«

»

Mag 02

Questione di gusti

C’è qualcosa davvero di malsano nell’aria. Ne ho parlato ieri e anche l’altro giorno. Scrivo questo post sull’argomento e poi basta, visto che la gente legge una riga sì, una no, trae conclusioni, va fuori argomento e non capisce il senso del post in generale. Premetto anche che non è rivolto a nessuno in particolare, e se qualcuno si sente tirato in causa, beh, metta al sicuro la coda.

Il dizionario on line riporta questo a proposito della parola gusto:

Leggete, grazie.

Il punto 7 è quello che vorrei farvi notare, e se volete metteteci anche il 5, anche se va un po’ fuori tema rispetto a quello che voglio farvi saltare all’occhio. Manca, e lo noterete, una voce che dice “cosa da imporre a tutti costi al prossimo”. Eppure sembra che sia una cattiva abitudine ormai diffusa, quella di incazzarsi, scaldarsi e tirare fuori le unghie, quando si incontra qualcuno che non si uniforma ai nostri gusti. «Ma come, non ascolti/leggi/guardi quello che ti ho consigliato? Sei un folle!» Sì, quelli che dapprima sembrano pacati consigli, si trasformano in una gara per convertire l’altrui pensiero affinché diventi come il nostro. Le opinioni altrui se sono diverse, ci fanno scattare come molle, tanto che dobbiamo convincere gli altri che sono in fallo, quasi fossimo inquisitori e dovessimo convertire questi marranos!

Inquisitori: sono ancora tra di noi

L’assurdità è che si può essere tacciati di essere troppo schizzinosi, selettivi, bastian contrari, semplicemente perché non nutriamo interesse per quella fetta di business in cui vorrebbero coinvolgerci. Ed ecco che se non seguiamo il calcio siamo alieni, se non ci piace il disco del cantante commerciale non capiamo nulla di musica, se non leggiamo il libro del vip siamo solo invidiosi del suo successo. Ma sopraggiunge in quel momento in aiuto del nostro crociato, una serie di luoghi comuni e frasi fatte, che vengono recitate direttamente da un loro breviario personale. Ve ne cito alcune:

“Eh, i gusti sono gusti” (Davvero?)
“Ma se non lo hai provato come fai a dirlo?” (Hai mai mangiato escrementi?)
“1000000 di persone lo hanno letto e tu chi sei?” (uno degli altri 100000 che non lo hanno letto)

A quel punto la cosa migliore è abbandonare la conversazione, tanto gli argomenti sono all’osso. Qui c’è la morte della discussione, dove dovrebbe invece passare per l’accettazione dell’altrui parere. Continuo però a vedere sintomi di idolatria riversati sull’artista X, che sia un regista, un cantante, uno scrittore, come se quando ne criticano il talento, toccassero noi. Ma siamo impazziti? Ma siamo fuori dal mondo? Come diamine si fa a difendere a spada tratta un estraneo? Anche negli altri campi c’è la tifoseria da quello che vedo, in cui ci si combatte tra fazioni. Una delle più ridicole poi, montate e strumentalizzate dai media è quella tra un tizio di Correggio e uno di Zocca. E lì stormi di fans come tanti gabbiani si incazzano con chi ascolta uno piuttosto che l’altro.

Finiti gli argomenti, eh?

Quello che spinge l’essere umano a dover imporre il proprio volere deve essere scritto nel DNA, purtroppo. Ci si scanna per una partita, un dibattito politico (i più tristi dopo quelli sul calcio), su un pezzo di terra, ma arrivare ad allargarsi per i gusti, mi sembra un po’ al di là di qualsiasi senso logico.
Signori e Signore, è così eclatante che a qualcuno l’ennesima hit della radio non piaccia?

29 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. teo

    tante volte ci si sente dire “ma come, non ti piacciono? sono bravissimi prova ad ascoltarli” “QUALE PARTE DEL MI FANNO SCHIFO NON TI E’ CHIARA???”
    la parola chiave è sempre quella “ma kissene” però a volte un bel “ma fottiti” non guasta 🙂

    1. Marco Siena

      Io rimango basito, davvero. Se mi dicono che un film che piace a me fa schifo, per me la cosa muore lì. Mi sembra così facile, eppure…

  2. claudio

    Anche questo è un discorso complesso – non complicato, complesso.
    In tempi come questi dove, almeno da noi, impera il luogo comune come Magister vitae, chiamarsene fuori significa rischiaire la scomunica.
    Cantare fuori dal coro è sempre stato rischioso, diciamo che oggi, sopratutto in Italia, lo è ancora di più. Se non ti uniformi ecco che immediatamente scatta la qualifica di presuntuoso. La massa non tollera le eccezioni e tende da sempre ad inglobarle. Quando non ci riesce si irrita.

