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Mar 21

Carico come un treno

Ho ripreso il treno dopo quasi 14 anni, dico 14! Ora, per qualcuno non ci sarà nulla di eclatante, in quanto molti lo prendono tutti i giorni per andare al lavoro. Beh, io non sono più salito sul treno dal 1998, dopo il concerto dei Blind Guardian al Rainbow. Caso vuole che anche in questo caso si trattasse di Milano, e che sono sceso alla stazione Centrale. Poco importa, riprendere il treno non mi ha emozionato né lasciato nessuna reminescenza. A questo punto vi chiederete di che diamine stia parlando, visto che non siamo nell ‘800 e il treno è un’invenzione vecchia come Tanacca( che non so chi sia, ma che qui si nomina spesso ).

Dal cavalcavia, che ha sostituito il passaggio a livello maledetto

Chiarisco. Fin da bambino ho abitato vicino alla stazione dei treni, e al maledetto passaggio a livello che ora mi faceva arrivare in ritardo a qualche appuntamento o al lavoro, ora mi serviva come scusa quando tornavo tardi a casa da monello. Per me era il primo mezzo per andare lontano, se per lontano possiamo intendere fare un giro a Verona, o ancora andare al mercato a Bologna. Ebbene, salire sul treno era quella cosa da ribelle che si faceva, tipo una fuga da casa controllata. Rigorosamente cercando di non pagare il biglietto. Ci si nascondeva nel bagno e si sperava che il controllore non bussasse. A volte invece non si voleva rischiare e lo si faceva.

Il trenino che avevo da piccolo

In treno mi sono fatto anche i primi viaggi al mare, da solo naturalmente, perché sono sempre stato uno che se gli va una cosa, non aspetta tutta la brigata e i loro sì o no, piglia e va. A 15 anni presi un treno a Poggio Rusco, un vecchio carcassone blu a diesel. Credo che ci sia ancora, non ne sono sicuro, ma l’emozione di stare fermi 20 minuti a Ferrara per fargli fare rifornimento non ha prezzo. Ricordo ancora che mia madre salì con me, aspettò un po’ e poi mi chiese se avessi bisogno d’altro, e se davvero me la sentivo di farmi quasi 200 km da solo in treno. Io risposi che era tutto okay e che poteva tornare a casa. Bene, ripetei quell’avventura altre volte in estate, arrivando a Cattolica per passare a Gabicce Mare le mie ferie estive.

Eccolo! Splendido!

Il treno nella mia adolescenza era il simbolo di indipendenza e libertà, quella che un motorino non ti poteva dare. Una volta ci inventammo persino un giro non organizzato a Bolzano, con ritorno altrettanto random. Altre volte capitò di finire lontani e accorgersi che non c’era il treno del ritorno. Questa era l’avventura: prendere, andare e cercare di tornare. In più sui vagoni capitava anche di conoscere altra gente, che poi non vedevi mai più in vita tua, ma con cui scambiavi qualche parola e qualche risata.

L’altro giorno invece il treno mi è sembrato freddo. Non sapeva di niente. Solo un mezzo per arrivare dove dovevo andare e punto. Ho perfino esitato a schiacciare un pulsante, che serviva alla fine per aprire le porte dei vagoni, e che ai miei tempi non c’era.

E sapete cosa mi viene in mente quando si parla di treni, al di là di tante avventure e ricordi? Questa canzone qua:

25 comments

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  1. teo

    Io in treno ho fatto avanti e indietro per 10 mesi da S. Donà di Piave a Bologna, durante il servizio militare. Alla fine ci prendi la mano e diventa quasi divertente, come quella volta che non ho fatto il biglietto nascondendomi in bagno e puntualmente arriva il controllore, alchè faccio finta di vomitare e tra un conato e l’altro gli urlo “soffro il treno! appena finisco esco!” per fortuna non l’ho mai più rivisto 🙂
    meno bello quando da Bologna sbagliai treno e invece di fermarmi a S. Donà mi ritrovai a Treviso, maledetti treni transformer che si dividono in 2!…ritornai alle 2 di mattina mentre la ritirata era alle 23. Non finirò mai di ringraziare il mio amico al corpo di guardia che mi ha parato il culo nascondendomi dentro il gabbiotto con lui mentre passava l’ispezione 😉
    E ovviamente in treno c’era l’immancabile ritrovo per Pasqua a Gabicce…(lacrimuccia)…poi presi la patente e che si fottesse il treno! 😉

    1. Marco Siena

      Infatti dopo che mi è toccato rimanere a Milano per una notte perché l’ultimo era alle 23, ho deciso di mandare a fare in culo i treni. Poi l’altro giorno l’ho preso perché dovevo andare in una zona incasinata. Che palle però…

  2. temistocle

    per me il treno continua a mantenere il suo fascino. perché in treno mi isolo, non voglio avere a che fare con nessuno, apro il mio libro (o accendo il mio lettore) e abbasso la testa. prossima fermata: la mia. è quasi un luogo sacro. mi piacerebbe a volte prendere il treno e fare su e giù torino-milano per un giorno intero! poi penso anche ai pendolari e allora mi passa la voglia. ma alla prima occasione il terno diventa il mio rifugio!

    1. Marco Siena

      In tutta onestà speravo di avere qualche emozione, qualche ricordo, invece linea piatta. Non so perché…

  3. claudio

    credo che il senso sia che la parola treno comprende mille mondi diversi, da quello dei pendolari a quello dei grandi viaggi di un tempo. Mio padre mi parlava spesso di un viaggio che fece sull’Orient Express, quando non era ancora un’attrazione turistica, lo stesso treno che – letterariamente parlando – presero James Bond e Tatiana Romanova per fuggire dalla Turchia (passando per Venezia, tra l’altro), ma anche il treno che portò generazioni di mugiki attraverso le steppe. Ovvio quindi che un Modena Bologna sia poco appetitoso.

