Ieri sul blog dell’amico Hell, è uscito un articolo molto originale. Vi consiglio di leggerlo e poi ritornare qua. Da quello che ho intuito, il post è nato dopo che l’ennesima persona grigia si è sentita in qualche modo in dovere di suggerirgli di vivere quella che i quaquaqua, definiscono vita vera. Bene, posso capire che per molte persone la vita vera sia davvero emozionante, fatta di cartellini, orari, code d’auto alla mattina, programmi ipnotici in tivù, partite di calcio e locali affollati e maleodoranti, ma purtroppo per altri queste cose non sono, come dire, attraenti. Tra queste mi ci metto anch’io, e ne faccio parte fin da piccolo.
Ora sono stato invogliato dall’invito lasciato alla fine del post, a creare una mappa del mio mondo. Spero di non snaturare lo spirito iniziale avuto da Hell, visto che il suo è intriso da vera poesia. Farò il mio a modo mio. Dunque, non tergiversate, datemi la mano e varchiamo l’arco. Quale arco? Eccolo:
Porta Sud: da un arco posto a sud si entra nel mio mondo. Ogni mia avventura prevedeva che i viandanti entrassero da sud. Il significato è che io fuggo il caldo per rifugiarmi dove fa freddo. E poi le porte delle case guardano sempre a meridione, per cui mi è più naturale che voi entriate da quell’apertura, piuttosto che dalle altre a cui io attribuisco sempre le entrate e le uscite commerciali. Ricordatevi di pagare la gabella, e se potete, lasciate giù le armi.
La taverna: un posto tranquillo, vicino alla porta e al cuore della città. Un posto in cui alla sera ci si reca a incontrare gli amici, ascoltare i viandanti (pochi) e a brindare senza impegno, oppure a fare un bella partita a biliardo. Ben diverso da quei chiassosi luoghi che purtroppo conosciamo tutti.
La strada a sinistra: se prendete questa strada che si inoltra nel bosco a sinistra, troverete il piccolo quartiere delle creature fatate. Qui vivono tutte quelle creature che preservano la natura, ignorano la tecnologia e possono godersi le giornate guardando le nuvole passare. Per loro l’urgenza non esiste, il male nemmeno, se nessuno lo porta.
La strada a destra: un cimitero. Il Re del Cimitero accoglie chi vuole per un attimo ricordarsi gli affanni e le brutture del mondo. Lui vive nutrendosi del dolore degli altri. Se avete qualcosa da raccontargli, fate pure. Uscirete più leggeri da quel luogo. E se per caso vi ritenete sfortunati, fatevi raccontare qualcosa da lui, vedrete che c’è di peggio.
Il pozzo: è il centro del paese e della piazza. La gente vi si raccoglie alla sera per fare due chiacchiere e nei giorni di mercato i banchi lo circondano. Nelle sere d’estate potete trovare bardi e skaldi, impegnati a narrare dei loro viaggi. È l’unico luogo dove la gente può fumare. Strano.
Il Tempio: entrando rimarrete sbalorditi dalle tante divinità che vi albergano, a cavallo di epoche magiche e quelle future. Solitamente sui banchi in fondo a sinistra, troverete Thor che discute con Horus, oppure Väinämöinen che si consulta con Odino e il Dagda Mor. Tutte le divinità che portano conoscenze utili e un po’ di coraggio agli uomini, sono ben accette. Passò di qua anche Zeus con il suo seguito, ma lo cacciarono a pedate.
Casa Mia: la mia dimora è costruita intorno a un albero gigantesco e su più livelli. È interamente di legno, niente pietra. Se entrate vi ritroverete ancora più spaesati che al Tempio, perché qui passato e futuro si mischiano in continuazione. Medioevo e Fantascienza, vecchi tomi e tecnologie coesistono senza scornarsi tra loro.
Il Caffè: se non avete voglia di chiasso e fare baldoria, ma di parlare pacatamente di letteratura, cinema e arte, questo è il posto che fa per voi. Non c’è musica, si parla a bassa voce e si predilige bere grappa o vino rosso fermo, accompagnato da stuzzichini. Un posto di classe.
Il Teatro: anche se il mondo pare dimenticarselo e considerarlo una cosa antica, il teatro esercita su di me un fascino tutto suo. Non solo le opere, ma anche la struttura. Nel teatro del mio villaggio, possono suonare tutti i musicisti che fanno richiesta e si possono esibire le compagnie teatrali che non vogliono veder morire quest’arte. I musicisti naturalmente devono essere musicisti. Capiamoci. Vi ricordo che ogni sabato sera, il teatro ospiterà Il Grand Guignol e ogni domenica verrà proiettato un film diverso.
La Libreria: accanto al teatro c’è la libreria, che funge anche da biblioteca. Si prendono libri, si depositano, si scambiano. Anche in formato elettronico naturalmente. Al bancone troverete un simpatico ometto di nome Nunzio, che ho dovuto convincere con qualche tirata d’orecchi ad accettare gli ebook. Non fateci caso se vaneggerà sulla carta stampata…
Il negozio del Folklore: un uomo in tartan dai capelli rossi, sarà ben felice di vendervi oggettistica che costruisce personalmente, basata sul folklore delle terre. Alcuni oggetti mi ha detto che li importa direttamente da altri suoi colleghi. Fermatevi un attimo e chiedetegli qualcosa sul tempo. Se siete fortunati vi leggerà le rune o vi inviterà a qualche rituale propiziatorio nei periodi clou del calendario celtico. Brav’uomo.
