Giu 28

Piccola Italia malata

Forse con il titolo, sono stato un po’ troppo ingiusto verso il nostro Paese. Non è solo in Italia che accade quello che sta succedendo qui, in questo periodo confuso  di crisi e terremoto. Sì, non è solo l’italiano che si comporta così, bensì l’essere umano in generale. Quale essere umano però? Non me la sento nemmeno di generalizzare, in quanto alcuni paesi sono più civili, rispettosi e responsabili di altri. Il nostro, e ahimè la nostra Emilia in questo periodo ne è un triste specchio, è perennemente in campagna elettorale, anche in momenti di merda, se mi passate il francesismo.

Il bar dal Vrè, crollato il 29

Com’è possibile che in una tragedia nazionale come questa, i soliti malcontenti di tutto, si inventino di sana pianta spostamenti di tende, parole e azioni del Governo mai esistite, frasi di sindaci e assenze di questi ultimi. Come si può essere così irresponsabili dal fomentare il malcontento, ribadendo di sentirsi abbandonati quando ciò non è vero? Non tutto sta funzionando, d’accordo, ma l’emergenza è stata così violenta, così improvvisa, così emotivamente disgregante, che la macchina ha fatto fatica a partire.

Eppure, via alle commiserazioni, alle battaglie promesse

Un disastro organizzativo, grazie alla politica

contro un ipotetico grado di intensità nascosto dal Governo, anzi da quasi tutto il mondo. E allora nessuno si muove, per paura che dovrà ricostruirsi la casa da solo, perché lo Stato non lo aiuterà. Paura che le aziende se ne vadano via. Paura che alla notte la Polizia venga a portati via la tenda. Paura che gli extracomunitari (quei pochi rimasti, rendetevene conto, porco mondo) ci rubino i posti letto in quelle tendopoli deserte. Perché siamo Emiliani, senza togliere niente agli altri, e le tendopoli non le abbiamo usate.

Una casa nuova. Era una meraviglia.

E poi saltano fuori fornai da mille euro per un chilo di pane, risse per il maiale nel ragù e altre oscenità degne dei racconti intorno al fuoco. Era dal tempo della famosa lattina da 33cl, che il soggetto non si spostava così di frequente. Leggende metropolitane nate da chi è già in campagna elettorale, dopo che ha perso le elezioni.

Cosa siete voi? Degli irresponsabili, degli incivili, degli infanti mal cresciuti. Questo sarebbe il momento di ammainare le bandiere, fregarsene se chi è seduto in comune è dell’altra fazione. Invece stiamo a indire crociate e fiaccolate con i forconi, accusando un sindaco di non essere mai passato tra la gente. Forse eravate voi che quella mattina, non eravate in via Chiesa Sud, mentre il sindaco invitava la gente a raggiungere il campo sportivo. No, voi durante le scosse del 29, eravate con la testa sotto la sabbia, mentre il sindaco era lì, dopo che era appena crollato il bar e c’era la fuga di gas. Ma con questo non sono qui a difendere nessuno, solo l’intelligenza. E se volete dimostrarla, chiudete la bocca, e riapritela solo dopo che vi siete informati.
Dovreste occuparvi delle riparazioni repentine agli edifici invenduti, nuovi palazzi fatti di cartapesta che saranno abitati un giorno, ma nessuno saprà che sotto all’intonaco ci sono le crepe del sisma. Occupatevi di questo!

Un’ultima cosa. Andate affanculo, di tutto cuore!

6 comments

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  1. Marco, provi il dolore di saper pensare.
    Leopardi già intuiva che le pecore conducono una vita più serena.
    E vai di slogan, che in momenti critici riempono la bocca e il cu…ore
    .
    Oh ma la lattina da 33cl esiste anche da voi? Ah ahah 🙂

    1. La famigerata lattina, che cambiava “proprietaria” di paese in paese 🙂

    • Simone on giugno 28, 2012 at 1:52 pm
    • Rispondi

    Con le stronzate sentite in questi giorni di terremoto ci si potrebbe scrivere un libro tragicomico.

    1. Poi gli mettiamo il nome di un vip come autore, e facciamo palate di soldi

        • Simone on giugno 29, 2012 at 2:50 pm

        Il problema è che tanti le prenderebbero sul serio! Ci vorrebbe una disclaimer ogni quattro righe! 🙂

      1. Mi sa anche a me 😉

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