Apr 15

Discutibili scelte di distribuzione

Gradita sorpresa ieri in videoteca, ma allo stesso tempo ennesimo giramento di balle. Entro nel negozio, e cosa vedo in basso a destra, in edizione dvd naturalmente? Krabat, il film tratto dal libro di cui vi ho parlato QUI tempo fa. Un film distribuito e prodotto da 20th Century Fox, uscito ovunque tranne che da noi. E vi assicuro che non è un filmetto per la tv low budget. Cosa c’è che non funziona nel nostro Paese? A volte me lo chiedo, visto che spesso dobbiamo rinunciare alla localizzazione di film, libri e altri prodotti, chissà per quale legge del mercato. Giusto ieri, ho riguardato la mappa di distribuzione di Iron Sky, che credo molti di voi conoscano. Niente si è mosso. Noi, insieme a paesi del terzo mondo (senza offendere nessuno, ma è così) e altri paesi in via di sviluppo, non sapremo quando e se uscirà nelle sale, senza magari finire come Krabat direttamente nel mercato home video. Si potrebbe correre il rischio di una localizzazione frettolosa e poco curata, e a quel punto varrebbe la pena di guardarselo in originale.

Bella figura, complimenti...

Dimentichiamo spesso, che noi italiani con l’inglese ci facciamo a pugni, un po’ come il resto di quelle cose da “secchioni”. La maggior parte della gente sa dire quattro frasi sentite e risentite, figuriamoci quindi se potrebbero affrontare la lettura del libro X che non verrà tradotto nel nostro Paese, ma che potrebbe interessare ai lettori. O ancora, visto che certi canali di fruizione per quanto riguarda il cinema, hanno chiuso i battenti, dove potremmo trovare i film che qualcuno ha deciso che non dovessero interessarci? Sì, perché qualcuno ha pensato che The Innkeepers di Ti West è un film che gli italiani non vogliono vedere, tanto per citarne uno. Oppure il terzo volume di un saga di R.A. Salvatore, già tradotta fino al secondo libro, non merita attenzione, e non perdete tempo a fare battute sulla qualità dello scrittore, perché tanti altri libri che magari potrebbero interessarvi, subiscono la stessa sorte. Giusto alcuni giorni fa, parlavo anche di John Connolly, e i suoi libri che da un po’ non vengono tradotti. Perché?

Qualcuno ha deciso che non vi piacerebbe

Sicuramente è inutile anche affermare che se vogliamo una cosa ce la leggiamo in inglese. Per tanto che una persona sia capace, ce ne saranno 10 che lo masticano discretamente, 50 che lo sanno appena e il resto che oltre a “yes” non sanno andare. Perché quindi devono perdersi certe cose? So che qualcuno storcerà il naso, ma preferirei che il prodotto fosse commercializzato nella mia lingua madre. Ho dovuto, ahimè, anni fa leggermi un libro in inglese americano, perché nonostante fosse uscito nel mondo nel 1994, qui non sembrava in programma. Devo dire che è stato piacevole? No, affatto. Ci ho messo il doppio del tempo, dovendo rileggere alcune frasi per interpretarle come si doveva. Qualcuno a questo punto potrà dire che sono affari miei, ma anche qui la logica farebbe acqua, perché ripeto, il punto è che il nostro Paese si impoverisce sempre di più, commercializzando solo prodotti ad alto richiamo. Era proprio necessario il Titanic in 3d? È così importante La Furia dei Titani da doverlo tenere nelle sale per quasi un mese? O ancora, dopo Transformers, serviva Battleship?

Questo hanno deciso che al cinema non avrebbe avuto successo

Non so quando e se queste domande avranno risposta, però la cosa è davvero triste e preoccupante per l’Italia, che si sta trasformando in un paese interessato solo a una palla che rotola e ai gossip montati da quattro giornalisti.
Attendo quindi fiducioso che la situazione Iron Sky si sblocchi, e non finisca come è già successo con Troll Hunter.

16 comments

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    • claudio vergnani on aprile 15, 2012 at 10:08 am
    • Rispondi

    Caro Marco, mi conosci e sai come la penso. Sono d’accordo con te su tutta la linea.
    Per dirne una, tempo fa parlavo con un regista/sceneggiatore che aveva una mezza idea di proporre ad un produttore una sceneggiatura per una serie tv. Ebbene, mi diceva, in Italia il problema non è la difficoltà di produrre una sceneggiatura valida e innovativa, ma semmai il contrario. Per avere una chanche di essere presi in considerazione da una produzione seria, è meglio “stare” sul luogo comune e sul già visto. Diversamente si corre il rischio di sentirsi dire: “Ottimo lavoro, ma non fa per noi”.

