Nov 22

In Time

Questo In Time, lo stavo rimandando per un fattore inconscio, lo ammetto. Io ogni volta che vedo la faccia di Timberlake, sento nella testa quella canzone scema che ha fatto con Snoopy-qualcosa. Però sbaglio, perché se da un lato le sue doti canore sono discutibile, come attore non se la cava affatto male. Qui ne ho avuto la riconferma, gustandomi questo film che può avere due modi opzionali per la visione:

  • Metodo uno: un film di quasi-fantascienza in cui incrociamo le dita per il protagonista. Ci divertiamo, e lo consigliamo.
  • Analizziamo la feroce metafora dietro al tema principale del film, e riflettiamo che in fondo anche noi stiamo vivendo in quel modo.

    Locandina italica

Trama

In un futuro imprecisato, gli uomini sono modificati geneticamente per avere un contatore sul braccio, che indica il tempo della loro vita. Il contatore si aziona allo scadere del 25° anno di età, e da lì in poi, ci si guadagna tempo di vita lavorando. Ma ci sono vari settori di tempo, corrispondenti a diversi livelli e aspettative di vita. Il protagonista, vive ai margini della società, lavorando per guadagnarsi un altro giorno di vita, e permettersi di sopravvivere o poco più. Non si invecchia, ma si muore giovani.

Il timer, che tiene conto delle ore di vita a disposizione. Scatta a 25 anni, anno in cui ci si laurea e si entra nel mondo del lavoro. Curioso, no?

Considerazioni

Guardate il film come preferite. Se lo fate con il primo metodo, vi invito magari a riguardarlo con il secondo più avanti. Abbiamo il protagonista interpretato da Justin che è come noi, obbligato a lavorare ogni giorno per vivere, con poche possibilità di avere qualcosa di meglio. Dall’altra parte, invece, vive una società che ha nel contatore un millennio, più ne detiene altri in cassette di sicurezza, in modo tale che nessuno possa accedervi. Solo pochi devono detenere il potere, e nel caso qualcuno raggiunga un livello troppo alto di ore-vita, la criminalità arriva e li deruba. Criminalità naturalmente complice dell’alta società, che vive protetta da blocchi/orari con valore esponenziale. Il divario è enorme, e deve essere mantenuto così in modo tale che i poveri continuino a morire ogni giorno. Devono morire, mentre pochi privilegiati, detengono le risorse che basterebbero per migliorare, seppur di poco, la qualità della vita di tutti. E questo tasto della criminalità a essere ancora più shockante, quando dall’altra parte, abbiamo chi gestisce il corrispondente di una mensa dei poveri, pronto a donare poche ore o minuti di vita ad altri.
Mi stupisco che il film non sia stato ostacolato, tranne per qualche sospetto di plagio, perché descrive dettagliatamente la società attuale. Niente che non si sappia, ma qui viene dichiarata apertamente. Sempre che qualcuno sia propenso a recepire il messaggio, naturalmente.
E cosa da non dimenticare: il concetto di “Tempo=Denaro”è giustissimo, qui forse fin troppo estremizzato. Ma spesso, si dimentica che il nostro tempo, vale più di qualsiasi altra merce.

Riflettiamo. E facciamolo valere questo tempo!

2 comments

    • claudio on novembre 22, 2012 at 11:05 am
    • Rispondi

    Il fatto è che ormai siamo così addomesticati e prostrati che anche vederci sbattuta in faccia la nostra desolante realtà non ci scuote più.

    1. Ho lo stesso sospetto…

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