Feb 16

Futuro?

La colazione dei campioni!

Mi sveglio alle 6:30. Da un paio di anni non ho più bisogno della sveglia. Il mio orologio biologico mi fa aprire gli occhi sempre a quell’ora, che sia sabato o lunedì, al mio corpo non frega niente. Mia moglie mi guarda nella penombra, un occhio chiuso e uno aperto. Sa che sono sveglio, avverte quando succede.

«Buongiorno», le dico.

«Ciao Cic», risponde.

Scendo, controllo Liam che dorme ancora, e  vado a vedere se Eleonora è nel

Il metodo per rilassarsi

letto sopra o quello sotto. È un gioco che ha inventato: decide alla sera dove dormire e immancabilmente non indovino mai. Anche lei dorme ancora, e nel letto superiore. La guardo un attimo e sorrido, poi vado in bagno a lavarmi la faccia. La temperatura in casa è stabile, appena 16° e non sento freddo.

Mi dirigo in cucina come ogni mattina, preparo la colazione, concordata la sera prima con la famiglia e aspetto che mi raggiungano.

«Pranziamo insieme oggi?», chiedo a mia moglie.

«Sì, dai. Vengo in ufficio da te?»

«Ti aspetto. Preparo qualcosa io o usciamo?»

Ci pensa un attimo. «Usciamo, dai.»

«Vengo anch’io», interviene Eleonora.

Le passo una mano sui capelli, scompigliandoli. Cavoli com’è cresciuta. Accetta ancora questo scherzo, nonostante abbia già 8 anni.

«A che ora esci da scuola oggi?», le chiedo.

Mi fa il broncio. «Papà, oggi esco all’una. Non ti ricordi mai niente!»

Ridacchio. La mia memoria è pessima con orari, giorni, date et similia. Ci pensa di solito mia moglie a mantenere ordine negli appuntamenti e negli orari di scuola. «Hai ragione. Sai che sono smemorato.»

«Per fortuna non in tutto. Quello che scrivi almeno te lo ricordi», dice mia moglie.

Verso ancora un po’ di succo d’arancia. Anche Eleonora ne vuole ancora.

«Per ora no, ma chi lo sa? Comunque va bene, vieni anche tu.»

«Ti passo a prendere io e poi andiamo da papà. »

«Liam lo lasciamo là?», chiedo.

«Sì, lo passo a prendere dopo, così forse mangia qualcosa. Eleonora, ricorda che lo diciamo alla nonna, okay?»

Eleonora risponde con quel suo “mhmh” che non ha mai perso. Ogni volta rido, da otto anni ormai.

Uno dei cd che ascolto di più mentre scrivo

Saluto mia moglie, accompagno Eleonora a scuola, lascio Liam dalla nonna e poi vado in ufficio. Sono dieci chilometri da casa, lo so, eppure mi piace e non lo avrei preso da nessun’altra parte. Qualcuno mi ha chiesto perché non abbia voluto rimanere nello studio di casa a lavorare. Io gli ho risposto che per la gente, se lavori a casa, non lavori veramente, e mi ritroverei frotte di persone che suonano il campanello per questo o per quell’altro motivo. E poi così distinguo l’ambiente famigliare da quello lavorativo. Credo di non essere stato abbastanza convincente, soprattutto perché mi sono sentito dire che avrei risparmiato un affitto. Soldi, sempre soldi. Cosa sono in confronto a un organizzazione perfetta della propria sfera lavorativa?

Entro nel piccolo appartamento in cui ho fatto l’ufficio. In appena45 metriquadri, ho messo un divano e una piccola cucina, e in quella che dovrebbe essere l’unica stanza da letto, ho la mia scrivania con il computer su cui lavoro. Di questo appartamento, mi piace soprattutto il bancone della cucina in muratura, davanti a cui ho messo tre sgabelli da bar. Ogni tanto passa il mio Compare o qualche altro amico e ci facciamo un caffè o un aperitivo. Oggi sarà così. Verso le 3 del pomeriggio, dovrebbe passare il Compare per parlare riguardo al nuovo lavoro. Dobbiamo revisionarlo ed editarlo, poi vedremo dove piazzarlo.

Nel frattempo mi siedo davanti al pc. Controlla la mail, aggiorno il blog, saluto

Con zucchero di canna, grazie

i compagni della Base, amici che dopo 5 anni sono ancora presenti. Qualcuno ha fatto il salto, qualcun’altro anche. Altri invece se ne sono andati, ma lo zoccolo duro è sempre presente. Leggo sul reader che ci sono 10 novità e mi fiondo sui loro blog a leggere e commentare.

Sono le 10. Musica adatta e mi metto al lavoro. Ho per le mani un nuovo progetto. Nessuna scaletta come al solito, tranne una piccola bozza e quattro personaggi. Apro il capitolo 5, ripasso velocemente ciò che ho fatto ieri e inizio a lavorare.

Alle11 mifaccio un caffè, esco sul balcone a berlo e guardo un po’ in giro. Se ne avessi voglia staccherei e andrei in centro in bici a leggere il giornale al bar, ma oggi non ho tempo. Devo scrivere in mattinata per recuperare il pomeriggio.

Mi rimetto a scrivere senza alzare la testa fino alle 13, quando mia moglie mi fa lo squillo sul cellulare. Scendo e salgo sulla sua auto.

«Ciao ciao», esclamo.

«Ciao Cic.»

«Ciao Papà.»

Faccio l’occhiolino a Eleonora. «Com’è andata quella cosa di ieri sera?»

