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Set 27

E lasciatemi godere ‘sto film!

Quante volte abbiamo sentito esclamare:  “Che cazzata!”, di fronte a una scena d’azione in un film? Credo migliaia e migliaia di volte, tanto che ricordo ancora la sua versione precedente, quella più contadina, se così la vogliamo definire, “Eh, che balla!”.
Ci sono diversi stadi, penso, di questa abitudine. Ce n’è uno bonario, poco più di un’esclamazione seguita da una risata, e c’è quella critica. La seconda può passare una volta, anche due, perché se uno proprio non accetta il colpo di rimbalzo contro il camion cisterna, che uccide il cattivo di turno, non ci si può proprio far nulla. Se però per tutta la durata del film, il nostro vicino insiste con questo tono, consigliargli di andare a vedere un film d’ammmorecon Julia Roberts e non un film con un uomo mascherato da pipistrello, forse è doveroso.

Eccolo qui!

Ne parlai tempo fa, in un’altra recensione, esattamente quella di Expendables 2. Lo spettatore paga il biglietto e accetta il tacito accordo di trovarsi davanti a un film esagerato, o perché no, a un film e basta. Nel film non c’è nessun obbligo che tutto sia reale e comprovato nel laboratorio dei Mythbusters, prima di mandare nelle sale la pellicola. Si tratta di cinema. Punto. Con gli anni ho imparato che i proiettili infiniti sono una convenzione ormai, i numeri 555 pure. E per chi non ci fosse arrivato, c’è un film che si chiama Last Action Hero, dove Hollywood ci dice chiaro e tondo che il cinema d’azione è fatto così.

Sì, non può sparare e guidare allo stesso tempo…

Non voglio fermarmi però solo al cinema d’azione, e neppure solo al cinema, ma anche alla letteratura. Ci sono scrittori che prima di scrivere il loro thriller, si documentano passando del tempo con un medico, tanto per fare un esempio, oppure con un poliziotto per capire il modus operandi del corpo di polizia in certi casi. Così credo che farò anch’io per Il Nodo della Strega, facendo qualche domanda cruciale a un graduato dei Carabinieri che conosco. In tutta onestà però, non credo che per poter parlare del corpo, debba per forza passare settimane o anni con i Carabinieri, né farò prove balistiche per vedere se il proiettile X può arrivare al punto Z con la tale angolazione. Non mi interesserà nemmeno dire il nome né il calibro della pistola. Quello che conta è la storia, l’intreccio e che tutto diverta e fili liscio. Naturalmente un pizzico di documentazione ci vuole, ma non per questo studierò 10 anni per far uscire un romanzo, che magari conterrà comunque delle inesattezze.

Eppure, c’è gente in giro che non fa altro che studiare i minimi particolari, criticare qualsiasi incongruenza che strenuamente hanno cercato nel film o nel libro. Ricordo per dire, quello che criticò una scena del 36° Giusto perché la famiglia Anchesi voleva andare a funghi a Natale. Questo è cercare il pelo nell’uovo, anche perché non era determinante cosa cercassero, ma piuttosto l’idiozia di questi ricconi di città che volevano uscire sentendosi al sicuro solo perché Vergy e Claudio erano lì. Il pretesto funzionava, la famiglia usciva, la scena ci stava e punto. Eppure ricordo che qualcuno fece la punta su questo.

Non potete parlare mentre scendete con il paracadute!

Onestamente vi dico che mi sono rotto di sentire queste critiche boriose, di gente che dice di rovinarsi il film o il libro se scoprono un’esagerazione o un’inesattezza. Voglio dire, porco mondo, state leggendo un libro dove c’è stata una mattanza vampirica, e fate caso se ci sono i funghi in inverno o no? Se davvero siete così, abbonatevi alla mailing list di Mythbusters e provate a inviare le vostre richieste, ricordandovi che la scena di Point Break dove i due parlano volando giù dall’aereo, è già stata sfatata e ritenuta non plausibile.