    1. Questo è un brutto segno. Il nostro Paese non scommette su nulla, non prova nulla e produce nulla. Abbiamo subito un notevole processo involutivo, e me lo avete confermato quel sabato tu e Pezzini. Una volta si tentava di produrre serial di qualità per la tv e trasposizioni di classici. E oggi? C’è da sperare che migliori l’insegnamento delle lingue nelle scuole, sennò si rischia di essere tagliati fuori da certe produzioni degne di nota.

  1. Marco, io ti sono grata per questo post, mi fai sentire meno sola nella mia sterile crociata contro la distribuzione italiana.
    Sai come la penso, ovvero che dovrebbero andare a spurgare fogne, subito e lasciare spazio a qualcuno con un briciolo di intelligenza in più.
    anche perché poi si lamentano della pirateria e delle sale vuote…

    1. Non ho resistito Lucia, dopo che ho visto i due dvd di Krabat messi lì in un angolino. Io per vederlo ho dovuto ricorrere a sistemi non convenzionali, e perché? Bah!

    • teo on aprile 15, 2012 at 10:16 am
    • Rispondi

    ma scherzi? sono molto più interessanti i libri e i film di Moccia…-.-” questo ti fa capire l’intelligenza dell’italiano medio, sale piene per “scusa ma ti chiamo Stronzo” e altre cagate, mentre altri film degni di rimanere nelle sale per 1 anno neanche li cagano…i film troppo impegnati non fanno per noi, o film piangolenti con scene di disperazione con soffiamenti incorporati in sala o un serial killer che squarta anche i cameraman, questi sono i film che riampiono le sale in italia, vedi S. Valentino di sangue in 3D, cazzata mostruosa ma record d’incassi…

    1. Appunto. Se c’è un film indipendente, sperimentale e innovativo, guai a portarlo nelle sale. Prima aspettiamo che prenda ori e incensi all’estero, poi magari ci guardiamo. Un po’ come tutto il mercato in Italia: nessuno azzarda. Sai quante volte mi sento dire: «No, quello non lo prendo perché non me lo ha chiesto nessuno» E bravo cucù, se non lo hai, come fanno a chiedertelo?

  2. Il problema nel problema, caro mio, è che questo tuo avvertimento è sentito solo da “gente del settore” quali sono persone come te Siena, me nei gdr, Bacco in campo musicale ecc. ecc.. Finché ci sarà gente interessata al gossip (mia cugina in primis che per lei è più importante grande fratello che il referendum dei 4 SI che si è tenuto non molto tempo fa) o a una palla che rotola va tutto bene. Bisogna rieducare la gente…

    1. E noi sappiamo come, vero Signor De Murtis? Quello sarebbe l’unico sistema 😉
      A parte gli scherzi, dovrebbero già aver avvertito certe avvisaglie da quando internet è alla portata di tutti. Se guardassero (anche se sono sicuro che lo fanno già) i dati di traffico su peer2peer, capirebbero che ci sono richieste diverse da quelle che intendevano nell’era del biscione.

    • elgraeco on aprile 15, 2012 at 11:27 am
    • Rispondi

    Eh, storia vecchia e ragioni imperscrutabili.
    Impossibile capire il perché, o forse no. Nei paesi civilizzati è possibile guardare un film al cinema in lingua originale… da noi è raro.
    Perché?

    1. Sarà un’impressione mia, ma all’italiano piace la pappa pronta. Sembra proprio che sia la (non) cultura del nostro paese a essere deviata. Di conseguenza ci propinano ciò che costa meno e ha un successo quasi garantito. Quanti film non Usa entrano nelle sale?

  3. Che brutto tasto hai toccato…
    Ormai al cinema non ci vado più, proprio per questo motivo, per non parlare dei libri: da anni attendo i due volumi conclusivi di una saga, ormai terminata da quasi quattro in America, e so che mi toccherà pigliarli e leggerli in inglese.
    In Italia ci si affida a regole che non comprendo, che sviliscono il lavoro fatto da persone che ci credono davvero…
    Triste, non dico altro… 🙁

    1. Sai che non sono riuscito a trovare un film decente da andare a vedere al cinema? Ne avremmo avuta l’occasione, ma abbiamo rinunciato. E come dici tu, lasciamo perdere la questione libri. Ormai o entri in libreria con le idee chiare e sperando che abbiano già quello che cerchi, o rischi di imbatterti solo nei volumi dei soliti noti.
      Hai proprio ragione: sviliscono le passioni.

    • claudio vergnani on aprile 15, 2012 at 1:38 pm
    • Rispondi

    siamo nel pieno di un medioevo tecnologico, temo. E peggiorerà prima di migliorare, se mai migliorerà.

    1. Sto imprecando proprio in questo momento per la linea. Ogni dannata festa, sembra di essere in un ingorgo autostradale.

  4. Aspetto e spero…

    1. E un po’ anche mi dispero…

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