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Ago 02

Loculi

AVVERTENZA:

Non commentate questo post con le solite noiose, pedanti e trite frasi su odori vari:
se proprio volete risultare credibili, postate una foto della VOSTRA libreria
per convincermi che davvero amate così tanto certe cose.

Mi ripeterò forse con questo post, ma davvero, non riesco a capire dove stiamo finendo con la concezione di abitazione. Le case sono sempre più piccole, minuscoli loculi che dovrebbero contenere famiglie di almeno tre componenti. Invece, se ci guardate, sembrano sempre più mirate alla riduzione della famiglia all’individuo singolo. Le camere sono sempre più piccole, anche quando le chiamano matrimoniali. Le rampe di scale interne alle villette, permettono il passaggio di una persona con le braccia lungo ai fianchi. Come mi ha fatto notare Screetch, lo fanno per poi descriverti il salone come ampio.

Un bel monolocale a 50000 euro...

Case vendute a prezzi stratosferici, monolocali che assomigliano sempre di più ai nidi de Il Quinto Elemento. Potrebbe sembrare che il futuro ci stia preparando alla riduzione dei volumi degli oggetti che ci servono nella vita di tutti i giorni, rendendoci sempre più propensi all’abbandono dei supporti fisici, come libri e cd, per ridurre il tutto in pc sempre più piccoli e lettori microscopici. Quando poi la proiezione olografica sarà perfezionata, potremmo leggerci un libro o vederci un film, utilizzando un apparecchio che farà da cellulare, da computer e da tutto il resto. Se pensate ai tablet, avete già una visione di quello che sarà.

E noi, come e dove vivremo? In loculi sempre più stretti, ognuno a casa propria. Le nostre mogli saranno nella stanzina accanto, dove avrà anche lei il minimo indispensabile per poter vivere in quei pochi metri.

Alle spalle di Willis, il magnifico 3x2

Vi dirò la mia opinione. La rivoluzione tecnologica mi piace eccome, proprio perché la nostra vita frenetica ha bisogni di rapidità. Avere sempre supporti fisici da sistemare e a cui trovare un posto nelle micro stanze in cui viviamo, sta diventando una realtà scomoda. Dal libro al film, ringrazio gli dei per averci dato opportunità diverse, e lo dico perché sono uno che divora entrambe le cose, anzi, aggiungo anche la musica. Più libri potrò avere, più ne potrò leggere, ma in tempi come questi, lo spazio sarà sempre meno, e io passerò sempre di più al digitale.

Speriamo la definizione sia migliore

Tirando le somme, va bene la nostalgia, ma o facciamo case più larghe, o accettiamo che il futuro diventi sempre più virtuale e corra su dischi al silicio (o memorie flash), piuttosto che su supporti di alluminio o pagine di carta.

13 comments

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  1. Paolo Ungheri

    Io vivo ancora assieme ai miei, visti i numerosi problemi che ho avuto negli ultimi tempi, e ti posso garantire che casa mia è tutto fuorché piccola.
    Forse organizzata male, questo sì, e mi ritrovo con pile di libri in ogfni dove (letteralmente!).

    Sulla rivoluzione tecnologica sono d’accordo con te: necessaria per alcuni aspetti, ma non deve diventare un dogma a cui sottostare. Mi piace lo spazio, mi piace vivere in una casa che non sembri una scatoletta e mi auguro che il futuro ipotizzato dal 5° Elemento non si avveri mai…

    1. Marco Siena

      Me lo auguro anch’io, ma le case che ho visto negli ultimi mesi, non mi hanno dato speranze diverse.

  2. claudio

    Io onestamente lo vedo (anche) come il solito problema:
    A) di paese – L’Italia sta rapidamente entrando a buon diritto tra i paesi peggiori del mondo come qualità di vita.
    B) di soldi – Le case grandi, accoglienti e spaziose esistono eccome. Solo che bisogna permettersele.

    Poi, certo, è una questione di educazione e buon senso. Ti rimando alla divertente (allora ma preoccupante oggi) sequenza del monolocale di Pozzetto in “Vado a vivere da solo”

    1. Marco Siena

      Ricordo anche quella Hermano, il micro appartamento di Pozzetto a Milano. Il problema è che una casa grande te la fanno se hai la moneta, ma poi è da mantenere, e soprattutto a livello di clima interno. Stiamo scivolando sempre di più nelle scatolette vendute a peso d’oro…

      1. claudio

        guarda, io sto (seriamente) pensando di affittare il mio appartamento e di organizzarmi giù in garage … Ovviamente, potessi permettermi (e di mantenere) una casa in campagna come Dio comanda … sarei già là.

        ps: Non c’entra con quanto sopra, ma ne approfitto – porto vodka per domani sera?

      2. Marco Siena

        Vodka blanca per Screwdriver? Ottimo!
        Comunque domani sera, ti illustro il mio progetto futuro per le abitazioni

      3. claudio

        a patto che io vi possa leggere I Tre cavalieri dell’apocalisse di Chesterton (una cosa rapida)

        Per screwdriver però ci vuole succo d’arancia.

      4. Marco Siena

        Porta la vodka che io porto l’arancia 🙂 Ma non dovevi leggerci Fleming?

      5. claudio

        Fleming è più lungo, parto con qualcosa di più breve che però vale la pena, credemi. E’ considerato uno dei più bei racconti di tutti i tempi.

  3. Massimo Mazzoni

    Condivido in pieno l’articolo, è da Marzo che cerco casa in provincia di Pisa e ne ho visti abbastanza di loculi, però proprio oggi ne ho viste due finalmente degne di essere chiamate case. Chi la dura la vince (forse)?

    1. Marco Siena

      Spero per te che non siano datate come quelle che fecero vedere a me. Stanze grandi, okay, ma corridoi inutili e centrali enormi. Per non parlare di un certo gusto datato negli infissi, pavimenti e il resto.

  4. Simone

    Il problema è anche una forte richiesta dei loculi in questione…casa piccola vuol dire costo inferiore, costo di mantenimento inferiore, meno tempo necessario per pulirlo. Per l’italiota medio, la vita è fuori, non in casa.

    1. Marco Siena

      Esseri solitari, in un paese in via di estinzione. L’individuo sempre più individualista, che cerca compagnia solo per bere un bicchiere e farsi fotografare in un locale, sbronzo.

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