cruda e imprevedibile. I nostri due viaggiatori, prendevano una mappa, si mettevano in strada con un budget e sceglievano luoghi e mete, grazie a un tiro di dado. Sì, esatto, come il The Dice Man di Luke Rhinehart! La cosa appassionante e che creava l’effetto sorpresa, era che a volte a tirare il dado erano i passanti.

Questa serie mi ha fatto davvero sognare. Russel è davvero simpatico e Shaun, taciturno cameraman e regista, è la spalla ideale. In una serie come questa si vede veramente quali gioielli abbiamo vicino a casa e che perdiamo, prediligendo mete blasonate e rese famose dai cataloghi e tv. Russel e Shaun vanno nella prima serie alla scoperta di luoghi e piccole realtà della loro terra, presentandole al pubblico inglese che magari era ignaro del labirinto di pannocchie dello Oxfordshire, o di quel piccolo B&Bsulla costa orientale. Grazie a loro e al loro dado, il cittadino inglese poteva dire: «Caspita, invece di andare a Santo Domingo, vado a vedere il posto che mi ha presentato l’Uomo dei Dadi.»

Questa meraviglia è a poco più di 2 ore da casa mia. Perché devo volere la Luna?

A questo punto, vorrei spendere due parole anche sul nostro Paese. Anni fa, nella località marittima che frequento da una vita, ero solito andare nello stesso albergo. Il proprietario era un uomo che conosceva a mena dito la sua terra e mi consigliava quotidianamente dove andare se non avevo voglia di sabbia, sole e noia. Mi mandò in un piccolo borgo, ristrutturato completamente da una stilista. Questa donna aveva fatto recuperare un patrimonio inestimabile. Zero spese, un po’ di benzina e di strada, e io potevo visitarlo. O ancora, la sera dopo, recarmi in un borgo lì accanto per una rievocazione storica.

Dico io, qualcuno non potrebbe pagare due giovani e mandarli alla scoperta dell’Italia per promuovere i lati che noi non conosciamo? Con lo spirito di Russel e Shaun, qualcosa di buona ci salterebbe fuori e per una volta manderemmo a fare in culo le inutili spiagge bianche, le loro onde e la piatta pigrizia.

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