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Feb 11

Il nido Ikea

Qualche mese fa, girovagando per l’Ikea, ho notato per la prima volta una cosa. Okay, premetto che sono sicuro che molti di voi l’avessero notata già prima, o che non ci trovino nulla di eclatante, ma guardare come sono progettati gli ambienti mostra, mi ha fatto capire come probabilmente sarà il nostro futuro. Anzi, com’è già il nostro presente.
Noterete infatti, soprattutto nell’area living room, come sono composti i salotti. Parete attrezzata, divano e qualche altro complemento, tutto rigorosamente contenuto in una stanza rettangolare o quadrata di 3 metri per 3, o 4 metri per 3. Mi rivolgo specialmente con chi come me, ha visitato negli scorsi anni le agenzie immobiliari per trovare casa. Che siano appartamenti o villette, tutte hanno ormai stanze che non superano le misure sopraelencate, salvo rari casi. Una di queste eccezioni, è la villetta in cui vivo ora o quella che ho abitato per due anni prima del sisma.

Ah, ma voi vivrete sempre in case da 220mq, dimenticavo...

Ah, ma voi vivrete sempre in case da 220mq, dimenticavo…

Stanze piccole quindi, dove a maggior metratura di casa, corrisponderà una stanza in più, per esempio. Le stanze da letto, noterete nei mobilifici, stanno ormai perdendo un elemento che era sempre stato fondamentale: il comò. Ora si passa alla cassettiera nell’anta centrale dell’armadio. Potrebbero presto scomparire perfino i comodini. Dove abito ora, per esempio, il mio comodino collima con l’apertura della porta, che non si può così aprire del tutto.

Un soggiorno Ikea

Un soggiorno Ikea

Sembra quindi che ci stiamo dirigendo verso abitazioni sempre più piccole, con ambienti ridotti. Mobili essenziali, televisori da appendere al muro, computer portatili che sostituiranno quasi in toto il pc a colonna e che fungeranno da unico apparecchio multimediale, bagni con doccia ad angolo e niente vasca, cucine ad angolo cottura e niente vecchia e inutile sala da pranzo e per finire, camerette a ponte per i figli. Queste sono solo opzioni che ho visto sempre più di frequente, soluzioni che presto o tardi andremo ad adottare, e molti hanno già fatto da anni.
E quindi, cari amanti della lettura, notate con una certa apprensione dove ci porterà l’evoluzione della nostra società?

17 comments

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  1. RICCARDO

    si, che nel futuro prossimo vivremo in un forno, cosi non dobbiamo neanche comprarlo al cimitero….. ci basterà chiudere la porta e bon, fatto il funerale

    1. Marco Siena

      Eppure è ciò che appena si possono permettere le famiglie di adesso. Calcolando poi che le famiglie sono sempre meno, andranno a ruba appartamenti da 50 mq o anche 30 mq.

      1. RICCARDO

        infatti il mio era sarcasmo

      2. Marco Siena

        Io invece sono preoccupato… 🙁

  2. RICCARDO

    indubbiamente uno stile di vita ridotto ai minimi termini…

    1. Marco Siena

      Sono le aspettative di questa società. Meno tempo in casa, più tempo fuori, in strada, al lavoro…

  3. Screetch79

    beh… mi sembra ovvio che si stia andando verso le cubobare di cyberpunk 2020…

    1. Marco Siena

      E Besson…

  4. RICCARDO

    leggete il libro di benni , il dottor new oppure il quinto elemento 🙂

  5. Marco Smò

    Credo, ma sono ignorante, che bisogna considerare vari fattori.
    Prima di tutto che gli ambienti ikeosi sono, per forza di cose, regolari.
    Poi che sì, si segue l’andamento del mercato immobiliare per cercare di capire come e dove infilare ‘sti mobiletti. Che, tra l’altro casa mia che ha quasi cento anni tanto regolare non è…
    Ma non è tanto uno sguardo al futuro architettonico quanto a una tendenza. e le che proprio perché “tende”, cambia col tempo.
    Poi si considerano anche le tasche dei clienti che vi si avvicciano.
    Queto libro se ne vuoi conoscere la filosofia:
    http://tuttobenenellamiatesta.blogspot.it/2012/06/soffro-dikea-erik-gunnar-trjo.html

    1. Marco Siena

      Al di là dell’Ikea, che ho preso a esempio perché conosciuta a livello globale, tutti i mobilifici ti presentano soluzioni simili. La nostra generazione è ancora a cavallo delle due realtà, anche se abbiamo già visto il mutare delle architetture delle case. Credo però che stia sfuggendo un particolare del post un po’ a tutti 😉

      1. Marco Smò

        La scomparsa dei pc a colonna?!?!?

      2. Marco Siena

        Acqua 😀

  6. agiantis

    Dei libri che per mancanza di spazio saranno in digitale?
    o che stanno iniziando a uscire per quel motivo..

    Al di la di tutto è normale che le case siano sempre piu piccole,
    anche le famiglie sono sempre piu piccole di numero, e gli oggetti idem,
    per non parlare poi dei prezzi di acquisto e mantenimento di una casa di
    dimensioni medio grandi, oltre i 150/180mq ad esempio.
    tutti stanno forzatamente “ripiegando” su case piu piccole, piu economiche
    e che richiedano anche meno tempo per essere tenute in ordine, visto che si passa appunto molto tempo al lavoro! (purtroppo)

    1. Marco Siena

      È da questa mattina che aspettavo questa risposta…

  7. Marco Smò

    No.
    Siete in errore.
    Come in ogni mobilificio che si rispetti i libri -pochi e finti e o in svedese- ci sono.
    Il libro, mi spiegavano tempo assai in contesti di arredo e design, che non vengono esposti in certi quantità perché: fanno disordine, e non lasciano spazio per mostrare tutti i minchianinnoli che ti vogliono vendere oltre ai mobili.

    1. Marco Siena

      No, il problema lo ha capito David, che non risiede nel fatto che i libri siano esposti o meno, ma il rendersi conto che nelle case non sono previsti spazi per i libri come amano parlare le persone là fuori. L’evoluzione, che porterà alla riduzione degli spazi, ci sta già suggerendo dove e come i lettori forti leggeranno.

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