«Bene.»

«Bene bene, o benino?»

«Bene bene», risponde.

«Allora la mamma è stata brava a insegnarti. La matematica di casa è lei.»

«Come no», commenta mia moglie, facendo manovra.

Andiamo nel solito ristorante, dove ci siamo sposati anni fa. Quando possiamo andiamo lì. Si mangia bene, molto spesso anche selvaggina. Ed è quello che mangio io, mentre mia moglie e la piccola, prendono il loro filetto preferito con le patate.

Mi riaccompagnano alle 14:30. Le saluto e salgo in ufficio. Mentre aspetto il Compare, faccio un saluto in Base, due chiacchiere al volo, e leggo il blog di qualche ritardatario. Commento e passo alla posta. C’è una mail di un mio collega e amico. Adesso si trova all’estero per l’edizione del suo nuovo lavoro. Mi augura una buona giornata e mi promette di rivederci al rientro.

Puntuale come non mai, il Compare arriva alle 16 invece che alle 15. Nessun problema. Ci mettiamo quasi subito al lavoro. Mi informa che pensa già di sapere a chi piazzare il tutto, basta che sistemiamo quel passaggio che non lo ha convinto molto. Parliamo un po’, gli dico il mio punto di vista, e accetta il compromesso. Io a quel personaggio, una cosa così non gliela faccio dire.

Tra una chiacchiera e un caffè, mi mostra anche le proiezioni di vendita. Andiamo forte in Francia, Spagna e Inghilterra. La Germania risponde bene. Il resto d’Europa segue piano piano. Con gli States invece non c’è verso, ma non me ne cruccio. Per ora riesco a campare di quello che sto vendendo, e lui pure. Pensa anche di prendere sotto all’ala un altro paio di nomi che gli ho fatto, ragazzi davvero in gamba. Chi lo sa, potrebbero rivelarsi delle belle sorprese.

Senza accorgercene sono già le 19. Ci alziamo, stiracchiandoci. Scendiamo insieme e ci diamo un appuntamento per il week end per farci una pizza di rito.

Torno a casa. La mia famiglia mi aspetta. Eleonora ha già finito i compiti, Liam gioca con il suo cane robot e mia moglie ha preparato una cena a sorpresa.

«Ehi, toccava a me cucinare», protesto.

«Non me ne sono dimenticata. Sapevo che saresti tornato più tardi però.»

«Domani non sfuggirete al mio spezzatino», minaccio.

«Ah sì sì», risponde mia moglie.

Le do un bacio, mi lavo le mani e mi metto a sedere, aspettando di cenare tutti insieme. E poi stasera, c’è quel film che volevo tanto vedere.

Se fra 5 anni la mia vita sarà così non mi lamenterò…

26 comments

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  1. Bello spezzato di vita quotidiana, non hai proprio nulla da lamentarti *O* 😉

    1. Beh, è un ipotetico futuro per ora. Almeno mia moglie e mia figlia sono reali 😀

  2. chi lo sa, magari potrebbe capitare anche prima 🙂 e ci sarebbe ben poco da lamentarsi!!!
    solo una cosa, quando sarai ricco e famoso. la faccia te la laverai sempre con 2 mani?

    1. Assolutamente… no! Me la favò lavave dai miei sevvitovi 😀

        • teo on febbraio 16, 2012 at 9:24 am

        lavarsi la faccia con 4 mani dev’essere un’esperienza unica 😉

  3. Io, non so bene perchè, mi sono commossa.

    1. 😉 A volte faccio questo effetto, mi dicono

        • Kate on febbraio 16, 2012 at 9:36 am

        Prrrrrrrrrrrrrrrrr!

  4. Mi hai rilassato 😉

    1. Vorrei rilassarmi anch’io 😀

  5. È il sogno di (quasi) tutti. E visto che sognare non costa niente, sarebbe bello iniziare sempre la giornata così: mi guardo nello specchio mentre mi lavo i denti e vedo chi vorrei essere.

    1. Beh, se poi ci si prova anche a fare andare i sogni nella giusta direzione, credo che sia un buon inizio di giornata 😀

  6. Eh, che bel futuro sarebbe… Io te lo auguro vivamente, Marco. 😀 E la Base continua a vivere negli anni, figo!

    Ciao,
    Gianluca

    1. E come hai letto, altri farebbero la mia stessa vita 😀

  7. Te lo auguro, davvero con tutto il cuore! 🙂

    1. Potresti essere tra i Basisti che ce l’hanno fatta, cosa ne dici? 😀

      1. Dico che sarebbe fico!

        • Bangorn on febbraio 16, 2012 at 2:57 pm

        Che poi spero di aver fatto capire che sarebbe un lavoro e non una passeggiata. Esaltante se vogliamo, però pur sempre con dei tempi e dell’impegno, no?

  8. Scrivere è un fottuto lavoro, e chi dice il contrario vuol dire che non capisce nulla!…

    1. Pienamente d’accordo!

    • her-etico on febbraio 16, 2012 at 3:35 pm
    • Rispondi

    FANTASTICAMENTE REALE.

    1. Spero che lo sia un giorno 😀 Sai chi è il Compare, vero?

  9. Ma quindi mi lascerà?? O ci sono anch’io a mangiare la pizza nel weekend? Nuoooooooo!! Nuoooooooo!!!

    1. Era sottinteso, eh? 😀

  10. Bello, e tranquillo. ^^

    1. 1/2 è realizzato. Mi manca l’altra metà 😀

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