Mar 02

Future World

In ritardo come sempre sul mondo che mi circonda, e questa volta in modo paradossalmente tragico, scrivo due righe ( o più, ma non troppe) sul Future Day . Quando girava la notizia di questo evento, interessante senz’altro, soprattutto nell’intento e nei contenuti, io ero in giro per lavoro e scollegato dal web. Chi comincia bene…

Inizio citando una frase presa da un pezzo degli Helloween dell’epoca d’oro, perché riassume perfettamente quello che penso io sul futuro: “We say the world tomorrow without fear”.Ecco, se ci pensiamo bene, se parliamo del domani, nascosto ben dentro di noi e forse non tanto, c’è sempre una tensione legata a qualcosa, che sia i problemi al lavoro, le incertezze economiche e di stabilità, oscuri presagi su una probabile vita di coppia per i single, o peggio ancora, e questo vale per gli ipocondriaci e i pessimisti, visioni di morte e conflitti che spazzeranno via il mondo.

Per il futuro si va di là

Io come la vedo? Innanzitutto vorrei mandare a fare in culo, se mi è concesso e lo è essendo mio il blog, tutte le teorie 2012, tranne quella più ottimista che prevede un cambiamento dell’ordine mondiale e punto. Un po’ non mi soddisfa nemmeno questa e quindi lasciamola da parte.

Preferisco invece immaginarmi un futuro basato sulla garanzia di tetto, istruzione e tranquillità economica alla popolazione mondiale. Badate bene, non ho detto lussi a go go, ma tranquillità.

Credo che per realizzare ciò sarà necessaria una fondamentale ristrutturazione di questo sistema economico mondiale capitalistico, fondato esclusivamente sul profitto, ma non voglio entrare in merito e star lì a discutere con gli economisti che passeranno di qua, visto che parliamo di futuro e non di perderci nei meandri di arzigogoli degni di Capital sfociando poi nel revisionismo storico.

Vai tu a lavorare, pirla!

Credo inoltre fermamente, che ci sarà una rivoluzione, non nel senso fisico vero e proprio, ma dal punto di vista mentale, che ci aiuterà a sfruttare al meglio le potenzialità tecnologiche, soprattutto della rete. Il telelavoro sarà un dogma e il modo normale con cui lavorare in ufficio, stando tranquillamente a casa propria, nel proprio spazio e liberando le strade da ingorghi, traffico, smog e incidenti. Così facendo i genitori, e dico entrambi, potranno crescere i propri figli, senza lasciarli sempre in istituti, dalla mattina fino alla sera.

Crescere i figli è importante.

Dal punto di vista tecnologico inoltre, ho immaginato che un giorno potremmo avere anche un droide teleguidato (sempre da casa, eh?) che svolgerà le nostre mansioni faticose. Insomma, ho un droide, me lo sono comprato al posto della Corsa e lo do alla fabbrica X per fare il lavoro Y. Alla fine mi becco la mia busta paga, o meglio i crediti sul conto e io non dovrò far altro che controllare il suo stato, curare le manutenzioni ecc…

Faccio fatica invece a immaginare un balzo tecnologico verso la conquista vera dello spazio. Se ne parla tanto, lo si immagina e lo si teorizza, però io questo viaggio della Federazione, lo vedo davvero lontano. Siamo più lontani oggi dallo spazio, che negli anni ’60. Ma questa è un’altra storia.

Siamo lontani mi sa

Concludo, sennò mi dilungo e non mi va, sperando di trovare altri articoli, oltre a quelli che ho letto, dedicati a questo evento, e che sia la prima di una lunga serie di iniziative che smuovano un po’ l’ottimismo della gente. Qui, ne serve tanto.

 

22 comments

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    • teo on marzo 2, 2012 at 8:44 am
    • Rispondi

    bell’articolo, anche io a volte mi soffermo a sognare, poi però mi impongo di svegliarmi, prendere la mia macchinina, farmi 1 ora di fila per fare 11 km e andare a lavorare sennò non mangio.
    carina l’idea dei droidi che lavorano al posto nostro, fa molto “Il mondo dei replicanti” con Bruce Willis…l’hai visto?

