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Lug 13

Pacific Rim (recensione)

Un film che molti di noi, cresciuti con cartoni di megarobot contro mostri invasori o con i film di Godzilla, aspettavano da sempre. La mia speranza era che venisse girato da qualcuno di capace, che ne conservasse lo spirito e non lo infestasse con cliché e stronzate “per tutta la famiglia”. Quando lessi che era in produzione questo Pacific Rim e il regista era Del Toro, iniziai a gongolare e a contare i giorni, incrociando le dita affinché non succedesse come con un progetto che purtroppo il regista dovette abbandonare, per lasciarlo nelle mani incapaci di qualcun altro. Grazie a Dio, Del Toro ha finito il film, e ieri sera me lo sono guardato.

Una delle locandine teaser

Una delle locandine teaser

Trama

Da una breccia extradimensionale sul fondo del Pacifico, emergono a intervalli quasi regolari, i Kaiju, mostri giganti e distruttori. Nonostante fosse sufficiente abbattere i primi con armi tradizionali montate su carri armati e aerei, nasce il progetto Jaeger: robot giganteschi, comandati da più piloti, in grado di combattere i Kaiju e proteggere le città.
Dopo anni di successi però, i burocrati sospendono il programma per costruire un muro di contenimento. Il muro sarà inutile e i pochi Jaeger rimasti dovranno combattere un’ultima e decisiva battaglia.

Piloti

Piloti

Considerazioni
(attenzione agli spoiler)

Prima cosa che ho pensato alla fine del film: Del Toro prende a calci nel culo gli altri registi di fantastico, e lo fa pure con classe.
Partiamo dalla regia: la macchina da presa è stabile, e questo va notato subito, specialmente nelle battaglie. Non c’è la ripresa ballerina che non ci fa capire nulla, il montaggio frenetico, rumori e suoni inconsulti. Non è Transformers. Tutto liscio, pulito. La stessa differenza che c’è nei film di arti marziali girati negli Usa e quelli girati dove sanno fare.

Il mio Jaeger preferito

Il mio Jaeger preferito

I legami affettivi ci sono, ma non sono esasperati né il punto focale della trama. Nessuno estremo salvataggio, nessun appeso a cui allungare una mano. Quando qualcosa va storto, si muore. Punto.
Perfino Becket, che ha perso il fratello, non ce la mena per tutto il film con patetici richiami alla vendetta. Becket combatte, ricorda suo fratello ma non è mosso solo da pietose frasi in stile “Ti vendicherò”.

Kaiju!

Kaiju!

I personaggi sono tutti ottimi, misurati come le loro battute. E hanno personalità. La protagonista femminile Mako Mori, interpretata da Rinko Kikuchi, guida uno Jaeger, prende a calci Becket in un allenamento, eppure lo fa con femminilità. Una dura di quelle che apprezzo e approvo e che andrebbe preso come esempio per quei beoti che credono che una donna forte debba essere un uomo con cromosomi diversi.

Disegno tecnico di Cherno Alpha

Disegno tecnico di Cherno Alpha

Il comparto tecnico ed effetti speciali è da paura. Nessuna sbavatura: siamo alla perfezione. Quando i Jaeger vengono accesi e parte la musica dedicata non ho potuto fare a meno di pensare: «La musica dedicata, come quando i robottoni venivano lanciati! Del Toro genio!
Perché l’eredità di decenni di produzioni animate e non solo, provenienti in gran parte dall’oriente, che ha ispirato il regista, si sente ed è piacevole. Del Toro stesso ha citato le sue fonti d’ispirazioni in varie interviste, e l’omaggio a mio parere è più che gradito. Ce n’è perfino uno (o forse anche più di uno) alla serie Battlestar Galactica.

Il Regista

Il Regista

Qualche difetto lo si può comunque trovare. Obiettivamente l’escamotage della bomba nucleare nel tunnel della breccia mi ha fatto un po’ cadere le braccia. Potevano sinceramente, dopo tutto il lavoro fatto, trovare qualcosa che non fosse stato già usato in almeno una decina di film. Ma a mio parere non va a minare il resto del film, anche perché per me non basta un finale stonato per far perdere valore all’intera produzione.

Una delle ispirazioni di Del Toro

Una delle ispirazioni di Del Toro

Concludendo, Pacific Rim era il film che aspettavo, il film che volevo e ha mantenuto in pieno le promesse. Peccato che sia stato snobbato da una parte di pubblico, abituato alle produzioni dove ci sono lunghi discorsi patriottici, dove c’è una cane da salvare, un amico a cui allungare una mano, una storia d’amore strappalacrime, e il presidente che fa il suo discorso, e dove alla fine c’è sempre una bandiera che sventola.
Se non lo avete guardato perché “Pacific Rim è un film per bambini” o perché “Un altro film con robottoni”, vi manca una parte basilare: Del Toro è il regista di fantastico definitivo e non è uno scimpanzé di Hollywood.

P.S. Particolare che ho notato: nei trailer avrebbero potuto mettere la scena con Hunnan senza maglietta per attirare il pubblico femminile. Non lo hanno fatto. Tocco di classe e onestà della produzione. Chapeau!

6 comments

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  1. Il Moro

    Ho solo dato una sbirciata per evitare spoiler….
    Ma l’hai visto in 3D? merita o me lo vado a vedere in 2D come sarebbe mia intenzione?

    1. Marco Siena

      Io l’ho visto in 2D per 2 motivi: al multisala c’era solo così e mia figlia è ancora piccola per il 3D.
      Purtroppo non so quale sia la resa del 3D e se è un 3D fatto come si deve.

  2. MACHETE

    Sicuramente un tributo a tutti i robottoni molto ben fatto! Qualche difettuccio qua e la c’è ma non va ad intaccare quello che è puro spettacolo anche se un po’ più di attenzione agli altri jaeger avrebbero potuto darla, ma va bene così alla fine. Da bravo cresciuto a robottoni dico un sincero grazie a Del Toro! 🙂

    1. Marco Siena

      Meno male che c’è Del Toro. Chissà se qualcun altro prenderà il suo esempio o imparerà da lui. Ha un amico neozelandese che dovrebbe farci un chiacchierata.

  3. MACHETE

    Lui avrebbe saputo come infilarci qualche demenzialata per far ridere lo spettatore medio(cre)! 😛

    1. Marco Siena

      O una storia d’amore 1 scena sì e 1 no

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