L’Elysium: sembra un garage e allo stesso tempo un vecchio fienile. Ogni volta che vi passate accanto, potrete trovare delle sorprese. Al martedì e al giovedì soprattutto, potreste vedere giovani e vecchi vampiri, fare chiasso e intessere trame, almeno per la stagione invernale. Stranamente in primavera e estate, è più facile incontrare guerrieri e stregoni, presi dal compiere qualche missioni in oscuri dungeon. Ah, se passate al venerdì, avvertite, magari vi potrete sedere a mangiare un po’ di carne ai ferri.
La vecchia Quercia: solitaria, silenziosa e antica, vigila la doppia curva a S che porta nelle terre esterne. Un buon posto dove riposarsi nella quiete isolata dello scorcio di campagna verso nord. Spesso potreste trovarci un signore che fuma la pipa (nessuno gli ha mai detto che si può fumare solo al pozzo!), vestito in tweed. Accanto a sé ha sempre un bastone da passeggio, diverso ogni volta che lo incontrate. A completare i suoi accessori, due taccuini e qualche matita: su uno disegna, sull’altro scrive strani arzigogoli, o storie. Fermatevi John è una persona interessante.
Il fiume: e infine, quando lasciate John sotto la Quercia, andate a sedervi sulla riva del fiume. Per raggiungerlo attraverserete un bosco che sembra un giardino selvaggio, abitato da animali di piccola taglia, come gatti e scoiattoli. Una volta che sarete al fiume, potrete rimanere a guardare l’acqua che scorre o prendere una di quelle barchette bianche e navigare fino al mare.
Altri luoghi si aggiungo in questa piccola cittadina, e ogni giorno che passa so che quegli amici non se ne andranno. Mi auguro solo che anche i miei figli vorranno visitarlo in futuro. Per loro ho già qualche copia delle chiavi.
28 commenti
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C’è proprio tutto, non manca davvero nulla e sembra confortevole stare qui. Mi troveresti al teatro o in biblioteca-libreria, se non nella piazza al pozzo a salutare tutti quelli che passano di lì. Buona domenica del Villaggio
Oggi la passo a preparare il terzo piano della casa 😀
Un idillio, praticamente…che bello! Rilassante e fantastico. Mi piace 😀
Grazie, e questo è solo l’inizio. Il villaggio ha appena 36 anni 😀
Bene, bene, mi sembra un posto fantastico. In special modo, adoro la presenza del teatro, ma anche la quercia sotto la quale riposarsi.
Aggiungo subito il link!
😉
Ci vediamo in taverna?
C’è la birra torbida? Ok! 😉
C’è la birra in tutte le sue forme 😀 Pensa che per me fanno arrivare la Ceres perché io amo solo quella
Fratello, fammici trovare anche un minimo di “luogo di piacere” e non ti libererai mai di me …
Non ti ho detto cosa c’è al secondo piano della taverna 😀 Comunque non ti andrebbe una casa sull’albero come la mia?
Molto rilassante e simpatico. 🙂 Mi ha fatto piacere ritrovare Nunzio nella tua realtà, finalmente convinto sugli ebook 🙂
Mercoledì posterò pure io. 🙂
Ciao,
Gianluca
Hai riconosciuto il tipo sotto alla Quercia? 😀 Davide mi darebbe delle botte in testa 😀
Beh, come si fa a non amare un Paradiso cosi?
Mi piace, soprattutto la taverna, posto rilassante e che riserva sempre delle sorprese!
Ci facciamo una stecca?
Ci si vede al Caffè, sembrerebbe proprio il posto adatto a me
Va bene un Brunello con un assaggio di affettati di cinghiale?
Cosa chiedere di meglio?
Bella bella la tua realtà! 🙂
Dove ti trovo? 😀
Bellissima realtà! Mi sa che mi fermo un po’ prima – o magari, dopo aver girato un po’ – torno un attimo indietro: adoro i cimiteri, mi andrebbe di fare una chiacchierata con il Re. Poi me ne andrei al fiume ^^
Beh, al fiume non si sta male, soprattutto in primavera
Che meraviglia Bangorn. Mi sono letta tutto il post sognando. Mi sono appena iscritta a un corso di teatro. Verrò a recitare in quello del villaggio. Cri
Il posto per te c’è sempre e non paghi la gabella all’entrata: ti ho messo nella lista degli ospiti sempre ben accetti.
Cavolo…sono andata a leggere anche le “altre realtà” sul blog di Elli. Mi avete fatto venire una voglia da morire di scriverne una mia. Sono bloccatissima in questo periodo…ma ho la frenesia nelle dita.
Ah, mi hai messo in lista. Entro senza gabella. Fantastico. Grazie.
Elli qual è?
Perdono. Ho italianizzato Hell.(-:
😀
Molto interessante… ^^