    1. Sì, l’ho visto. Però lì mentre la tua replica andava in giro, tu te ne stavi rincoglionito e addormentato. Io vorrei farmi gli affaracci miei, mentre lo schiavo lavora 😀

        • teo on marzo 2, 2012 at 1:30 pm

        ovviamente sarebbe la modifica da apportare in caso di droidi che lavorano per noi 🙂

      1. Non ci penserei nemmeno di dover dormire tutto il giorno 😀 Io vorrei farmi gli affaracci miei e dare un’occhiata allo schiavo ogni mezz’ora

  1. Io spero che questo futuro le nostre figlie riescano a vederlo, prima o poi.

    1. Hanno qualche speranza, almeno in termini di anni 😀

  2. (anche se gli androidi che vanno a lavorare al posto nostro non è che mi ecciti più di un tanto… che paura!)

    1. Tu niente androide: per le mansioni d’ufficio lavori tu da casa. Ecco! Gli androidi sono per i muratori, elettricisti, idraulici ecc…

  3. Serve eccome, l’ottimismo! E anche io voglio vedere come traguardo non tanto il lusso sfrenato, ma la tranquillità, il più possibile diffusa su tutta la popolazione… 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    1. E io sono ottimista, perché le potenzialità ci sono, basterebbe solo sfruttarle. Sta a noi, o meglio, alle prossime generazioni darsi da fare per realizzare questi progetti. Cosa ne dici?

      1. Sta a noi tracciare la strada, ma sicuramente non arriveremo mai alla fine di questo processo. Occorre anche costruire la forma mentis adatta nelle nuove generazioni, in modo che continuino sul sentiero imboccato e non producano altri errori come ne abbiamo commessi in passato perché non sapevamo le cose. 🙂

      2. Prendi l’esempio del telelavoro: si potrebbe già realizzare da ora, ma la mentalità è ancora quella di riempire uffici e ingorgare strade.

  4. Magari…
    un sogno, altro che futuro.
    Sempre immensi gli Helloween

    1. Però non è così impossibile, no?

        • Lucia on marzo 2, 2012 at 1:54 pm

        Non lo so, tendo al pessimismo cosmico, di solito. Magari non qui, ecco.
        altrove forse sì

      1. Io ho imparato a dimenticare il pessimismo 😀

  5. Io il Future Day me lo sono proprio fumato… 🙁
    Cmq bell’articolo: hai messo sul piatto problemi non da poco e tante riflessioni che in molti dovrebbero porsi. Il mio futuro non riesco a vederlo nitidamente, forse colpa di una certa improvvisazione che mi porta a non progettare nulla o quasi, ma di sicuro so, e questa è una certezza, che lo vivrò nel migliore dei modi possibili.
    Grande la citazione degli Helloween: uno dei cd che ho consumato a furia di ascoltarlo, di notte, quando mi trovavo in strada e consumavo benzina solo per girare e pensare, da solo com’è giusto fare certe cose! 🙂

    1. Mah, le mie sono speranze, almeno per le prossime generazioni. Ormai quello che è fatto è fatto per quanto riguarda me. Spero che mia figlia si trovi in condizioni meno medioevali di adesso.

    • Kiara on marzo 2, 2012 at 3:41 pm
    • Rispondi

    Bellissimo articolo 😉 chissà magari per le prossime generazioni non sarà solo un sogno ma la realtà e sarebbe davvero grandioso godersi la vita invece di star li a piangersi addosso 😉

    1. Hola e benvenuta nel mio blog. Era ora 😀 Ti piacerebbe eh, lavorare da casa?

        • Kiara on marzo 2, 2012 at 9:42 pm

        eh fai un po’ tu 😉 avrei anche più tempo x commentare quello che scrivi (in ogni caso lo leggo già da un po’) ma stavo pensando che se lavorassi da casa insieme a tua figlia, dovrei stare davanti al pc 12 ore x renderne 2 😉

      1. Mi sa anche a me 😀

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