17 comments

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  1. claudio

    vero, a volte si esagera con la ricerca dell’imperfezione. C’è tutta una letteratura su questo aspetto, su cosa dev’essere plausibile e cosa no in un film/racconto d’azione e/o soprannaturale. Ne discussi a lungo – bonariamente – con un lettore. Spesso la ricerca dell’incongruo, però, è fine a sé stessa, e quindi abbastanza inutile.

    1. Marco Siena

      Ricordo quella discussione, e mi sono permesso di usarla come esempio. Concentrarsi su quel punto, come dici tu, fu abbastanza inutile. Io per dire, nemmeno ci feci caso, interessato più al resto che succedeva intorno. Quasi tutto nel cinema e nella letteratura sarebbe da correggere, a questo punto.

  2. Screetch

    si, ok… però, dai, i funghi a natale… XD

    1. Marco Siena

      Preferisci le lenticchie? Comunque fallo presente al signore che ha commentato prima di te, qui su, proprio lì 😀 Proprio quello!

  3. ferruccio

    Boh l’hai detto: se sto leggendo un libro di vampiri non faccio caso ai funghi. Però ci sono libri e film che per dettagli sbagliati mi hanno fatto cadere le braccia

    1. Marco Siena

      Alcuni sì, lo ammetto. A volte però si cerca davvero il pelo nell’uovo…

      1. ferruccio

        Be’ a me sinceramente mi disgustano certe fiction ottocentesche con scollature femminili che neppure ai tempi odierni le donna si siìognano di esibire in pubblico.
        Posso dirlo?

      2. Marco Siena

        Sulle fiction si può dire tutto. Anche su Tempesta d’Amore, anche se è come sparare sulla croce rossa…

  4. Cristiano

    il confine tra la cazzata inguardabile e fare il precisino della fungia a volte è labile

    1. Marco Siena

      Basta sedersi e mangiare due popcorn, ricordandosi che è un film. Poi se ci sono errori grossolani, okay, ma fare prove balistiche per i proiettili, mi sembra esagerato.

  5. Alessandro Girola

    C’è gente che vive solo per questo…
    Ok, un po’ di precisione, specialmente nei libri, denota documentazione e fa piacere. Però da qui a bocciare un romanzo per qualche particolare fuori luogo ce ne passa!
    Eppure, ripeto, conosco tizi che esistono solo nella funzione di bocciare tutto, per dimostrare il loro infallibile sesto senso da Sherlock Holmes della logica.

    1. Marco Siena

      Che gusto ci troveranno, se non sentirsi appagati nel cogliere in fallo qualcuno e sentirsi meno imperfetti loro. (mi sono contenuto)

  6. Kate

    D’accordissimo.
    Io poi sono la spettatrice e lettrice ideale.
    Non faccio caso quasi a una mazza, mi faccio prendere dalla storia e buona lì.
    Come dico sempre allo scrittore là sopra, sono di bocca buona 🙂

    1. Marco Siena

      Dai, a qualcosa farai pur caso, no?

      1. Kate

        Sinceramente?
        A poco.
        A meno che non mi si chieda esplicitamente si revisionare o di correggere, leggo e basta.
        Posso criticare la scrittura, posso sbuffare per una frase un pò fatta, ma difficilmente romperò l’anima al prossimo parlando di funghi a dicembre.
        Per i film è identico, è per questo che NON vado al cinema con Vergnani ahahaha!
        Io i film li guardo e basta, se sei nel medioevo e porti un sector al polso, per me va bene lo stesso!

  7. Giuda

    Secondo me, a meno che non si tratti di quell’incongruenza palese che spezza la concentrazione facendoti esclamare un WTF di cuore, quella che conta davvero è la storia e il modo in cui – presentandosi in modo verosimile se non realistico – riesce a incantarti. Se qualcuno vuole fare le pulci invece di lasciarsi andare, allora è meglio che vada a fare grooming levando le zecche ai babbuini, perché leggere non fa per lui.

    1. Marco Siena

      Sono tutti registi, sceneggiatori, scrittori di talento, Treccani ambulanti…

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