    1. Marco Siena

      Secondo me si irritano anche perché in qualche modo si minano quelle sicurezze che il mucchio sembra dar loro.

  3. Gianluca Santini

    Viviamo in un mondo di convertitori, come avevo detto qualche tempo fa. Cercare di convertire o dare consigli non richiesti per uniformare il gusto di tutti sta diventando quasi disciplina olimpica. Un piccolo aneddoto: mi stava succedendo la stessa quando è scoppiata la Lost mania, tutti a dirmi “guardalo, sembra fatto apposta per te!”. Il risultato è che proprio quella insistenza mi ha completamente convinto a non guardare il suddetto telefilm, in barba a tutto e tutti. xD

    Ciao,
    Gianluca

    1. Marco Siena

      E una volta che hai detto che Lost non ti interessava avranno sicuramente insistito per eoni

  4. claudio

    tra l’altro, nemmeno a farlo apposta, il mio primo romanzo – dopo il prologo – iniziava con una frase tipo (vado a memoria) . Convincere qualcuno di qualcosa è la cosa più colpevole di tutte (…) e questo mondo sta diventando sempre più uno schifo.
    O qualcosa del genere.

    1. Marco Siena

      Sai che mi hai incuriosito? Quasi quasi vado a ripescare quel passo…

  5. temistocle

    A me, per fortuna, nessuno ha mai cercato di impormi alcunché, forse anche perché ogni volta che qualcuno ci ha provato ha avuto quel che si merita! E poi, quando posto qualcosa, lo faccio sempre senza peli sulla lingua ma dichiarando (quando l’argomento è di un certo tipo) il massimo rispetto per chi non la pensa come me. Io sono di quelli che hanno sempre vissuto secondo il principio di cui parlava tempo fa Gianluca Santini: la verità universale non esiste. Per cui, tirando le conclusione, so che il mio pensiero è anzitutto mio e non intendo imporlo a nessuno. Fai benissimo a scrivere quel che hai scritto, e una volta per tutte.

    1. Marco Siena

      Peccato che so che verrà equivocato. La cosa strana, è che tu che non ti uniformi, passi come il soggetto provocatore, e non il contrario. Non mi è ben chiaro questo passaggio.

  6. Andrea Rizzi

    Però si può consentire una certa democrazia di scelta.
    Metto le mani avanti: Con buona probabilità andrò fuori post. 😉

    Marco Siena ama le storie strane, quelle con un pizzico in più di quello che contiene la “realtà”, e così io.

    “Mia sorella non ha mai visto Indiana Jones”

    Sembra il titolo di un libro ma è la verità. Stessa famiglia stessa istruzione e insegnamenti.
    Due persone diversissime: io e lei.

    Lei con i piedi per terra.
    Io con la testa tra le nuvole e per forza ,alla fine, si pesta qualche merda a guardare in alto.
    Ne ha pestate pure lei, comunque, che stava attenta a dove camminava.

    Non ha mai amato leggere, io divoravo libri da mezzo kg che parlavano di qualsiasi cosa schifosa e spaventosa poteva mettere in pericolo il genere umano.
    Lei ha iniziato a leggere, credo, con Luca Carboni e il suo “Diario Carboni”.
    Poi è passata a Fabio Volo perché lo ascoltava in radio e la svagava.
    E così, essendo che le trasmissioni radiofoniche durano un paio d’ore al massimo, si è messa a leggere quel che aveva da dire nero su bianco e ha comprato un suo libro.
    Non so se lo avrebbe fatto altrimenti…

    Mia sorella sognava una famiglia numerosa, un cane e un piccolo giardino e non amava leggere.
    Si è fatta un culo tanto.
    Si è fatta anche male per vedere quello che aveva solo in testa.
    Ma adesso è lì fuori, quello che voleva, e se voglio posso goderne anche io.
    Da questo suo sforzo io ho ottenuto: tre splendidi nipoti.
    E, sentirmi chiamare “zio” non ha prezzo.

    Ecco lei rientra nella categoria “mi piace Ligabue. Lo ascolto. Mi piace la sua musica. Scrive. Compro il libro.”
    Perché no?
    E’ omologata una persona che si realizza?
    Rientra anche nella categoria” perché non provi a leggerlo anche tu? Come fai a dire che è una merda?”
    E qui sì, anche secondo me, rompe i coglioni ma, se mi regala il libro magari uno sforzo lo faccio.

