Lug 13

Sono uno scettico

Oggi è venerdì 13. Cosa significa in realtà? Nulla. A parte un paio di film a cui sono affezionato, una pseudo spiegazione storica e la stranezza che in Italia porta più sfiga il 17 che il 13, non mi tange come data. Eppure, ricordo che da ragazzino a queste cose ci badavo. Credevo o volevo credere a tutto, dal mito alle coincidenze più assurde, viste e forzate in contesti estranei a loro, ma che si voleva per forza far assumere un’aura di mistero.
E allora si passava il tempo a guardare le stelle, a cercare vecchi documenti e a elaborare strane teorie complottiste, che vedeva oggi gli alieni in procinto di conquistarci, o essere fatati che quando meno te lo aspettavi ti rapivano. Per non parlare dei fantasmi che infestavano le case disabitate, alle inquietanti dicerie del paese. Si credeva a tutto. Crescendo, il bagaglio si ampliava e con l’avvento di internet, si è perso letteralmente la bussola in mezzo a un mare di notizie.
Ovunque vediamo filmati veri di alieni avvistati per caso, di teorie con tanto di documenti che ci avvertono dell’arrivo dei rettiliani, del governo Usa che ci nasconde verità inquietanti. E io ci credevo, o meglio, ci volevo credere. La banalità della vita quotidiana, mancava di sale, sembrando troppo piatta. Dovevo per questa condirla con altro.

Quanto ha rotto i coglioni 'sto coso?

Gli anni sono passati, le storie sono state troppe, e troppe sono state smentite. Ho perso quella credulità salutare che alimentava la fantasia. Uno dei tracolli l’ho avuto con il famigerato video di Santilli. Lo avete presente? Quando venne diffuso, diedero ampio spazio alla notizia, tanto che a esaminarne l’autenticità, c’era Margherita Hack e Carlo Rambaldi. Li odiai entrambi quella sera, perché la loro analisi andava contro la mia voglia di credere che quello fosse un vero alieno. Poi la rivelazione, l’ammissione della truffa. Quell’alieno era ripieno di haggies, niente di più. Con quello crollò il mito, insieme ai vari John Titor, ai complotti di Roswell. Niente era più come prima.

Volevo crederci

In tutta onestà vorrei davvero credere a qualcosa ancora, dal cerchio nel grano all’archeologia segreta, ma non ci riesco a volte. Sto diventando davvero scettico e ciò non mi piace. In questi giorni poi, ho toccato con mano come nascono le leggende più assurde, raggiungendo il top con la notizia dell’azienda che aveva all’interno due sismografi. Cosa ci facesse, non ci è dato saperlo, ma di nuovo ho dovuto sorbire la mala informazione riguardo al grado del terremoto, tenuto nascosto per fare in modo che il Governo non dovesse risarcire. E la gente non smette nemmeno dopo che è stato approvato il piano di ricostruzione con risarcimento all’80% degli immobili.

Un po' come il tizio di Art Attak

Io non ce la faccio più a credere a tutto, e finisco per non credere più a nulla. L’unica cosa di cui resto convinto, è che non siamo soli nell’Universo, ma che sicuramente siamo poco interessanti alle razze più evolute.

12 comments

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  1. Pure io sono convinto che non siamo da soli, e non starò a citare ancora una volta Carl Sagan. Il fatto che noi non si sia interessanti per “gli alieni” è discutibile… magari sono davvero molto lontani da noi, magari hanno una tecnologia simile alla nostra, magari sono impegnati in qualcosa di differente e… attendono che si sia noi a fare il primo passo. Magari ci hanno già mandato dei segnali che non siamo stati in grado di riconoscere. Magari sono già tra noi e non ci viene detto. Magari… magari ci osservano come noi osserviamo i formicai… e hanno una comprensione piuttosto limitata di ciò che siamo e di come viviamo.

    Per quanto poco plausibile, potremmo anche essere soli nell’universo. E questa parola, “soli”, è relativa, visto che il nostro pianeta ha una biosfera davvero incredibile. L’importante sarebbe il tentare di preservarla, di farla sviluppare, in modo che un giorno, non si diventi davvero “soli”.

    1. Chi lo sa Glauco, io vorrei davvero che arrivasse qualcuno a mettere a posto le cose come in un mio ebook. Una bella pulizia rieducativa e via. Non credo che sappiamo preservare ciò che abbiamo da soli.

    • Alice on luglio 13, 2012 at 11:37 am
    • Rispondi

    Ogni tanto penso a questa cosa dello scetticismo cronico di noi “giovani” (ma si, mettiamoci in mezzo ai ccciofani). Vedo che già i miei genitori, 50enni quindi sicuramente non vecchi, tendono a credere a più cose di quelle a cui credo io, non parliamo dei nonni o comunque di generazioni precedenti. C’è questo clima di disillusione che probabilmente deriva dal fatto che grazie alla rete, per quanto sfruttata per cercare di diffondere boiate, sono anche venuti alla luce tanti rimaneggiamenti della verità e sono emerse così tante truffe ai danni della nostra credulità, che ormai si tende a dare per inteso che la notizia ricevuta sia falsa o gonfiata o solo parzialmente vera.
    Non crediamo a nulla, a meno di non avere prove oggettive e concrete della veridicità del fatto.
    Personalmente credo che questo non sia del tutto un bene, perchè toglie molto. Toglie innocenza, toglie fiducia nel genere umano, per quanto mi riguarda già scarsa.
    Però che non si sia più tutti boccaloni pronti a credere a qualsiasi cosa ci venga propininata è sicuramente positivo.
    La cosa che mi fa incazzare è semplicemente che chi deve informarci non lo faccia nel modo giusto.

    Ah, venerdì 13 a me piace tantissimo, è festa per i gatti neri. Purrrrrrr!

    1. Caspita, ogni volta che una cosa sembra vera, c’è subito la dimostrazione scientifica (è questo la dice lunga) che sbugiarda tutto. Bah!

    1. Non c’è niente di buono che può interessarsi a noi…
      Buhahhhhahahh 😀

        • Alice on luglio 13, 2012 at 1:40 pm

        Io sono d’accordo. Infatti dico che non credo agli alieni perchè ho troppa paiura 🙂

      1. E in questo film si capisce un po’ come vadano le cose nella realtà. Perché diamine un alieno si dovrebbe nascondere dietro a un cespuglio? 😀

  2. Peccato che sto in vacanza, altrimenti ci starebbe una maratona insieme a Jason oggi 😀

    1. Io invece non ho la tv 🙁

  3. Forse io credo troppo, per questo mi ritrovo ancora oggi a guardare il cielo, di notte, nella speranza di scorgere qualcosa…
    Adoro la fantarcheologia, così come il mistero. Ci sguazzo in quei mondi, al punto che a volte capisco di esagerare.
    però, e di questo ne sono certo, non è facile vendermi qualcosa. devo avere basi, una struttura ben solida su cui reggere una teoria, altrimenti crolla tutto e, per me, diventa invisibile…

    1. La fantarcheologia affascina anche me. Però ogni scoperta finisce in un vicolo cieco. E questo mi delude.

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