Dic 15

Stato ideale per leggere

Lo scorso anno, parlando con un amico, iniziai a pormi la domanda che farò anche a voi oggi. L’amico era da sempre un accanito lettore, uno di quelli da far rientrare nei medio/forti e, come me, riteneva la lettura un’abitudine necessaria di tutti i giorni. Qualcosa andava letto, sempre e comunque, ritagliandosi lo spazio durante la giornata.

Le parole cadono dalla pagina

Le parole cadono dalla pagina

Mi raccontava però che nell’ultimo anno non riusciva più a farlo. Perché? Non gli mancava la voglia né l’interesse, ma semplicemente la concentrazione necessaria per leggere. Apriva un libro e iniziava, accorgendosi dopo poche pagine che non aveva letto nulla, e si era limitato a far scorrere gli occhi sulle parole. Questo perché aveva purtroppo dei problemi che gli pesavano e lo preoccupavano, distogliendolo così dalla lettura.

Come il protagonista di questo episodio di Twilight Zone, serve la fine del mondo per leggere in pace?

Come il protagonista di questo episodio di Twilight Zone, serve la fine del mondo per leggere in pace?

Ora, mi sta capitando la stessa cosa, e quando vedo che le parole sfuggono, preferisco chiudere e riprovare più tardi. Nell’ultimo mese ho rallentato infatti il ritmo, a causa di problemi della vita off line e di qualche cambiamento in ambito lavorativo che richiede impegno mentale e fisico per molte ore della giornata, a volte qualche ora anche nel week end. Così ci metto quasi due settimane a leggere un libro, quando fino a pochi mesi fa ne leggevo due a settimana.

Questo è un problema che capita anche a voi? Serve quindi uno stato ideale per un’attività come la lettura?

8 comments

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  1. Capisco perfettamente e per noi scribacchini, aggiungici anche il tempo da strappare via per scrivere. Solo di recente sto pian piano ritornando ai ritmi del passato, grazie innanzitutto all’acquisto di un Kindle e a una specie di spavento che mi ero preso, accorgendomi che stavo scendendo sotto la media di un libro al mese!

    1. Incastrare tutto non è facile, infatti. Sono molto fortunati (e sono stati bravi) quegli autori che vivono di scrittura e riescono a dedicare diverse ore alla lettura, perché fa parte sempre del loro lavoro.

  2. Comunque si. Ci vuole uno stato mentale, altrimenti non leggi ma guardi parole. Lo stato dell’evasione, ecco che ci serve.

    1. È come guidare senza sentire la musica dell’autoradio perché siamo concentrati sul traffico.

    • claudio on dicembre 15, 2013 at 11:06 am
    • Rispondi

    conosco molto bene tale condizione.

    1. Sapevo che mi avresti capito, Hermano…

  3. Indubbiamente sì, bisogna avere lo stato mentale giusto per leggere, altrimenti le parole scorrono via senza restare, e non è bello, tempo perso, quando leggi e non resta nulla di ciò che hai letto…e lo stesso dicasi per lo scrivere, mi capita spesso di dover scrivere qualcosa e di non riuscirci perchè magari non sono dello stato d’animo giusto per farlo…però sinceramente mi spaventa di più non riuscire a concentrarmi sulla lettura anzichè sulla scrittura, perchè vuol dire che davvero c’è qualcosa che non va!

    1. Riesco più facilmente a stare concentrato sulla scrittura, forse perché è più attiva. Non che la lettura non lo sia, ma tendo a perdermi di più. Ci sto mettendo il doppio a leggere un libro in questi mesi.

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