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Lug 30

La Progenie di Del Toro e Hogan

All’uscita del secondo volume della trilogia Nocturna, di Guillermo del Toro e Chuck Hogan, trovai in libreria l’offerta che, acquistando La Caduta, avrei pagato La Progenie 5 euro, esattamente come quando uscì per la prima volta. In seguito anche La Progenie raggiunse la ragguardevole cifra di 17,50 €. Beh, direte voi, dopotutto è un tomo da 407 pagine e scritte da Del Toro, mica il libretto di un cazzone sconosciuto. Okay, ma Hogan, chi diavolo è? Poco importa, io come molti fan di Del Toro ci siamo fidati, e lo abbiamo acquistato.
Ora, a distanza di qualche anno, mi sono finalmente deciso a prenderlo e leggerlo, visto l’imminente settimana di ferie. Mi sono detto che potevo leggermela la trilogia, e che ero arrivato ormai al punto di essere disintossicato dal genere vampirico. Ho fatto bene?

la-progenie

Trama

Un aereo atterra a New York. Nessuno dà segni di vita, nessuno comunica con la torre di controllo. Una squadra scende a controllare, sospettando un possibile attacco, vista l’ancor fresca esperienza dell’11 settembre. Dopo alcuni controlli, si decide di entrare. All’interno, i passeggere e l’equipaggio sono silenziosi come morti. Sospettando un attacco biologico, viene chiamata la task force di cui fa parte Ephraim Goodweather, che insieme alla collega Nora Martinez scopre che non si tratta di una semplice epidemia. Ben presto, New York inizia a diventare terreno di caccia per vampiri…

Del Toro e Hogan

Del Toro e Hogan

Considerazioni

Voglio pensarla così: Del Toro ha dato il soggetto, delineato la scaletta e lasciato che fosse Hogan a scrivere. Voglio credere che sia così. Ho fatto veramente fatica a leggerlo, senza nessuno stimolo per proseguire. Non posso incolpare solo la traduzione, che pecca un po’ ovunque, con periodi veramente mal strutturati: la colpa deve essere per forza direttamente dalla fonte.
La lentezza è ovunque, le poche scene d’azione confuse. Non c’è equilibrio. Sembra tutto artefatto. L’autore (Hogan, Del Toro non può aver fatto una cosa del genere…) spezza le scene con spiegoni assurdi. Le spezza letteralmente. In certe occasioni mi immaginavo che intervenisse un tizio in giacca di tweed davanti a una lavagna, che mi spiegava particolari tecnici di questo e di quello, completamente slegati dal resto del paragrafo. E di questi episodi, che sembrano far intendere scarsa fiducia nel lettore ma anche insicurezza dell’autore che pare aver paura di non essere compreso, ne è pieno il libro.

TheStrain

Cosa c’è di buono? Volendo supporre che il contenuto sia un grande omaggio a Stoker, ai vampiri di Salem di King e allo stesso Del Toro di Blade 2, possiamo dire che in parte la rivisitazione del mito del vampiro sbandierata in copertina, ci sta, scricchiolando un po’ ma ci sta.
In conclusione, non leggerò gli altri due. Non per ora almeno. Sono curioso di vedere se Del Toro farà meglio con la serie televisiva che uscirà il prossimo anno.
Guillermo, per favore!

P.S. Sarò di parte, ma quelle cose sbandierate in copertina, si adatterebbero meglio ai libri di Vergnani.

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