Mag 28

Un po’ di ottimismo, echecc…

Non ne ho parlato pubblicamente in questi giorni, un po’ per non fare il catastrofico e la vittima, un po’ per evitare episodi di sciacallaggio, ma sono ufficialmente fuori casa e senza una data di rientro. La casa non ha retto, non nel modo giusto almeno. Crepe che corrono per tutto il perimetro, anche su muri portanti e importanti, ne hanno causato la definitiva inagibilità fino a riparazioni e verifiche avvenute. Ho appreso la notizia con un certo sconforto, anche perché mi sono un po’ rotto di fare il nomade e di traslocare. Questa volta attenderemo le riparazioni, sperando di rientrare prima dell’autunno. Molte cose, più che altro libri e qualche vestito, sono ancora all’interno, così come i mobili, comprati con anni di lavoro, prima il mio e poi quello di mia moglie. Stava prendendo la forma che volevamo noi, mancava solo la parete dell’Ikea, quella tutta cubi, per dividere in due ingresso e salotto.

Tornerò al cinema più spesso

In questi casi si suol dire pazienza. Ora inizio però a cercare qualche lato positivo in questo periodo forzato, fuori dal nido che ci eravamo scelti un paio di anni fa, quando Eleonora iniziava a cresce e non potevo più occupare con le mie cose, buona parte della sua cameretta. Cosa c’è di positivo? Beh, ridendo ho detto a mia moglie: «Siamo tornati ad abitare in centro.»
Questo significa andare ovunque a piedi. Da casa dei miei suoceri, raggiungiamo in due passi i bar, il supermercato, la pizzeria dove andiamo di solito e perfino il comune dove c’è il medico. Uscendo dal retro della casa, ci troviamo la farmacia dall’altro lato della strada. Inoltre l’ufficio della mia piccola azienda, è a 200 metri scarsi. Ci vengo a piedi, visto che non ho uno studio dove scrivere, bloggare e fare due chiacchiere on line. Un po’ come tornare a due anni fa, quando abitavo in centro e mi muovevo sempre in bici o a piedi.
E poi ho detto anche: «Tesoro, almeno per un po’ potremo tornare al cinema il sabato sera.» Eleonora infatti dormirà sotto il nostro tetto, ma in casa con i miei suoceri e la bisnonna, quindi non dovremo letteralmente lasciarla via a dormire.
Sono o non sono un dannato ottimista?

Scialli, bye bye

P.S. Il padrone di casa, insieme a moglie e fratello, resteranno a vivere lì in due camper finché i lavori non saranno finiti. Sorry for the jackals!

14 comments

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  1. Mi dispiace Marco, mi ero perso questo brutto sviluppo della situazione.
    Fai bene a vedere i lati positivi perchè ce ne sono molti, come dici tu nel post.
    Anche il fatto che tu sia in affitto ti mette al riparo dalle grosse spese che serviranno per rendere sicuro lo stabile, e che si sobbarcherà il proprietario dell’immobile.
    Vi auguro di poter uscire presto da questa condizione e di comprare la famosa parete Ikea, il primo passo verso la normalità.
    Un abbraccio a tutti voi,
    Andrea

    1. Grazie Andrea, la cosa che mi fa essere ottimista, è che a tutto questo c’è una fine, presto o tardi. Basta portare pazienza, anche se mi sembra di essere fermo in un limbo…

  2. Non sapevo che fossi proprio “sfrattato”! e mi dispiace. Ma vedo che la cosa non ha minimamente scalfito il tuo ottimismo, anzi ha portato nuove proposte e spirito di adattamento alle stelle. Dev’essere dura allontanarsi dalla propria abitazione (anche se è in fitto) e lasciare le proprie cose ma, come hai dimostrato tu, sono esperienze che ci dovrebbero dare la misura della nostra provvisorietà e far capire l’importanza di ciò che è vero ed essenziale e di ciò che non lo è. Proprio il problema che ha l’attuale generazione.

    1. Dura soprattutto perché vivo fuori da un nucleo famigliare da 10 anni ormai. Avevo 26 anni quando andai via di casa, e anche insieme ai miei genitori, ero una persona molto indipendente, che curava il suo spazio. Ora, quello spazio è rimasto là, dentro al mio studio. So che mi aspetta, e questo mi basta. Poi ho imparato un trucco per essere ottimisti: basta incazzarsi almeno una volta al giorno, sfogarsi, e via 😀

    • claudio on maggio 28, 2012 at 9:14 am
    • Rispondi

    io mi impegno ad affrire cocktail alla prima occasione.

    1. Io mi impegno a offrire il secondo giro 😀

        • claudio vergnani on maggio 28, 2012 at 9:53 pm

        ottimo!

      1. Per ora, visto che sono appena arrivato in ufficio, mi sono accontentato di un caffè e di acqua naturale

        • claudio vergnani on maggio 28, 2012 at 10:37 pm

        ci rifaremo!

      2. Molto volentieri

  3. Ti abbraccio Marco.
    Andremo a bere spesso e volentieri!
    (Io ho già cominciato)

    1. Anch’io, ho fatto gli straordinari questo week end, tra birra e amari 🙂

  4. Marco casa mia è casa tua!

    1. Grazie Cristiana 😀 Siamo comunque molto fortunati, rispetto a quelle persone che devono dormire in tenda. Noi siamo in una casa comoda, in famiglia, e cosa non da poco, un ambiente in cui mia figlia si trova bene.

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