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Set 19

Cafoni quotidiani

Confesso di essere da poco tempo su quella che definiscono blogsfera, meno ancora del tempo in cui ho mosso i primi passi verso la scrittura, fuori dalle mie mura, naturalmente. Al principio, leggevo proprio i blog di letteratura per iniziare a capire come girava qui nel nostro paesello, e perché no, avere qualche informazioni anche sulla situazione all’estero. Incappavo in blog utili a volte, dove erano raccolti elenchi di case editrici per esordienti, oppure agenzie letterarie. Qualche blog infine, mi dava le indicazioni per rispettare i canoni di battute/cartelle dei vari concorsi. Ce ne erano certi davvero spiritosi, dove ti insegnavano a non prenderti sul serio. Interessanti anche quelli con consigli su cosa leggere per migliorarsi.

Uno dei loro strumenti preferiti: lima qui, lima là…

A quei tempi, incappai anche in un blog dove recensivano alcuni libri, tra cui uno della Troisi e il primo della Strazzulla. La recensione in prima battuta, mi sembrò simpatica, ma più andavo avanti a leggere, più capivo che stavo leggendo solo insulti gratuiti. Ora, non che il libro della Strazzulla fosse una meraviglia, ma le offese tipo “incapace” o “analfabeta” (vado a memoria perché non intendo tornare su quel blog o su altri simili), erano fuori luogo e da cafoni. Insomma, passi la critica costruttiva e analitica, passi tutto, tranne le offese. Cercavo di comprendere la ragione e i meccanismi per cui una persona, volesse spalare letteralmente merdain quel modo, vomitando insulti per poi aspettare i commenti divertiti degli accoliti e del pubblico. Una gogna pubblica in forma di blog.

Me li immagino così, ma meno simpatici

Sì, sì. si ride subito, se vogliamo, come si fa quando si mette in mezzo un amico a una cena, dopo aver alzato il gomito, con la riserva (concordata naturalmente) di scoppiare a ridere insieme alla vittima e farsi un altro bicchiere. Qui no, qui si offendeva e so che lo si fa ancora, tanto che altri hanno seguito le orme di questi boia della letteratura, dispensatori dell’unico e vero sapere. Dove sta il ragionamento di questi simpatici burloni? L’offesa, la critica aggressiva, l’insulto, attirano il pubblico e i commenti. Di chi? Di altri patetici insicuri, che si sentono più sereni se vedono sputare in faccia ad altri e non a loro. La cosa più tragica, è che già il mondo degli esordienti è malato, sempre più malato, poi sbucano fuori questi a criticare tutti, incrinando ancora di più una situazione precaria. Fossimo in un paese come gli Stati Uniti con milioni e milioni di lettori, non sarebbe così concentrato il danno. Purtroppo qui, denigrare una casa editrice giovane, uno studente scribacchino o la donna sognatrice che ama scrivere, fa collassare sempre di più questa torre pendente.
Con somma tristezza, ne ho scovato un altro, qualche sera fa, rendendomi conto che sono sempre di più. Capito il trucco di come attirare visite, gli allievi seguono i maestri, anche se a volte sembra sempre lo stesso, con diverse identità però. A me sinceramente, oltre a essere una cosa puerile, ricorda molto il metodo di un critico d’arte del nostro Bel Paese…

12 comments

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  1. Alice

    Si non le definirei neanche “critiche”, una critica presuppone un’analisi sensata e non un elogio o una demolizione gratuiti.
    Posso fare solo un’eccezione per cinquantasfumaturedistocazzo? 🙂

    1. Marco Siena

      Basta dire che è Mer@a, limitandosi a parlare del libro senza parlare dell’autrice 🙂

  2. Domenico "Helldoom" Attianese

    Confesso, durante i miei primi passi nella blogosfera, come lettore, due-tre anni fa, Quello fu il primo blog in cui incappai.
    Lo seguivo per un po’, ma poi mi stancai. Per lo stesso motivo.
    Recensioni chilometriche piene di insulti verso l’autore, verso la casa editrice, gli editori e compagnia cantante.
    Ok, è un libro orribile. Non ti piace. Punto.
    Fortunatamente sono uscito da quel tunnel.

