Mar 17

Bango’s White Russian

C’è chi si aspettava subito oggi un post sulla presentazione di ieri sera al Victoria a Modena, e c’era anche chi si augurava di no. Visto che una serie di fattori, tra i quali essermi svegliato alle 9, mi ha portato a mettermi al lavoro solo ora, ho deciso di dedicargli spazio domani o al massimo lunedì, in modo tale da curare il post come si deve, ed eventualmente reperire e scegliere le foto adatte.

Sembra un bicchiere di caffè latte

Oggi invece farò un esperimento, almeno per quanto mi riguarda, inserendo una ricetta, ma non di cucina, benché i miei compagni di Base Alex e Davide, ne pubblichino di curiose e interessanti almeno una volta alla settimana, bensì di un cocktail che amo particolarmente. Naturalmente questa, come dice il titolo, è la variante Bango, perché come in cucina, se una cosa non mi garba la cambio e l’adatto ai miei gusti.

Partiamo dalla ricetta base, che potreste trovare ovunque:
5/10 Vodka
3/10 di liquore al caffè, Kahlua o Borghetti
2/10 crema di latte
Qualche cubetto di ghiaccio.
Questa come dicevo, è la ricetta classica che potreste trovare anche sul retro della Kahlua.

Ora vi propongo la mia variante con i miei motivi:
5/10 Vodka bianca, tenuta in freezer
4/10 di liquore al caffè, Kahlua;
1/10 crema di latte o panna
Niente ghiaccio.

Troppo latte per i miei gusti

Perché uso la Vodka tenuta in freezer? Per evitare il ghiaccio dentro alla bevanda, che porterebbe quel gusto annacquato che odio tanto. Ho preferito usare la Kahlua, nonostante il costo, perché meno amara. Ho ridotto drasticamente la proporzione della crema di latte per le mie intolleranze, tanto che arrivo addirittura a eliminarlo quasi, aggiungendo una punta di panna in cima, giusto per dare il colore. C’è poi chi consiglia di shakerarlo, mentre io verso prima il liquore al caffè e in seguito la Vodka, creando così un effetto particolare nel bicchiere.

Costa una fortuna

Facilità: disarmante
Grado alcolico: fate guidare qualcun altro
Costo: la Kahlua costa un botto.
Curiosità: prima che qualcuno lo dica, anche se c’è già chi ha fatto coccodè, confermo che è la bevanda preferita da Dude del Grande Lebowski. Sapete perché si chiama White Russian? Il cocktail non è altro che un Black Russian con l’aggiunta di latte.

21 comments

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    • teo on marzo 17, 2012 at 3:47 pm
    • Rispondi

    concordo col togliere il ghiaccio, o lo bevi alla goccia o si annacqua e fa schifo…la tua variante è molto interessante e presto la proverò.
    la vodka va SEMPRE tenuta in freezer, chi è quel pazzo che la tiene a temperatura ambiente???
    un suggerimento…ma provarlo caldo? tipo “rimedio della nonna” contro il raffreddore, per me in inverno potrebbe fare un successone 🙂

    1. C’è chi la tiene lì fuori e ti spala dentro una sessola di ghiaccio! Maledetti!

    • Elisa on marzo 17, 2012 at 3:47 pm
    • Rispondi

    sì sì sì ci sto!!! decisamente!! mi ricordo davanti al “Il Signore dei Tarzanelli” 🙂 buono, un po’ peso, ma questa cosa non ci spaventa!!al massimo ci infossiamo davanti casa con la macchina!vero Bango?ahah

    1. «Siete sicure?»
      «Sì, sì, reggiamo!»
      Come no 😀

        • Elisa on marzo 17, 2012 at 4:05 pm

        ahah stavamo benissimo!!!giuro!
        e inoltre ti ricordo che io non mi sono mai addormentata in macchina, sotto casa, con la portiera aperta e con un gatto che osserva! 😛 ahah

      1. Il gatto è un animale curioso 🙂

  1. Giusto, annacquare i drink è un delitto u.u

    1. Se si usa la vodka ghiacciata, perché mettere il ghiaccio? 🙂

  2. Bella pensata! Ci voleva qualcosa del genere. Mi piace questa novità 😉

    1. Grazie Alex. So anche cucinare, però avrei sempre voluto raccogliere e imparare le ricette dei cocktail. Questa potrebbe essere una buona occasione.

  3. La penso come Domenico, il ghiaccio nelle bevande alcoliche è… è… non trovo la parola:-)

    1. Una parola con almeno 10 asterischi?

  4. Bravissimo, Marco! 🙂 Anche se per ovvi motivi io sono un cultore del Black Russian invece. 😀

    Ciao,
    Gianluca

    1. Hola Gianluca 🙂 Beh, come vedi anche il mio è quasi un Black Russian, visto che di latte ne metto poco poco 😉

      1. Yep! 🙂 Che poi, almeno qui dalle mie parti, è raro riuscire a trovare il barista che me lo prepara bene il Black… XD

      2. Il cocktail più difficile da preparare nel modo giusto, lo presenterò prossimamente. Quello è davvero difficile 🙂

      3. Resto in attesa. 😀

    • MACHETE76 on marzo 19, 2012 at 9:31 am
    • Rispondi

    La vera variante interessante è trovare le giuste dosi per sostituire la kalhua (decisamente troppo costosa) con del vero caffè (meglio se da moka o magari shakerato freddo).

    Se invece senti un barista sul discorso ghiaccio, questi ti risponderà che è fondamentale mettercene tanto perchè così ti conserva il cocktail più fresco più a lungo senza annacquartelo troppo, è mettercene poco la vera rovina perchè si scioglie subito e te lo annacqua. Quindi o tanto ghiaccio o per nulla.

    1. Beh, in mano mia il cocktail non si deve conservare a lungo, quindi vodka ghiacciata e niente acqua 🙂

  5. E’ la bevanda degli ammazzavampiri ne il 18° Vampiro 😉

    1. Sai che non me lo ricordavo?

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