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Nov 19

Una Notte al Drive-In (parte 2)

Secondo episodio di questa trilogia di Lansdale, anche se non la considero davvero una trilogia ma un unico lavoro diviso in due parti.  E se proprio dovessimo considerarla tale, va fatto presente che sono appena 533 pagine totali, e dentro c’è tutto il necessario. Insomma, riconfermo che Lansdale sa fare il suo lavoro, senza mettere inutili fronzoli per allungare il brodo. Alla fine di questa seconda parte, avrete avuto abbastanza elementi per un quadro generale di quello che avete visto nel Drive In. Buffa ancora una volta la scelta del nome italiano, quando uscì in stand alone. Da “The Drive-In 2: Not Just One of Them Sequels” si arrivò a “Il giorno dei dinosauri”. Considerando che se ne vede uno all’inizio e uno in giro più tardi…

Continua a sorridere. È rassicurante.

Trama

I tre sopravvissuti al Drive In, Bob, Jack il narratore e Banditore, proseguono per la strada che avevano trovato alla fine del primo episodio, stando ben attenti a non incrociare dinosauri e cannibali. Lungo il percorso, salvano Grace, una ragazza esperta di arti marziali. I tre, si uniranno a lei, per andare a salvare una ragazzina di nome Sue Ellen, rapita da un misterioso e bizzarro figuro di nome Popalong Cassidy, un uomo televisore.

Bel personaggio. Ma che palle la sua storia…

Considerazioni

Lo stile è quello del precedente, ma diviso in macro capitoli chiamati Bobine, che contengono i capitoli minori numerati. Come sempre, questi sono brevi, e ti invogliano a proseguire. Solo uno è stato particolarmente noioso e fuori luogo, quello in cui Popalong parla di sé e del suo passato. Non se ne capisce il motivo e l’utilità a dire il vero, ed è lungo, strambo e troppo visionario per i miei gusti. L’ho trovato pesante mal congeniato, forse anche per colpa della mia avversione per certe esagerate trovate weird. Limite mio, credo.
Ancora una volta però, mi sono divertito a vedere le scene descritte da Lansdale, maestro del taglio cinematografico, e irriverente padrone di una prosa senza mezzi termini.
E ora, parte 3!

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