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Feb 10

Inside Llewyn Davis (recensione)

Quest’annata cinematografica continua a stupirmi. Del resto, però, sapevo che i fratelli Coen non mi avrebbero deluso, e infatti questo Inside Llewyn Davis fa la sua figura, rimanendo sugli standard della produzione Coen. Controcorrente come al solito, i due riescono a sfornare una storia amara e ironica allo stesso tempo, portando in scena un cast ottimo. Primo su tutti, Oscar Isaac, che recita, suona e canta. E lo fa bene.

Locandina

Locandina

Trama

Anni ’60. Dopo il suicidio del suo partner musicale, con cui aveva avuto un piccolo successo, Llewyn Davis cerca di sbarcare il lunario con concerti nei locali, rincorrendo la carriera di musicista solista per evitare di dover tornare a lavorare sulle navi.
Senza casa, senza soldi, ma con tanti amici pazienti, Llewyn giocherà la sua ultima carta a Chicago, di fronte a un grande discografico.

La scena nello studio con Timberlake, che si dimostra anche bravo a cantare. Quando vuole.

La scena nello studio con Timberlake, che si dimostra anche bravo a cantare. Quando vuole.

Considerazioni

I Coen ci hanno abituato ai loro film, fatti di scene e situazioni, non necessariamente legate da un filo conduttore che porti la pellicola dalla A alla Z. Anche in questo caso, non c’è un vero inizio e una vera fine, non c’è risoluzione, non una definitiva almeno.

Si ride meno rispetto ad altre produzioni dei Coen, e quando lo facciamo, lo facciamo con una punta di amarezza. Llewyn rispecchia l’artista che non si vuole arrendere, che sa di avere i numeri e che quello che fa è buono e che sogna che prima o poi qualcuno lo scoprirà. Nel frattempo, la sua vita è un casino, fatto di giacche troppo leggere per l’inverno, e notti passate sui divani degli amici. A volte sul pavimento.

Voglio dire...

Voglio dire…

Ma Llewyn non si arrende e va avanti, e noi a volte tifiamo per lui. Perché è bravo, e crede in ciò che fa, nonostante rifiuti delle buone occasioni e disprezzi quella musica commerciale che potrebbe aiutarlo a emergere. Vuole farlo con quello che ama.

Ottimi gli interpreti, come dicevo prima, con John Goodman che fa una delle sue apparizioni memorabili, e Justin Timberlake che dimostra di essere un bravo attore (spero che si dedichi sempre di più a questo…).

Il titolo italiano, A Proposito di Davis, è come sempre fuori luogo. L’originale, Inside Llewyn Davis si rifà al titolo del suo unico album da solista, rimasto chiuso nel magazzino del suo agente. Vedremo se agli Oscar riuscirà a portarsi a casa il premio per la fotografia e per il montaggio sonoro. Se li meriterebbe davvero.

 

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