Feb 20

Ho pubblicato su Amazon…

Di post così ne trovate a centinaia in Rete. Molti sono guide che danno suggerimenti su i passi da fare per vendere, farsi conoscere o iniziare da zero la propria carriera di scrittore self.
Ma ci sono anche diversi post che parlano di altro…

kindle

… “Ho pubblicato su Amazon ed è stato un fallimento.”
Mi sono imbattuto anche oggi in un altro post del genere. Ci sono persone che pubblicano un ebook su Amazon, aspettano alcuni mesi, e poi tirano le somme, scrivendo in un post:

  1. La cosa non ha funzionato
  2. Sapevano che non avrebbe funzionato
  3. Sei disperso in mezzo ad altri
  4. Meglio una casa editrice
  5. Ho venduto di più con le presentazioni
  6. Le vendite sono così e cosà, blablabla

Questi sono solo alcuni punti di quelli che si leggono, diciamo pure i più ricorrenti. Ebbene, dopo l’ennesimo post mi sento di dover  dire la mia opinione su queste obiezioni/lamentele/verità assolute.
Partiamo:

  1. Perché? Cosa pensavi, di mettere on line il tuo ebook e diventare ricco subito?
  2. E allora potevi lasciar stare. Parti già prevenuto e vuoi solo conferme.
  3. Come nel mondo del resto. Quando hai cercato lavoro come hai fatto? O forse te lo ha trovato un amico?
  4. Per quale motivo? Forse perché tu non ti sei impegnato a trovare le persone giuste per collaborare e fare un prodotto come si deve.
  5. Sì, e allora vai anche a vendere aspirapolvere…
  6. Il punto più strano: dopo alcuni mesi sanno già come funziona il meccanismo delle vendite, quando io dopo 1 anno continuo a cercare e studiare metodi per farmi conoscere.

angry-writer

Sono sempre più convinto che quelli che scrivono post così si possono dividere in due gruppi:

  • Chi si è illuso di vendere un milione di copie semplicemente buttando su Amazon il proprio ebook, senza fare un po’ di pubblicità e farsi conoscere in giro.
  • Gente che crede di farsi notare da qualche casa editrice, cercando di sembrare “il buono” ai loro occhi. Chiamasi anche lecchino…

E c’è anche chi ha avuto l’ardire di dare numeri sul mercato estero, dicendo che in America un self guadagna al massimo 800 dollari l’anno. A questa gente consiglierei di fare un giro su KBoards…

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4 comments

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  1. Ciao, è da un pò che leggo il tuo blog, mi piace. Sul post in questione: non mi conosceva nessuno come scrittrice, due anni fa dopo aver spedito manoscritti a CHIUNQUE senza risultato decisi di partecipare a “il mio esordio” su “il mio libro” con America, che di pretenzioso e ridicolo ha solo il titolo. Nel 2012 sono entrata in semifinale, nel 2013 ci ho riprovato dopo aver dato una bella sistemata al libro e sono entrata tra i 30 finalisti. Il libro adesso ha 9500 likes (sic!), un gran numero di lettori, recensioni e commenti, ma in due anni hanno comprato una sola copia, l’ebook poi non se lo fila nessuno, neanche su Amazon. Il mio America lo regalo a tutti, tanto mi sento scrittrice da che avevo 7 anni e sono contenta così, il resto è fuffa.

    1. Ciao Mila, grazie per l’intervento. Beh, giustamente tu hai fatto una scelta che ti sta portando a essere comunque soddisfatta. Io per dire sono conscio che i numeri degli autori Usa e Uk sono praticamente impossibili da replicare qui, ma sto provando a pagarci qualche pizza con quello che scrivo. Vedremo come andrà in futuro.

        • mila on febbraio 20, 2014 at 2:06 pm

        aspetta: sono contenta di sentirmi una scrittrice malgré tout, autoproclamata, ma anch’io come te avrei altri obiettivi.
        La serie “il compare di bevute” è bellissima, ciao e in bocca al lupo.

      1. Sì, lo avevo intuito, ma già una piccola soddisfazione e qualche riconoscimento lo hai avuto, e questo non è poco 😉
        Grazie ancora. Ti aspetto qui. Sei sempre la benvenuta.

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