Cambierà qualcosa?

Ieri era San Valentino, come ben sapete, a meno che non siate stati isolati dalla rete, dalla TV e dalla gente per qualche settimana.
Di solito il programma ha sempre previsto cena+fiori+regalo+cioccolatini, per cui, dopo la botta di Natale, ci si preparava alla corsa alla prenotazione del ristorante, ben consapevoli che si pagava un surplus dovuto alla data sul calendario.

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Ieri leggevo invece una delle solite notizie ansa, che rivelava che 7 italiani su 10 avrebbe rinunciato alla cena romantica. La notizia proviene da Confesercenti che lancia questo “allarme” includendo i risultati dei campioni raccolti. I 4 elementi insieme, che ho scritto sopra, sembrano ormai abbandonati, e se si va fuori a cena non si possono mettere insieme anche cioccolatini+fiori+regalo (gioiello, per dire).

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Sarò cattivo, ma non è che con questa crisi riusciremo a toglierci dalle palle le feste obbligate? Magari da non avere più l’obbligo di portare fuori la propria metà il 14 Febbraio, ma quando pare a noi. Se questa ondata di austerità si portasse dietro San Valentino, festa della donna*, il cenone di Capodanno, i compleanni, i matrimoni con cena/pranzo, comunioni, cresime, battesimi e tutte quelle ricorrenze in cui si obbliga la gente a uniformarsi per l’occasione, non ne sarei così dispiaciuto.

Potrebbe rivelarsi più piacevole piombare a casa il 13 Maggio (data a caso) con un mazzo di fiori e dire alla propria moglie: «Dai, preparati che usciamo a cena.»

 

 

 

 

 

 

*Prima che si scateni un putiferio femminista/maschilista, non intendo abolire la festa della donna come giornata, ma come celebrazione serale, con cene varie.

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