Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores (recensione)

In ritardo, mea culpa, con un parere/opinione su questo film di Salvatores, che non posso definire nuovo, visto che è uscito da tempo. Diciamo l’ultimo. Ebbene, cast internazionale, girato in inglese, soggetto tratto da un romanzo di uno scrittore russo che vive in Italia (la ricordate vero la premessa che non me ne frega nulla del romanzo in questo momento perché sto parlando del film?) e produzione italiana. Quest’ultimo elemento voglio che ve lo imprimiate bene nella testa: produzione italiana. E grazie al Cielo, Salvatores non ci propina storie di famiglie piagnone o di carabinieri allo stadio, neppure film sulle vacanze di frustrati arrapati da età pensionabile in qualche località di moda. Salvatore gira un buon film, con stile e classe.

Locandina

Locandina

Trama

Moldavia Orientale. Kolima cresce con il nonno Kuyza, che alleva sia lui che l’amico Gagarin, rimasto orfano. Kolima proviene dal clan dei Siberiani, temuti criminali dell’Unione Sovietica. Dal nonno impara il codice del clan, che gli servirà in età adulta a sopravvivere alle guerre intestine con le altre famiglie e con la società. Un giorno, durante un furto a un camion dell’esercito russo, Gagarin viene arrestato.
Tornerà dopo qualche anno, ma sarà cambiato, così come i loro scopi nella vita.

I protagonisti da ragazzi

I protagonisti da ragazzi

Considerazioni

Salvatores dimostra in primis una cosa importante: se vogliamo, i film come si deve li sappiamo fare. Dirigere un cast che comprende attori come Malkovich e Stormare, ma anche esordienti lituani che fanno le parti principali, e ottenere un risultato del genere, è segno di avere da insegnare. Poi magari il discorso è personale, vista la mia ammirazione per il regista campano. Se liberate la mente dai preconcetti, vi sarà difficile credere che sia una pellicola nostrana, come già capitato con altri film di Salvatores.
Però, e c’è un però, ci sono delle pecche. Durante la visione mi sono accorto che c’è purtroppo un taglio netto di ritmo, e a prima vista sembra perfino di cura, tra le prime battute e quelle di un ipotetico secondo tempo. Diventa tutto più affrettato, tanto che mi sono chiesto se in origine non durasse di più questo film. 110 minuti sembrano davvero pochi. Ho avuto come l’impressione che si ha guidando una vecchia auto con 4 marce. Ve le ricordate? Quando tirate in quarta, sentite il motore che cerca la quinta. Stessa cosa succede a questo film, in cui si avverte la mancanza di qualcosa.

Kolima e nonno Kuzya

Kolima e nonno Kuzya

Nonostante questa sensazione, Educazione Siberiana è un film sopra, molto sopra alle altre produzioni nostrane. Eppure, oltre a premi e riconoscimenti, non ha spopolato al botteghino. Mi chiedo se in fondo abbiamo perso la fiducia nel nostro cinema.

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