Apr 22

Frailty (recensione)

Ricordo ancora quando noleggiai il dvd di questo film. Vivevo ancora con mio padre, e sembra una vita fa. Lo vidi solo quella volta, e mi chiedo ancora il perché. Adesso mi sono deciso a rivederlo, e ho fatto decisamente bene. Un thriller ben girato, ben sceneggiato e che riserva qualche sorpresa, uno di quelli che ha dato un po’ di aria fresca al genere, almeno per quello che mi riguarda. In quanti se lo ricordano?

Locandina

Locandina

Trama

Fenton Meiks si presenta una sera nell’ufficio di un agente dell’FBI. L’agente Doyle sta seguendo il caso del serial killer “mano di Dio” e Fenton assicura di sapere di chi si tratta.
Rivela che il killer è suo fratello Adam e, per convincere l’agente, inizia a raccontare la storia della sua famiglia, di come suo padre venne contattato da Dio per uccidere i demoni che si nascondono nel mondo.

Due delle armi date da Dio

Due delle armi date da Dio

Considerazioni

Un ottimo esordio alla regia per Bill Paxton, che stranamente, in seguito, non ha girato nulla se non un altro film e un corto. Purtroppo perché questo Frailty è davvero ottimo. Mi piacque in allora e mi è piaciuto anche adesso. Non sono riuscito a recuperare una versione originale, ma vorrei farlo al più presto e rivederlo.
Anche se il film ha uno dei punti di forza nelle rivelazioni finali, alla seconda visione non perde nulla. Credo che in quegli anni di film con una buona trama e che avessero qualcosa da dire, ce ne fossero altri, tra cui ricordo sempre Identity, altro film che tiene incollati, ma che in pochi ricordano.

La famiglia Meiks

La famiglia Meiks

Frailty (il cui sottotitolo italiano è azzeccato come la maionese su una torta alle fragole) ci convince fino alla fine di avere tra le mani un thriller, chiedendosi perché venne definito anche horror. Guardatelo, se non lo avete già fatto, e poi ditemi se non ho ragione.

Curiosità mia: non ricordavo affatto che uno dei protagonisti fosse Matthew McConaughey, in uno dei ruoli extra commediola di quei tempi. Avesse continuato così, non ci sarebbero voluti tutti questi anni per rivalutarlo.

 

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6 comments

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    • claudio on aprile 22, 2014 at 9:02 am
    • Reply

    Fu una sorpresa per me, e lo trovai molto buono, per l’idea, l’atmosfera onirica e il colpo di scena finale.

    1. Ce ne fossero di film così! Non capisco perché la gente lo abbia dimenticato o addirittura non visto.

  1. All’epoca fu davvero una boccata d’ossigeno in un panorama triste e sconsolato. Anche Identity era un bellissimo film. Peccato che non se li ricordi più nessuno

    1. Identity lo stanno riproponendo su Sky, ma non mi sembra che se ne stia parlando molto. Di questo proprio zero, invece.

    • claudio on maggio 26, 2014 at 9:47 am
    • Reply

    Per me questo film (visto casualmente in tv) fu una lieta sorpresa. Credo sia uno dei pochi film che mantiene le promesse dell’intreccio iniziale fino alla fine.
    Anche l’apparente assurdità del poter parlare a tu per tu in piena notte da soli (dopo aver confessati di essere un assassino) con un agente FBI privo di colleghi e di aiuto funziona, a mio parere, dando alla situazione una coloritura onirica.
    Che tu sappia, la sceneggiatura era originale?

    1. Sì, la sceneggiatura è originale e ha vinto anche un premio Stoker. Meritato alla grande.

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