    1. Marco Siena

      Eppure Mirandola- Bologna era una bella avventura a 15 anni, come prendere un treno a caso per andare a Bolzano, e uno sbagliato per ritornare, rimanendo bloccati per ore in un paesino deserto e immerso nella neve. Bei tempi!

      1. Andrea Rizzi

        Ragazzi una bella intervista documentario-a-ruota- libera Modena/Milano Milano/Arona? Che ne dite? E sul lago Maggiore ci sono dei posti che non ci credo nemmeno io.

      2. Andrea Rizzi

        Non ho specificato, ma il mezzo era il treno naturalmente.

      3. Marco Siena

        Se a Claudio garba 😉

  4. LaKate

    Ho sempre odiato i treni. Soprattutto perchè mi sapevano di sporchissimo e mi dava noia l’odore.
    Adesso lo apprezzerei molto di più.
    Ma non ho occasione di andarci da sola, e con la bimba… è una tragedia (provato. sei ore bologna-bari…MAI PIU’).
    Magari giusto per sfizio potrei farmi Modena-Bologna e ritorno, solo per stare un’oretta in pace a leggere!

    1. Marco Siena

      Puzzano anche adesso Caterina, perfino la prima classe 🙂

  5. Simone

    Che mondo strano quello dei treni! A volte un freddo mezzo di trasporto dove ognuno si fa i fatti propri (pendolari al mattino), a volte un ritrovo di amici (stesso treno, ma al ritorno), ma anche mezzo per sentirsi liberi (es, le scorribande a Bologna o al mare) e in certe occasioni un luogo dove ti trovi insieme a perfetti sconosciuti, ma che a fine viaggio conosci e saluti come fossero vecchi amici. Ho avuto modo di sperimentare tutte queste modalità di viaggio, avendo utilizzato il treno su diverse distanza (dai 50km quotidiani verso Bologna ai 1200 per la Calabria o Cracovia. Peccato che i ritmi frettolosi di oggi facciano sì che il tragitto sia diventato la parte scomoda del viaggio, e non un parte integrante di esso, il treno ben si presta(erebbe) allo scopo…

    1. Marco Siena

      In effetti anche quando siamo sul treno, guardiamo continuamente l’orologio, chiedendoci se per caso non si può sbrigare quel conducente!

    2. Simone

      Marco, avendo una mezza idea di cosa avviene nella stanza dei bottoni delle ferrovie, altro che guardare l’orologio e chiedere se si può sbrigare…quante gliene ho augurate a certi personaggi…;)

      1. Marco Siena

        Immagino 😉

  6. Andrea Rizzi

    La canzone, in sincertità, mi fa schifo e mi sa di AC/DC.
    Ma il tuo post è articolato e ricco di spunti.
    Mi è piaciuto molto.
    Bravo Marco. Sul treno ho passato l’adolescenza e vissuto anche brutte avventure.
    Lo prende tutti i giorni la Miki ed è il mezzo che porta tutta la famigliola (Tito, Michela e me) a Milano per spendere un pomeriggio che sa di sgarro alla regola.

    PS: se non ti offendi io gli legherei questa bella canzone (anche se parla di autobus c’è affinità).
    http://www.youtube.com/watch?v=4y6gZ3yKqck
    Se ti fa schifo capirò 😉

    1. Marco Siena

      Ahahahah, Andrea, i tuoi paragoni musicali sono una tua caratteristica che mi è sempre piaciuta 😀 I Gn’R paragonati a gli Ac/Dc non li avevo ancora sentiti 😉 Comunque Nightrain è un pezzo che ha fatto un’epoca quando viaggiavo in treno. Carboni invece, proprio non entra, nemmeno passando per Sloth. Comunque apprezzo 😉

  7. Andrea Rizzi

    Poi questo finale:
    “L’altro giorno invece il treno mi è sembrato freddo. Non sapeva di niente. Solo un mezzo per arrivare dove dovevo andare e punto. Ho perfino esitato a schiacciare un pulsante, che serviva alla fine per aprire le porte dei vagoni, e che ai miei tempi non c’era.”
    E’ magistrale ti leva dal ricordo con una rapidità che ha tutto il sapore del dolore.

    1. Marco Siena

      Grazie di averlo notato 😉

  8. Domenico "Helldoom" Attianese

    L’unica cosa che mi piace dei treni è poter ammirare il paesaggio e stare solo con i miei pensieri mentre rimiro u.u

    1. Marco Siena

      Se gli altri non disturbano 😀

  9. Alice

    ecco, chi pensa, chi ammira, chi legge.. non so, io tra stazioni e treni sono stata costantemente molestata da abbordatori improbabili, pseudo maniaci o semplici incivili. No, neanche a me manca il treno. E nè i libri nè il lettore mp3 a mille mila mi hanno mai salvata dagli stronzi.

    1. Marco Siena

      Dovevi usare un cappuccio… non quelle per le brioches però 😀

  10. francesca

    Per me il treno è stato un luogo carico di emozioni per dieci anni, in cui lo prendevo dalle 3 alle quattro volte l’anno, per fare CT-TO…
    L’ultima volta che ho fatto uno di quei viaggi credo fosse il 1989… non lo prendo più il treno, ma ho dei ricordi pazzeschi legati a quelle ore trascorse negli scompartimenti, condivisi con sconosciuti…

    1. Marco Siena

      Chissà se anche i nostri figli godranno di questi viaggi. A volte me lo chiedo. Ormai il mondo è così veloce e a portata di auto, che si va ovunque evitando il treno.

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