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Mag 12

Bullshot!

Per la rubrica Drink n’ Eat, questo sabato vi presento un cocktail che non ho mai bevuto, e che a dire il vero mi fa un po’ paura. Gli ingredienti possono sembrare bizzarri, e forse non lo avete sentito nemmeno nominare. Eppure viene citato perfino da Fleming in uno degli episodi del suo James Bond. Queste notizie le ho apprese dal mio hermano Claudio, che domenica scorsa mi ha spiegato meglio di come fosse composto il cocktail, e mi ha gentilmente raccontato la trama dell’avventura dell’agente segreto più famoso al mondo. Quindi, se avete voglia di provare qualcosa di alternativo, con un background notevole a livello letterario, provate questa miscela di:

  • 3/10 di Vodka
  • 6/10 di brodo di manzo
  • 1/10 di limone spremuto
  • Uno o due spruzzi di Salsa Worcester
  • 4-6 gocce di Tabasco
  • Un pizzico di sale di sedano
  • Sale e pepe

    Bullshot!

Ora, vi chiedo, cosa vi fa inorridire di più? Perché so che avete appena storto il naso leggendo gli ingredienti. Certo non è quel cocktail che vi prendete al bancone del locale estivo per dissetarvi, ma se notate, è la variante di un altra famosa bevanda: il Bloody Mary. E in effetti, il Bullshot nasce proprio dal Bloody Mary, fatto con questi ingredienti:

  • 3/10 di Vodka
  • 6/10 di succo di pomodoro
  • 1/10 di limone spremuto
  • Uno o due spruzzi di Salsa Worcester
  • 4-6 gocce di Tabasco
  • Un pizzico di sale di sedano
  • Sale e pepe

    Bloody Mary

La cosa curiosa, è che il Bloody Mary è la centro di un romanzo che ho letto anni fa, e che mi piacque molto: Gods of Aberdeen. I protagonisti, un gruppo di studenti impegnati sulla ricerca della tavola smeraldina e l’elisir di lunga vita (nonché la pietra filosofale), erano soliti bere il cocktail durante le loro riunioni. Un mio amico, letto il romanzo, lo volle provare. Mentre io mi bevevo un Margarita, lui si pentiva di averlo preso.

Leggetelo!

2 comments

  1. claudio vergnani

    aggiungo solo che il Bullshot può essere consumato con il brodo gelato d’estate e caldo d’inverno.Come dice giustamente Marco difficile che ve lo facciano nel primo bar che incontrate ma, ad esempio, all’Harry’s di Venezia lo trovate di sicuro.

    1. Marco Siena

      Non oso immaginare la versione ” a caldo”

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