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Mar 25

Per Ironia della Morte

Ritorna Claudio Vergnani insieme a uno dei suoi personaggi più amati, che abbiamo conosciuto nella trilogia dei Vampiri, iniziata con Il 18° Vampiro, facendo breccia nel panorama horror a tema vampirico, appestato in questo anni da figure ambigue delle creature della notte. Vergnani, con un talento innato, maturato con anni di letture classiche ma anche sull’hard boiled e l’horror, ha delineato la linea di demarcazione del nuovo horror italiano, ritornando a un vampiro più fedele al folklore e perché no, più realistico.
Ora, ci ripropone Vergy, personaggio che si è posto naturalmente al centro della trilogia, qui in una veste più giovane, ai tempi della sua dipartita dall’esercito, rientrato in patria per mettersi in proprio, facendo quello che gli riesce meglio: dispensare sonore lezioni a chi infrange quello che è un po’ il suo codice etico e morale.

Cover

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Trama

Dieci anni prima de Il 18° Vampiro, Vergy cerca di sbarcare il lunario compiendo piccole missioni per persone facoltose, o perlomeno in grado di pagarlo. In visita a Venezia, dopo una missione finita con una rocambolesca fuga, si ritroverà invischiato in un sottomondo della città che non sospettava esistesse. Braccato e inseguito, deriso e pesto, riesce a scamparla ma… l’onta subita va ripagata.

Foto di Caterina Bovoli

Foto di Caterina Bovoli

Considerazioni

Lo stile di Vergnani è solido, rodato e qui abbiamo una grande riconferma del suo talento nel coinvolgerci nella lettura. Entriamo subito nella storia, sorridendo nel ritrovare questo Vergy, che seppur più giovane non è meno sfrontato, anzi, se è possibile lo è ancora di più. Non aspettatevi horror a questo giro, non nel termine letterale almeno. Vergy si ritrova in un’avventura più hard boiled, ma con nemici decisamente più umani, nell’aspetto perlomeno, perché se vogliamo l’orrore è nella loro natura.
La sfida più grande, a mio parere, era provare se Vergy da solo funzionasse come personaggio, o se necessitasse di una spalla o controparte come nella trilogia. E la conferma c’è, essendo il personaggio caratterizzato in maniera così impeccabile, che basta lui da solo a tenere su tutta la vicenda, vicenda che si dipana per 362 pagine, in cui il rischio di annoiarsi non si corre mai.
Vergy insomma, è sempre lo stesso, irriverente, granitico, dal turpiloquio facile, ma allo stesso tempo, e qui è ancora più evidente essendo lui al centro delle vicende, con le sue debolezze e incertezze.
Ottima riconferma per l’autore e il suo personaggio più amato.

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11 comments

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  1. Claudio vergnani

    Grazie , Marco.

    ps: ma quando hai letto il romanzo? Non ricordo più …

    1. Marco Siena

      De nada, è stato un piacere leggerlo e ritrovare Vergy.

  2. SamB

    Devo recuperare, accidenti! Sono rimasta ferma a Il diciottesimo vampiro. E siccome Vergy l’avevo adorato, metto in lista anche questa sua avventura.

    1. Claudio vergnani

      E Vergy è come il Papa, a sua volta vi adora tutti 😉

      1. Marco Siena

        Ecco, stiamo dalla parte di Vergy, che potrebbe in alternativa diventare un papa medioevale e curarci… 😀

  3. claudio

    Egli è una panacea per … certi problemi 🙂

  4. davide

    messo in lista appena finisco La Freccia Verde di Manfredi, (Gianfranco,che suggerisco),lo prenderò .Prometto!

    1. Marco Siena

      E vedrai che non sbagli!

  5. Kate

    Io amo Venezia.
    Oggi un amico mi ha fatto notare che questo romanzo -come tutti quelli di Claudio- ha diversi livelli di lettura.
    Chi ne coglie uno, chi un altro, chi tutti quanti.
    Io ho sicuramente amato, oltre a Vergy, questa Venezia meravigliosa, assassina e romantica.
    Ho camminato e corso con lui fino a sentire io stessa il fiatone, sentirmi umidiccia e l’odore dei canali dentro al naso e tutto intorno.
    Io ho apprezzato sicuramente questo aspetto, da donna lettrice di thriller e da lettrice in generale.
    Credo, tra le altre cose, che davvero tutti a questo punto, almeno una volta vorremmo vivere un’avventura insieme al vecchio buon Vergy.

    1. Marco Siena

      Ecco, magari avendo una via di fuga agevole a metà percorso, visto che lui ha il fiato più lungo della pazienza 😀

  6. Kate

    Ecco si, magari si ahahahah!

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