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Lug 31

Nel nulla

Fermai l’auto alla pompa di benzina. Attesi qualche istante finché non arrivò un ragazzo dai capelli ricci, folti, con uno strano riflesso rossiccio sul bruno scuro. Gli chiesi di farmi il pieno, e l’unica risposta che ricevetti, fu un sì secco. Non sembrava avesse granché voglia di fare conversazione. Ciò mi sembro strano, perché di solito i benzinai, specialmente nei pomeriggi d’estate, diventano ciarlieri e pettegoli, come vecchi barbieri di paese. E questo, era quello che si poteva definire un paese, o meglio, un paesello. Se avessi guardato on line, avrei sicuramente scoperto che gli abitanti non superavano le 2000 unità. 2000 anime e una parrocchia; questo mi dava l’impressione di essere quel piccolo agglomerato di case.
Il sole mi batteva sulla nuca, l’arsura mi stava consumando. Avevo visto pochi passi più indietro un bar, ma non ero stato rapido a fermarmi. In verità, mi auguravo di trovare un distributore automatico dal benzinaio, piuttosto che la ferramenta che vedevo ora. Pagai, risalii in auto, e tornai indietro.
Una cosa che ho sempre odiato, fermandomi in locali come questi, sono le occhiate della gente all’ingresso, peggio ancora di quelle di chi sta dentro. Passare davanti a quei vecchi, tutti cresciuti assieme, invecchiati insieme, che hanno giocato partite di briscola insieme per 40 anni o più, mi ha sempre reso nervoso. Puzzi di straniero, puzzi di guai. Ti guardano come se tu, faccia strana e bella giacca, fossi venuto a minare la stabilità territoriale o quella dei loro antichi matrimoni. Non era così, volevo solo una cazzo di bottiglia di acqua.
Accennai un saluto all’indirizzo di un arzillo vecchietto sorridente, che ricambiò voltandosi dall’altra parte. Un bel modo di salutare, nulla da dire.
«Una bottiglia di naturale», dissi alla signora al bancone. Capelli biondi tinti, occhi stretti e labbra tirate. Quella che tutti sognano come barista.
«Un litro?»
«Piccola, se ce l’ha.» Mettere in dubbio che lei potesse non avere bottiglie da mezzo litro, non fu molto cortese, lo ammetto. Dubitare della fornitura del locale, una bestemmia. Mi voltai d’istinto a guardare i due tipi seduti dietro di me. Mi stavano fissando, con sguardi persi negli occhi da beagle. Sembravano davvero due di quei cani. Mancava solo la lingua a penzoloni. Un breve scambio di sguardi, e tornarono a giocare, giusto nel momento che la vecchia megera riapparve con la mia bottiglietta.
Risalito in auto, presi fiato. Angoscia, questo mi trasmetteva quel bar. Lasciai spaziare lo sguardo intorno, analizzando meglio i contorni e gli edifici di quel paese, gustandomi l’acqua e l’aria fredda che usciva dal condizionatore. Tornato alla realtà, dopo aver ripensato alla piscina della mia vicina, così generosa da invitarmi ogni week end, guardai l’orologio. Era tardi, non troppo a dire il vero, ma quel tanto che bastava per doversi scusare. Ripensai alla piscina, poi partii.(continua?)

8 comments

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  1. Alice

    SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII. Continua! Se no ti picchio.

    1. Marco Siena

      Continuo, ma non so quando 😉

      1. Alice

        Bango R.R. Siena. Maledetto 🙂

      2. Marco Siena

        Eh, c’ho gli impegni, sono sconcentrato, non ci sono più le stagioni…

  2. Andrea Rizzi

    Mi sa molto di ACLI, quei circolini puzzolenti di sigaretta della mia infanzia in cui ogni sguardo che ti si piantava addosso aveva una cornice rossa d’alcool e capillari esplosi… bella merda i piccoli centri.
    Il tuo racconto è ineccepibile…mi aspetto che tiri sotto un bambino da un momento all’altro nel grano turco gigante e maturo.(i figli del grano)
    Sei lo S. King italiano.
    Bello e ostile, cose che vedono in pochi
    😉

    1. Marco Siena

      Ahahahah, grazie Amico mio 😀 Ne vedrai delle belle credo, oppure te le lascerò immaginare o intuire, che è anche peggio e più angosciante. Cosa ne dici?

  3. Paolo Ungheri

    Ok, ora ti odio nel profondo!
    Non puoi lasciarmi così, con un misero “continua” a fondo post… io devo sapere, devo conoscere…
    Quindi scrivi, che qui si vuole leggere! 😀

    1. Marco Siena

      La malvagità sta nel ? Ne convieni? 😀

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