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Lug 02

Le Paludi della Morte

Come ho scritto ieri nel post domenicale, venerdì sono andato al cinema da solo. Mia moglie era a un compleanno, ma io, persona di parola fino in fondo, non partecipo a queste ricorrenze e quindi ho fatto una serata all alone.
Ho sbirciato sul tablet la scaletta dei film in programma nella zone, e ho trovato questo Le Paludi della Morte, senza sapere né la trama né aver visto un trailer. Non mi sono fermato, ho girato l’auto verso il cinema e me lo sono andato a vedere.
Dopo alcuni trailer carichi, tra cui quello di Prometheus, inizia il film. L’unico trafiletto che avevo trovato al volo, parlava di una serie di omicidi inquietanti in Texas. Schermo nero. Arriva la prima brutta sorpresa:

Ispirato a fatti realmente accaduti

La prima reazione è stata quella di alzarmi e uscire. Non sopporto queste diciture per attirare la gente e far credere loro che queste cose siano davvero successe. Io voglio vedere un film, non una puntata di qualche sciocco programma tv. Va beh, porto pazienza e mangio i popcorn.

Locandina con scritta ruffiana per attirare la gente (Mann presenta)

Inizia il film, interpretato da Jeffrey Dean Morgan e Sam Worthington, uno che finora non ha fatto un film decente. Scena del delitto, prime impressioni dei due agenti prima che arrivi la scientifica e via dicendo. Niente di nuovo. Poi caricano una ragazzina (Chloë Moretz), la portano a casa perché è in libertà vigilata dopo essere stata al riformatorio, ci fanno vedere la sua triste vita, con la madre (Sheryl Lee) sempre fatta e strafatta e via dicendo. Niente di nuovo.

"Chissà se farò mai un film decente..."

Poi partono le indagini. Confuse, imbarazzanti, azzardate. Arrivano a parlare con gente così, senza che ci venga detto il perché. Interrogano la gente di una baraccopoli nera senza spiegarci cosa li abbia condotti lì. Parlano di una ragazza scomparsa per un po’, si concentrano su quella, la collegano così per sceneggiatura alla prima trovata morta, e a una baby prostituta ritrovata dopo. Perché?, mi chiedo io.
Il film prosegue lento, con interrogatori e supposizioni modello poliziotto buono, poliziotto cattivo e ex moglie di uno dei due, poliziotta pure lei. C’è anche un grossolano errore di montaggio, che mi chiedo come possa farmi avere fiducia nella trama. Morgan interroga un nero in centrale. In questa scena notiamo una grossa contusione sotto al suo occhio sinistro, ancora fresca, in quanto rossastra e non violacea. Mi sono grattato in testa, chiedendomi cosa mi fossi perso. Quando se l’era fatta? Scena dopo nulla. A quel punto ho pensato fosse un errore dei truccatori e che l’attore si fosse fatto male e si fossero dimenticati di coprire il segno. Intanto aspettavo che Worthington glielo chiedesse nel film, magari da avere un’altra spiegazione. Nulla.
Passano una decina di minuti buoni, e c’è una scena di un’aggressione a una giovane madre sola, anche qui tutto molto casuale per la trama, anche in seguito. Comunque, visto che collegano inspiegabilmente il fatto agli omicidi (???), Morgan e socio corrono con una squadra sul posto. Qui Morgan viene colpito con una pala da uno dei due aggressori. Ed ecco comparire il misterioso segno sotto l’occhio sinistro. Solo alcune scene dopo, eh?

Ecco la contusione che appare e scompare!

A questo punto, visto che ogni mezza cosa succedesse era collegata agli omicidi precedenti, credo che in quel paese non avessero nulla da fare e che gli unici due imbecilli fossero proprio quei due. Un film che non mi ha dato nessuna emozione, né positiva, né negativa. Mi chiedo perché e con che spirito lo abbiano portato a Venezia. Boh…

Casualità?

Domanda ai cinefili esperti: Jessica Chastain, che all’anagrafe è Jessica N. Howard, viene scambiata sempre dal sottoscritto per Bryce Dallas Howard. In prima battuta ho pensato fossero parenti o sorelle, invece no. Perché si assomiglia così tanto, hanno lo stesso cognome ma non sono parenti?

4 comments

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  1. Hell

    AH, finalmente ho capito a quale film ti stessi riferendo, quello col titolo che pare uscito dritto dritto dal filone exploitation anni ’70. 😀
    Ma non so che dirti, non l’ho ancora visto. 😀

    1. Marco Siena

      Il titolo è assurdo, davvero. Molto retrò o romanzo da banchetto in libreria. Il film non è da meno. Ma che roba portano a Venezia?

  2. Paolo Ungheri

    Non c’è che dire, hai avuto davvero una sfiga tremenda!

    1. Marco Siena

      Però sono andato al cinema e stavo freschino 😉

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