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Nov 14

Evoluzione dell’acquisto di libri

Guardavo le librerie del mio studio in questi giorni. Ci sono libri che ho iniziato a comprare da ragazzino, altri che ho preso dopo l’adolescenza e quelli che sto comprando da adulto. Basta guardarli per capire il percorso di maturazione nelle letture, ma anche nell’acquisto, percorso che si è sicuramente evoluto insieme ai mezzi di comunicazione e alle tecnologie. Parlo naturalmente del mio caso. L’analisi l’ho fatta così:

Libri comprati solo in libreria (12 ai 25 anni)

La maggior parte, sono stati comprati già conoscendo l’autore, semplici seguiti di libri consigliati da altri, di cui si finiva per prendere tutta la serie e ogni cosa che usciva. Ci sono un sacco di fantasy, quello commerciale intendo, che mi ha tenuto compagnia per anni. Niente che faccia gridare al miracolo ora, ma che al tempo, mi piaceva e non vedevo oltre a quel limite. Già dopo i venti però, mi dirottavo un po’ verso l’horror, recuperando qualche classico gotico che avevo letto alle superiori. E tutto sempre in libreria.

Ecco le nostre amiche!

Libri comprati in libreria: secondo step (25 ai 30)

Iniziavo un attimo a ritenermi insoddisfatto di certe pubblicazioni. Libri fatti di carta e inchiostro dal contenuto discutibile e dal prezzo da furto. Belle edizioni, con fascetta che gridava al miracolo editoriale, nascondevano spesso delle storie banali. Così iniziavo guardare meglio, e grazie alla rete, potevo sapere qualcosa di più su storia, sinossi e autore. Ho scoperto qualcosa di veramente buono, ma che era arrivato per miracolo in libreria. Certe cose poi mi toccava ordinarle, per la miseria. Stavo pian piano smettendo però di prendere libri suggeriti…

Omologati

Libri comprati on line e poca libreria

Mi dispiace per chi ama la libreria. Non è colpa nemmeno dei librai. Non posso però affidarmi a un luogo che ha due vetrine, e una è solo di Follett e l’altra di Poretti, con tanto di megaposter pubblicitari. Entri e trovi pieno ovunque dei 2/3 editori-padroni italiani, e devi per forza chiedere dove diamine è il libro X della casa editrice Y, ricevendo magari uno sguardo scocciato. Fortuna vuole, che la libreria di cui mi sono sempre servito, non sia così, ma davvero, è un sacco che non ci vado. Negli ultimi anni ho comprato tanta, ma tanta roba on line, dopo aver letto recensioni, sentito pareri. Alla fine però ero io a decidere, non una copertina o un cartonato davanti a cui si è obbligati a passare.

Conclusione

Si parla sempre di libreria come un tempio di cultura e sapere. Sono negozi ormai, come quello di abbigliamento che espone solo abiti gialli perché è la moda dell’anno. Quei tizi, sono lì per fare business, non coccolarvi e darvi quello che vi può far bene o vi piace veramente. Siamo sinceri. Siamo onesti. Se ci piace davvero la letteratura da cassetta, bene, entriamo in libreria e serviamoci, dopo aver preso d’assalto il tavolo “novità”, tutte comprese nella classifica dei libri top. Se invece vogliamo qualcosa di più sincero, onesto e spontaneo, beh, forse è il momento di prendervi una prepagata e andare on line, e fare shopping prendendo quello che vi serve davvero.
Una sola parola: evoluzione.

10 comments

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  1. Domenico "Helldoom" Attianese

    Dovrebbero evolversi anche le librerie…o l’hanno fatto, e si sono ridotte cosi per sopravvivere D:

    1. Marco Siena

      Quelle di catena sicuramente. La mia di fiducia, si è sempre impegnata a essere sinceri, ma è di proprietà.

  2. Gherardo Psicopompo

    I have a dream: librerie con terminali sempre connessi dai quali è possibile acquistare ebook e scaricarli direttamente sul lettore. In cui i commessi sanno consigliarti decentemente, e magari sanno insegnarti a comprare online, e ti spiegano che nessuno clonerà la tua carta di credito perché hai speso 10 € su Amazon.
    Ma, appunto, resta un sogno.
    Le librerie come luogo di incontro, di scambio e di aggregazione stanno sparendo sempre di più: basta vedere che ormai sono pochissime quelle che mantengono spazi dove ci si può sedere e conversare. File e file di scaffali per girare, guardare, comprare, uscire.
    Comunque è un’evoluzione in cui mi ritrovo parecchio, questa. ^_^ Unica differenza: per un lungo periodo della mia infanzia e pre-adolescenza leggevo i libri che c’erano in casa: mia madre grande appassionata di avventura, Salgari e Stevenson, mio padre grande compratore di Urania… Mi ha detto bene! 😀

    1. Marco Siena

      Io usufruivo della biblioteca, quando potevo. Romanzi presi a caso negli scaffali del reparto ragazzi, tra cui i gialli dei Fratelli Hardy (non i wrestlers ;.D )

  3. Marco Smò

    Siccome è un pò che ci penso, oggi scrivo un post sulle biblioteche.
    Moltissime delle nostre idee coincidono.
    Ti userò come ispirazione.

    1. Marco Siena

      Thanx 😀 Fammi presente quando uscirà il post, lo leggerò molto volentieri.

  4. Enzo

    Ritengo di essermi “evoluto” anch’io. La libreria e la biblioteca sono luoghi affascinanti che appartengono, però, al mio passato.
    Oggi cerco, mi documento e acquisto libri (ormai al 90% eBook) online. Le librerie spesso mi fanno innervosire solo guardando lo scaffale all’ingresso dei best-seller (o presunti tali).

    1. Marco Siena

      Quegli scaffali mi fanno ridere ( a volte incazzare, a dire il vero)

  5. agiantis

    Io dipende da quello che cerco, se si tratta di prime edizioni “piuttosto rare “, libri piuttosto vecchi o serie complete cerco su eb@y, altrimenti per le cose piu commerciali o appena uscite vado in libreria, purtroppo qui da noi le poste sono ancora carissime, e se non acquisti almeno 4/5 volumi alla volta di solito ti ammazzano le spese di spedizione!

    1. Marco Siena

      Ehm… Ibs con un libro non ti fa pagare le spese… Amazon con 6 euro te ne fa pagare 1,50. Evolution?

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