Lug 18

Unbreakable

Avevo voglia di vedere un film, uno già visto, perché l’ora era tarda e non avevo sufficiente concentrazione per qualcosa di nuovo. Decido per un film di M. Night Shyamalan, che in tutta onestà ha due difetti come regista: il primo, il continuare a usare questo cognome, che ogni volta mi incarto nel dirlo, e il secondo, di fare film che visti al cinema mi fanno schifo deludono ma che rivedendoli mi piacciono già di più. A parte Il Sesto Senso, per tutti i suoi film ho fatto così. Mancherebbe da rivedere Lady in the Water per stabilire se è una maledizione sua o cosa.

Face to face

Ieri sera, metto su Unbreakable, film con Bruce Willis e Samuel L. Jackson, visto al cinema all’uscita. Non mi piacque, forse perché cercavo qualcosa di diverso, o forse perché me lo aspettavo diverso io. La storia di questi due esseri speciali contrapposti, non mi convinse. Ora, dopo averlo rivisto, l’ho in parte rivalutato. Shyamalan (ogni volta devo copiarlo), ha usato come nel Sesto Senso, un rapporto di complicità adulto/ragazzino, qui tra padre e figlio, per far capire a noi i poteri di Willis e far comprendere a lui di averli. Per chi non lo avesse visto, Bruce Willis interpreta un super uomo che non ha coscienza di essere indistruttibile, avendo come unico punto debole l’acqua, e che si deve contrapporre a Samuel L. Jackson, geniale ma fragile come vetro, tanto da essere chiamato L’Uomo di Vetro. Questa sua fragilità, unita all’amore per i fumetti, lo porterà a cercare per tutta la vita la sua nemesi, vale a dire il tontolone dalla forza e resistenza fuori dal comune.

Se mi bagno la capoccia...

Rivisto ora, il film è godibile senza richiedere un impegno e una concentrazione come ne Il Sesto Senso. Un lavoro se vogliamo più semplice, ma non nella psicologia dei personaggi. Anche qui, e cito il mio amico Hell, il regista del silenzionon ci stupisce con suoni improvvisi, roboanti effetti visivi e sonori, colpi di scena e spaventi meccanici. Il film scorre come acqua, niente più.

L'Uomo di Vetro ha detto "Questo"

È stata quindi una mezza sorpresa rivalutare questo film, mettendo una crocetta di merito a Shyamalan ancora una volta. Devo ancora capire chi diamine gli ha fatto fare quel film tutta computer grafica e calci in bocca. Mah…

8 comments

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  1. Di Shyamalan (ma come si fa a convivere con un cognome del genere?) mi sono sempre piaciute le idee da cui nascono i suoi film, e quasi mai le sue realizzazioni.
    Il Sesto Senso è un bel film con una grande pecca: visto una volta, non darà mai più le stesse sensazioni perché il “grande mistero”, quando lo si viene a sapere, non lo si dimentica più :-/
    Però è ben recitato, ha una bella regia, è ben fatto. E merita un buon voto.
    L’altro (e unico) film di Shyamalan che ho apprezzato è proprio Unbreakable. Un bel film di super eroi visti con occhio realistico. Insomma… niente tutine colorate e stereotipi emotivi (il buono è buono, il cattivo è cattivo). Qui c’è uno sfig… ehm… sfortunato che scopre di essere quasi invulnerabile, e un altro sfortunato che invece rischia la vita anche quando starnuta. E tutto in un contesto reale, normale, quotidiano. Lo adoro. Difatti, di questo film, ho il DVD, mentre de Il sesto senso non ce l’ho.

    1. Sai che forse quello che preferisco è The Village? Forse perché un villaggio così lo vorrei davvero.

    • Hell on luglio 18, 2012 at 2:06 pm
    • Rispondi

    Io invece questo film lo adoro, e pure Shyamalan (riesco a scriverlo senza ricopiarlo 😀 ), almeno fino a E venne il Giorno. Dopo l’ho trovato in caduta libera.
    Ma i primi film sono unici, come stile, come resa (il fatto che rifiuti la CGI o che non ne faccia uso smodato lo caratterizza eccome), come stile narrativo.
    Spoiler: mi ispiro molto a lui, almeno quando narro certe storie. 😉

    1. Ho visto il trailer di After Earth. Come ti sembra l’idea? Ho come l’impressione che sia sempre più dedito agli FX.

  2. Mi piace molto questo film, come te la prima volta rimasi spiazzato per colpa delle aspettative post “Il doppio senso”, no “Il sesto senso” pardon.
    Devo recuperare le altre pellicole di Shyamalan, non ho visto più una mazza dopo questo…

    1. Vanno guardate due volte, logicamente, tranne The Last Airbender che basta la prima per… beh…

  3. Marco, ti consiglio vivamente la visione di SIGNS, (che io rivedo ogni anno) e di THE VILLAGE.
    Queste pellicole lo rendono meritevole della nomea che si era fatto quale erede di Hitchcock.
    Non perderti neppure la storia, da lui scritta e affidata ad altri, di “DEVIL”, un film ricco di sorprese e godibilissimo.
    A me “Lady on the water” è piaciuto molto. Ho trovato moltissime analogie con il fumetto nipponico, in particolare “DOMU SOGNI DI BAMBINI” del grande Katsuhiro Ōtomo (Akira).
    Amo quella sua ricerca di una morale nelle storie così segrete e spaventose. Io vedo tutto quel che fa, ma effettivamente il DOMINATORE DELL’ARIA ha deluso anche me…

    1. Amico mio, guarda caso, mi sono rivisto per la terza volta Signs la sera che ho postato questo articolo. E su The Village se ti ricordi ci ho fatto un sacco di sogni a occhi aperti (non solo io). Devil non lo conosco, ma lo cercherò. Grazie per la segnalazione 😉

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