    Ps: Poi ho provato a leggere un suo romanzo…non è che brilli tanto sulla Strazzulla ^_^

    1. Marco Siena

      Su quel blog ho letto qualche recensione, poi mi sono rifiutato di tornarci. I cloni però, sono ancora più tragici…

  3. temistocle

    Quoto in toto quello che dici.Anche se mi è capitato abbastanza spesso di trovare svarioni al limite dell’esilarante in autori che pubblicano regolarmente in cartaceo e da tempo. Lì, più che metterla sulla cafonaggine, bisognerebbe sottolineare che a certi livelli quanto meno i congiuntivi bisognerebbe saperli usare. Ma è anche un problema di editor. Se invece andiamo sull’autoproduzione, effettivamente la bloggosfera è piena di scrittori che non sanno dove stia l’italiano di casa. Non si tratta di pignoleria, ma la forma della scrittura è, a mio modestissimo parere, altrettanto importante del contenuto: imbattersi in frasi al limite della comprensibilità o dell’omicidio della grammatica non aiuta a seguire la storia. Metterla però così come la descrivi, giustamente, tu è un’altra cosa. C’è modo e modo di affrontare la presentazione di un lavoro.

    1. Marco Siena

      A livelli editoriali, le sviste ci stanno, non nella forma, come precisi anche tu. Negli auto prodotti non saprei, finora sono stato soddisfatto di quelli che ho letto. Certo, non va però insultato un autore per mezzo di giudizi arbitrari, visto che i cafoni in questione sono beginner e non professionisti. Che poi, anche un professionista che insulta, rimane un maleducato.

  4. Gherardo Psicopompo

    Faccio un grosso “mea culpa”, perchè all’inizio anche io, per certi versi e in alcuni casi, mi sono comportato così. Mai insultando le persone interessate però (autori o editori che fossero), solo le porcherie da loro scritte. Prima di scrivere questo commento ho cercato la mia recensione della Srazzulla, per essere sicuro di non averle dato dell’analfabeta. 😀
    No, non l’ho fatto, per quanto i suoi due romanzi li vorrei tirare in testa a un editor Einaudi e farmi ridare i 44 EURI sonanti che ho speso 😀
    Devo ammettere che sulla recensione di Gamberetta (perchè tanto di quello si parla, più o meno) di Twilight, o di certe cose della Troisi mi ci sono sganasciato parecchio. Poi è diventato uno stile condiviso e “di moda”. Poi per un certo periodo sembrava che ci prendesse gusto, a leggere solo “merda” per poterla criticare. E lì mi sono reso conto che considera “merda” il 99% della produzione letteraria nostrana… Beh, allora dai, sei una snob ed è tutto una posa. Lì ho smesso di seguire la cosa con interesse. Il proliferare di “cloni” è una cosa ovvia, tuttavia mi considero fortunato perchè riesco ad evitarli ben bene.

    1. Marco Siena

      Io devo ancora capire di chi sia parente la Strazzulla 🙂
      Però davvero, insultarla come hanno fatto è stato infelice. Il brutto, è che analizzano alla stessa maniera tutti, persino gli scrittori di mestiere!

  5. CervelloBacato

    Sono d’accordo con te, e penso proprio di capire a quale simpatico e mite critico d’arte tu ti riferisca xD

    1. Marco Siena

      Un critico che ama gli ovini 🙂

  6. claudio

    a mio modesto parere la recensione vale se chi recensisce esplicita i suoi presupposti e ciò che andrà a considerare. Diversamente sono insulti o elogi gratuiti. Ci sono ottimi recensori seri e informati nel net. Cito Girola come anche Vitolo, ma ce ne sono tanti altri che ho avuto la fortuna di conoscere che hanno l’umiltà di spiegare da che basi partono. Altri invece ammucchiano parole, nel bene e nel male.

    1. Marco Siena

      Bentornato da queste parti, Hermano. Guarda, appena ci incontreremo, ti farò leggere l’articolo incriminato. Insultare così gratuitamente una persona, con lo scopo di aumentare le visite, è vergognoso!

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