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Set 07

Arte anni ’80

Quest’estate, nei pochi giorni che ho passato al mare, mi stavo seriamente ammalando di labirintite grazie alle radio delle spiagge, dove si passava ad ascoltare canzoni sudamericane con trombette e motivetti ammiccanti, e cantanti nostrane dalla sapiente arte del trovare ogni rima per la parola ammmore. Davvero, mi stavo rabbuiando. Poi, siamo andati a pranzo dal piadinaro top di Gabicce, sotto il suo gazebo. E la radio cosa trasmetteva, grazie al Paradiso, agli Angeli e a tutte le entità buone che stanno lassù? Musica anni ’80. Sì, proprio quella che un tempo era la musica da radio o da Superclassificashow!

Nonostante tutto, c’era un certa decenza…

Mi sono gustato canzoni come Gold degli Spandau Ballett, qualcosa dei Duran Duran, i Talk to Talk, e via dicendo. Il caso vuole, che alla sera prendendo il bus per Gradara, anche la radio dell’autista fosse sintonizzata su quella stazione. Facendo mente locale, mi sono accorto che ricordavo titoli, parte del testo, nomi degli artisti. Probabilmente, a quei tempi, subii lo stesso trattamento che stavano ricevendo le mie orecchie nel 2012, ma con canzoni di qualità nettamente superiore. Al di là della musica, che in fondo era fatta con due note per le basi e una batteria sintetizzata (credo si chiamasse più o meno così), la voce del cantante o della cantante, erano capaci, ma soprattutto i testi volevano dire qualcosa. Vi faccio un esempio?
Oggi ho ritrovato in auto un cd che avevo fatto ai tempi del “recupero qualche pezzo nostalgico in rete e lo ascolto in macchina”. La terza canzone era:

Forever Young
Alphaville
Let’s dance in style, lets dance for a while
Heaven can wait we’re only watching the skies
Hoping for the best but expecting the worst
Are you going to drop the bomb or not?

Let us die young or let us live forever
We don’t have the power but we never say never
Sitting in a sandpit, life is a short trip
The music’s for the sad men

Can you imagine when this race is won
Turn our golden faces into the sun
Praising our leaders we’re getting in tune
The music’s played by the mad men

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever? Forever young

Some are like water, some are like the heat
Some are a melody and some are the beat
Sooner or later they all will be gone
why don’t they stay young

It’s so hard to get old without a cause
I don’t want to perish like a fleeing horse
Youth’s like diamonds in the sun
and diamonds are forever

So many adventures couldn’t happen today
So many songs we forgot to play
So many dreams swinging out of the blue
We let them come true

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever

Forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever?

… un certo decoro…

Chiaro cosa intendo? Il testo non è affatto male, l’interrogativo plausibile. A parte tutto, a me questa band tedesca è sempre piaciuta, e pensare che al giorno d’oggi nessuno possa competere e ripetere successi del genere, che si ascoltano ancora dopo 20 anni, mi fa pensare che qualcosa davvero non funzioni.

… un certo stile

9 comments

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  1. ferruccio

    No io ero Duran Duran dipendente:-)

    1. Marco Siena

      A me piacevan pure gli A-Ha

  2. mandarino

    Al di là dei gusti, è innegabile che Tony Hadley degli Spandau avesse e abbia tuttora una signora voce. E molte cose dei Duran Duran hanno resistito alla prova del tempo.
    Da parte mia, trovo le robe sudamericane contemporaneee, con le trombette pereppepè, adatte a una sala della tortura.

  3. mandarino

    ops, m’è partito l’invio…. 😀
    Dicevo, mille volte meglio gli Alphaville dei pereppepè. E pure Big in Japan non era affatto male. 🙂

    1. Marco Siena

      Io impazzivo per Dance with Me 😀

  4. Alice

    Ecccchetttelodico a ffare? 🙂
    Ne è la riprova che gente come me, che negli anni 80 ci è nata e quindi non li ha vissuti consapevolmente, ne è rimasta comunque presa e folgorata. Ora, qui si parla di musica diciamo “commerciale” che già era a un livello superiore rispetto a quella di oggi, ma vogliamo dire che tra fine ’70 e gli ’80 sono nate le correnti che per l’Italia più che underground sono under-underground e che ancora oggi vivono nonostante siano oscurate dai media, con cd difficilmente reperibili, giudicate “strane” e ignorate dalla maggior parte della gente?
    E io non mi vergogno di dire che so riconoscere le canzoni di Radio Stella ma non quelle di Radio Bruno!!!
    Yeah, non si esce vivi dagli anni Ottanta!

    1. Marco Siena

      Radio Bru-cosa? 😀
      Io avevo un sacco di 45 giri, un po’ miei (compravo 45 degli Alphaville e 33 degli A-Ha a 10 anni…) e un po’ di mia sorella. Chissà dove sono ora. Santa rete però, che fa recuperare un po’ di cose interessanti!

  5. Anni 80

    La musica anni ’80 è sempre stata molto sottovalutata da critici e simili, perchè spesso ridotta alla generalizzazione elettro-pop o dance.
    In realtà, vi sono stati fior di gruppi in quell’epoca, tra cui:
    – U2
    – R.E.M.
    – The Cure
    – The Smiths

    Per non parlare dell’epopea dell’heavy metal e del dark in generale, o a gruppi di Ballad Rock come BonJovi e Van Halen.

    Concordo: non si esce vivi dagli Anni ’80 😉

    1. Marco Siena

      Parlando di Heavy Metal, con me sfondo una porta aperta 😀 Nel 1980 è uscito Iron Maiden!

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