    Ma le categorie mi danno fastidio e fanno male.
    Io rientravo, con i miei gusti, nella categoria: Sfigato –Nerd – Segaiolo.
    E per quanta verità ci fosse in ogni categoria, in cui mi hanno infilato, mi infastidiva quell’etichetta addosso.

    Leggere per molti italiani è un optionals, tra una gazzetta dello sport e Chi.
    Molti leggono per la prima volta a 30 anni.
    Se è il Liga o il Vasco di turno a spingerli verso la carta stampata, perché no?
    Magari dopo la prima volta si comprano pure un romanzo da cui è tratto un film.
    Poi, forse, verrà pure un giorno in cui compreranno un libro sconosciuto e, il film se lo faranno loro in testa… e non smetteranno più di leggere.

    Alcuni leggono per passare del tempo e rilassarsi.
    Alcuni leggono perché la realtà pesa, e messa nero su bianco è più leggera.
    Alcuni leggono, e non lo avrebbero mai fatto senza. una canzone + una pubblicità + un libro.

    1. Marco Siena

      Hai detto tutto all’inizio: la democrazia di scelta. Infatti io parlavo proprio di questa mancanza di democrazia. Se mi si consiglia un disco di Vasco io rispondo che non mi piace. Se uno insiste rispondo cordialmente che non è il mio genere. Se di nuovo trovo insistenza dico chiaramente che mi fa cagare. A quel punto scatta la diatriba che io sono di vedute ristrette. Ma ti sembra? Per me ognuno può fare quello che gli pare, basta che non vogliano imporlo a me. E a dirla tutta, mi viene più volte al giorno imposto il gusto degli altri, grazie alle radio nei locali, alle canzonette nelle pubblicità. Non c’è in realtà questa democrazia, e non per colpa mia.

  7. claudio

    il punto credo sia proprio quello: massima libertà di scelta. Per tutti. Uniformati o meno.

    1. Marco Siena

      La scelta Hermano non c’è: quando entro in un locale e devo ascoltare musica che non mi piace c’è un’imposizione, che si risolve nel fatto che io cliente o subisco il gusto o me ne vado.

      1. claudio vergnani

        pienamente d’accordo. Il problema è l’imposizione del gusto/massa. Come dicevi tu, la libertà di scelta, in questa società, è molto ridotta.

      2. Marco Siena

        Avessero il buon gusto però di evitare inutili discussioni.

      3. claudio vergnani

        se così fosse non sarebbero la massa.

      4. Marco Siena

        Sulla parola “massa” mi viene in mente una battuta di cattivo gusto e non la faccio 😉

  8. claudio vergnani

    non c’è dubbio. Molti di noi hanno bisogno di un gruppo – qualunque gruppo – che li sostenga. E chi non è in quel gruppo viene vissuto come un elemento destabilizzante. pochi gruppi (e poche società) tollerano le voci fuori dal coro. E’ la storia dell’umanità, direi.

    1. Marco Siena

      Io sono sempre stato una persona molto individualista a dirla tutta. La gente si stupiva perché andavo al cinema, in discoteca e nei pub da solo. Avevo pochi problemi a socializzare, quindi era un delitto?

      1. claudio vergnani

        eh … 🙂

  9. bruno

    Concordo assai…

    1. Marco Siena

      Santa pazienza, eh Bruno?

  10. Domenico \

    “La mia libertà finisce dove inizia quella di un altro” disse un “tizio” una volta.
    Dovrebbero scolpirla a fuoco nella mente di certa gente, che purtroppo non sa cosa significano quelle parole D:

    1. Marco Siena

      Eppure nemmeno a rispiegarla capiscono cosa significhi. Scommetto che c’è chi la legge almeno 3 volte e non gli è chiara

      1. Domenico \

        Vorrei leggere il pensiero di questa gente per capire come pensano, anche se tempo non leggerei nulla.

      2. Marco Siena

        Lo temo anch’io 😉

  11. Sandro

    E più passano gli anni e più il tuo non uniformarti alla massa verrà preso come snobbismo e non come libera scelta personale. E, come fai giustamente notare tu Marco, quando rispondi che una cosa non ti piace e mantieni la posizione, passi per provocatore. Mi da un fastidio bestiale, ancora di più in questo periodo dove per arrivare a fine mese ci manca che vada per viali… E a volte sono lì lì per cedere… Speriamo di non mollare mai, perché, altrimenti so che se dovessi guardarmi allo specchio mi farei davvero schifo.

    1. Marco Siena

      Tieni botta e non farti intaccare. Mi prenderanno per snob, per provocatore, per quello che pare a loro, ma se una cosa non mi gusta, non mi gusta 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: