«

»

Ago 22

Ignoranza e maleducazione (in Paper Town)

Mi ero stancato davvero di parlare di questo argomento. Frotte di incappucciati con forcone e torce in mano, sarebbero venuti a prendermi prima o poi, al grido di “Viva la carta!”
Il rischio c’era e mi ero stufato delle solite menate piene di ignoranza e delle solite tre parole messe in fila, che ogni giorno suonavano sempre più ridicole e meccaniche. Fredde come una segreteria telefonica o come quel vostro amico che prova a recitare la scena del film ma gli riesce alla cazzo.

Ripetete con me: Inchiostro Elettronico. No retroilluminazione. Non è un tablet.

Eppure, non posso tacere dopo quello che ho visto capitare a qualche mio amico blogger. Non cito il giornale per non fare ulteriore pubblicità ai due articoli ridicoli su cui si sono trovati a commentare i miei amici, ma potrete trovare in fondo i link ai loro blog e alla testata giornalistica. Vi riassumo però in breve la vicenda:
Punto 1: una giornalista e scrittrice, quindi un professionista pagato per scrivere articoli, intitola un suo pezzo un po’ furbescamente, in modo tale da attirare romantici della carta, che poi leggeranno un pistolotto noioso su come si sceglievano i libri per andare in ferie. Scrive qualche castroneria sugli apparati elettronici moderni, e chiude con una frase ridicola, ma che serve a riprendere in parte il titolo e l’incipit. A questo punto, qualcuno gli fa notare che c’è qualche inesattezza, e che il titolo è un po’ fuorviante.
Punto 2: non parca, ma evidentemente soddisfatta del richiamo all’articolo, la signora, che ricordiamo a differenza mia e di altri blogger è una professionista ed è pagata per scrivere, rincara la dose, scrivendo un articolo banale, pieno di inesattezze e colmo di ignoranza e disinformazione. I blogger non tacciono, e commentano per dire la loro, visto che la possibilità viene data.
Risultato? Uno di loro, viene censurato e il suo IP bloccato. Sapete perché? Ha messo in discussione le parole della giornalista, dimostrando che stava scrivendo un articolo senza essersi informata. Qui, è scattata quindi la censura. E la censura la conosco bene anch’io, visto che capitò anche a me di essere censurato da una tizia che ha un blog ma dice di non essere una blogger, ma che in compenso pubblica solo i commenti dove le dicono “Brava” o “Sei meravigliosa”. Ha pure criticato il mio italiano…

Uno dei libri campione che potrete trovare dagli Odoratori. Fa numero.

Okay, torniamo all’argomento principale. La scrittrice e giornalista incriminata, non ha commesso l’errore di dire la sua opinione in merito a e-book contro cartaceo, ma di aver parlato contro il libro digitale senza essersi informata. Voglio dire, al contrario del vecchietto al bar che ne spara una grossa, lei ha la responsabilità di una professionalità, retribuita oltretutto per diffondere informazioni a mezzo stampa. In questo caso elettronica. Però tutto ciò è stato buttato alle ortiche, a scapito di un articolo in cui si confonde per l’ennesima volta il tablet con un lettore e-reader, e si sta ancora una volta a parlare di odori, di note prese sulla carta, le orecchie agli angoli e altre banalità.

Molti, ripeto molti, non tutti, hanno una libreria così. Da annusare...

Cari romanticoni, ancora una volta vorrei davvero perdere tempo a spiegarvi che su un e-reader potete prendere appunti, fare le orecchie alle pagine e la tecnologia (questa sconosciuta…) e-ink è fatta per non stancare gli occhi, ma non ne ho più voglia.
Vorrei solo vedere le vostre librerie. Ho notato, ahimè, che MOLTI adoratori e odoratori, in realtà hanno una piccola libreria, e non una fornitissima raccolta da annusare. Se poi controllate i titoli, trovate il best seller da spiaggia dell’anno, il manuale delle Giovani Marmotte, un libro o due di un comico, quello di un calciatore e qualche altra minchiata che è tutto, tranne letteratura.
Chiedetevi perché uno come me, lettore medio, che legge circa dai 30 ai 40 libri all’anno, non sta a fare l’odoratore. Perché grazie alla rivoluzione digitale, posso permettermi di leggere libri che i vostri cartai non stampano più (non rompete con i mercatini, ci ho messo 2 anni per trovare un hard cover di un libro una volta e ne ho avuto abbastanza), brevi racconti regalati da gente valida e capace, o di correggere comodamente i miei scritti stando sul divano e non stampando mille volte le versioni.
E ragazzi miei, nonostante io possegga un e-reader da quasi un anno, continuo a comprare anche cartacei, perché ho una mente aperta, e decido io cosa comprare, non l’immagine che voglio dare agli altri. Riflettete. Annusate pure…

I Link agli articoli degli altri blogger

Sommobuta
Mr Giobbin
Helldoom
Hell
Gianluca
Queenseptienna
Narratore

12 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Domenico "Helldoom" Attianese

    Come al solito gli argomenti scarseggiano e loro si arrampicano sempre più sugli specchi.
    Chissà, forse un giorno questo feticismo della carta verrà studiato dagli psicologi.

    1. Marco Siena

      E ne sento anche di più belle fuori da qui 😀

  2. Paolo Ungheri

    Che sincronia!
    Anche io ho lanciato la granata proprio oggi… che sia un segno?
    Cmq, visto che di cose ne sono state dette anche troppe, mi fermo qui. Ti ho linkato al volo nel mio articolo, speriamo che almeno serva a qualcosa…

    1. Marco Siena

      Il segno è quello che hanno passato con la loro ignoranza 😀

  3. claudio

    ragazzi, abbandoniamo pure l’idea che in Italia chi scrive su un giornale abbia l’umiltà di documentarsi. Ripeto: l’Italia attuale è in pieno medioevo tecnologico nella sua fase più buia.

    1. Marco Siena

      Nemmeno ci provano però a documentarsi, né i giornalisti, né i lettori. Siamo in un medioevo mentale oltre che tecnologico.

      1. Kirayel

        Uso anche io la parola ‘medioevo tecnologico’ , è davvero adatta a descrivere tutto questo. Un paradosso che chi è pagato per essere informato, scrive spesso di ‘voci’ o ‘pettegolezzi’ e non si informa…ma questi hanno degli ottimi maestri nella nostra vecchia classe politica…
        (vi ricordate le numerose figure di merda del ministro della (d)istruzione Gelmini?). Siamo messi davvero male…

      2. Marco Siena

        Sono della stessa scuola questi asini, no?

  4. Gianluca Santini

    Bene, più siamo a parlarne, meglio è. Per quanto anche io mi ero ripromesso di non tornare sul tema…
    Ti ho linkato al mio post di ieri. 😉

    Ciao,
    Gianluca

    1. Marco Siena

      Mah, è che si è aperta questa finestra di ignoranza che non si può tollerare. Informarsi, porco mondo!

  5. Mr. Giobblin

    Più siamo e meglio è! Grazie per il link, condivido in toto l’articolo… soprattutto con la questione della reperibilità. Cioè, amo i mercatini, ma non li ritengo una fonte affidabile per recuperare libri specifici… grazie agli e-book ho potuto leggere romanzi fuori stampa da secoli. E scusate se è poco.

    1. Marco Siena

      E in più, è utilissimo per revisionare quello che scrivo! 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: