Mar 01

Change

Stavo tornando in auto ieri sera, al solito orario improponibile e dopo una giornata passata fuori casa. Non avevo nemmeno avuto quella mezz’ora per leggere che di solito mi riservo in pausa pranzo. Almeno però ho fatto due chiacchiere con un amico di Reggio Emilia con cui ci si vede occasionalmente, il tempo di sedersi e bere qualcosa al volo. Il tempo è sempre quello che è, purtroppo.

Ebbene, mentre me ne torno a casa, inizio a fischiettare un pezzo dei Blind Melon, Change, e  come mi capita spesso, non ho capito il nesso del momento con quella canzone. Accosto l’auto e metto su il loro cd che ho sempre nel bauletto. Mi ritorna in mente l’album, che una sacco di anni fa avevo in versione musicassetta, per la precisione una di quelle grigio scuro della Sony. Presenti? La mettevo nello stereo portatile, e via con il relax. Sì, perché i Blind Melon ricreavano quell’atmosfera da Woodstock, da prati fioriti (forse immagine rimasta impressa per il loro video No Rain) e da pomeriggio senza fretta né impegni.

Il loro frontman, Shannon Hoon, se n’è andato da ormai 17 anni, mica poco, e le voci di corridoio naturalmente sono tante. Si parla di overdose qui, overdose là… ma chissene. E come al solito, improvvisamente un album rifiutato dalla casa discografica, Soup, viene pubblicato. Nessun successo eclatante, anzi, è arrivato in sordina e la band si è sciolta, dopo aver fatto uscire anche un album di inediti dedicando il titolo alla figlia di Shannon. Come Andrew Wood, anche lui aveva una bambina che non ha fatto in tempo a conoscere. La band si è riunita pochi anni fa, e sembra che non stia smuovendo le montagne.

Girasoli?

Cosa mi piaceva e mi piace ancora dei Blind Melon? Il sound era diverso dal rock che stava esplodendo in quegli anni, e non parlo dei Nirvana, per carità. C’era in questa band una sorta di aura hippy che sembrava provenire direttamente dagli anni ’70, benché Shannon non si ritrovasse in quella parola, anzi, dichiarava che “I hate the word ‘hippy’. I hate a lot of people, and hippies don’t do that!” A quei tempi ascoltavo il rock in quasi tutte le sue forme, e oggi non faccio eccezione, quindi ascoltando un paio dei loro pezzi, mi procurai il loro album. L’effetto è sempre stato quello e ora lo collego a  ricordi di adolescenza che in teoria sarebbe andata, ma a cui in parte sono ancora legato. Sono stati anni strani, in cui logicamente uno come me veniva visto un po’ con sospetto dalla gente del paese, più intenta a farsi trascinare da quello che passava la tv, a quello che magari volevano davvero.

Non erano hippies, però...

I ricordi che mi portano queste canzoni sono tanti. Sigarette, birra, il prato dietro a una villa dove ci si trovava a rollare (oh, no! mi facevo le canne!), i capelli che crescevano, il piccolo paese che sembrava ancora il mondo intero e la voglia di imbracciare una chitarra. E poi il mare di sera, qualche sbronza, lo stereo portatile e lo Spirity Clubnella sua forma migliore, quella piena di metallari, punk e perfino hippies. Se metto in fila tutte queste cose, non bastano a riempire un periodo di almeno due anni, a cavallo del 1992 al 1994, però immagino li immagino così. E se ho qualche dubbio, cerco un video su YouTube e guardo una bambina/ape che balla.

La bambina ape

5 comments

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    • teo on marzo 1, 2012 at 8:27 am
    • Rispondi

    Mitico lo Spiriti!!! Ai tempi d’oro era quasi come l’Oasis…purtroppo hanno fatto una brutta fine 🙁

    1. Ho fatto anche una stagione al Tatanka di Fossoli. Te lo ricordi?

        • teo on marzo 1, 2012 at 10:25 am

        poco, credo di esserci stato al massimo 2 volte 🙂

    • Ivan on marzo 5, 2012 at 11:28 am
    • Rispondi

    Bello!! Bravo!!! Sono della generazione dei Beatles e dei Rolling Stones, e poi degli Zep, dei Jethro Tull, Deep Purple e Black Sabbath, ma ho amato visceralmente i Blind Melon di Shannon Hoon. Forse proprio per il motivo che rimandavano alla cultura del flower power, o forse solo perchè erano bravi. Ma li ho amati fin dal primo album, e nn ne ho perso più uno. Grazie per averlo scritto

    1. Grazie a te per essere passato e per il commento. Ancora mi dispiace pensare che Soup uscì solo dopo la morte di Shannon, quando prima la casa editrice l’aveva rifiutato. Tu hai ascoltato anche quelli nuovi con Travis quindi?

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