Giovanni spara per primo

Conoscete tutti l’espressione Han shot first, vero? Nel caso contrario, farò un breve riassunto. Nella prima versione di Star Wars IV, Han Solo, trovandosi di fronte Greedo nella taverna di Mos Eisley, sparò per primo all’uomo di Jabba, senza attendere. Nel 1997, con la nuova uscita nei cinema, alla Lucas pensarono bene di rendere la scena più politically correct, e fecero sparare prima Greedo e in seguito Han, che apparve così un uomo che si era solo difeso. Dopo diverse controversie, nell’ultima versione, Han e Greedo sparano in simultanea.

Qui Han ha sparato per primo

Qui Han ha sparato per primo

In un paio di articoli ho affrontato il discorso del politicamente corretto applicato alla moralità dei nuovi buoni, costretti ormai ad apparire come dei santi che non hanno il diritto di difendersi finché non vengono attaccati per primi, e spesso, soprattutto nei prodotti destinati ai più giovani, non sono mai loro a ferire o uccidere l’antagonista, bensì aspettano che sia un Deus ex machina a farlo per loro.

Pongo adesso una domanda agli autori e una ai lettori, partendo da una situazione ipotetica di un ipotetico libro, in cui il protagonista si trova di fronte a una scelta.

Il Caso del Cane

Il protagonista è un investigatore di nome Giovanni Rossi (ho scelto un nome italiano per non spostare l’attenzione sulla sciocca diatriba dell’esterofilia sì, esterofilia no) che si trova a dover entrare in casa del classico sospettato per proseguire le sue indagini. Sta cercando un bambino rapito (tenete conto di questo elemento) che probabilmente potrebbe fare una brutta fine (tenete conto anche di questo). Scavalca la recinzione, dopo essersi assicurato che nessuno sia in casa, e si avvicina alla casa, pistola con silenziatore alla mano perché non si sa mai. Arrivato alla porta, ha un’amara sorpresa: un american pitbull terrier appare sbavante e ringhiante e gli corre incontro.
Immaginiamo quindi che non voglia esattamente giocare a palla, né scodinzolare e buttarsi a pancia in su per un grattino. Non esiste questa possibilità. Quindi?

Un bestione così

Un bestione così

Lettore

Avete seguito fin qui le vicende di Giovanni. Lo avete amato e siete in ansia per il ritrovamento del bambino. Siete a metà del libro, quindi la meta sembra lontana. Ora il vostro beniamino, che finora non ha fatto un passo falso e si è comportato da brava persona, deve prendere una decisione difficile. Come reagireste se sparasse al cane per difendersi? Lo odiereste? Odiereste l’autore perché ha fatto questa scelta narrativa?
A voi spazio nei commenti, se volete.

Autore

Eh sì, voi lo adorate il vostro personaggio. Questo Giovanni Rossi lo avete ideato, si è sviluppato meglio di quello che pensavate, avete scritto ogni sua mossa nei vostri status di Facebook come se fosse un vostro amico, ne parlate in continuazione come di una persona vera, dite a tutto il mondo che ormai vi sorprendete da tanto è diventato reale e confessate di sorprendervi ogni volta che scrivete lui, perché agisce da solo.
Mentre siete in questa sorta di trance e state scrivendo l’azione di Giovanni che entra in casa del sospettato e… cazzo, sbuca fuori ‘sto Pitbull. E voi rimanete di stucco. Cosa fare?

  • Meglio che Giovanni si ritiri chiudendo la porta. I vostri lettori potrebbero odiarvi per questa scelta e smettere di leggere qualsiasi cosa scriviate, nonostante il disclaimer in cui dite che i contenuti non rispecchiano per forza le idee dell’autore.
  • Volete che ci sia realismo, e in fondo il bambino ha la precedenza, nonché la salute di Giovanni è importante per il caso. Quindi, il vostro protagonista spara e ammazza il cane. Vi dite che non aveva altra scelta, soprattutto perché viene preso di sorpresa e Giovanni è uno dal grilletto facile.

Ditemi voi la vostra nei commenti, cercando di non andare fuori tema.

In questo film, le azioni dei due protagonisti portano alla morte di due rotweiller alla fine del film.

In questo film, le azioni dei due protagonisti portano alla morte di due rotweiller nel finale.

Quello del cane è ovviamente solo un esempio, ma potrebbero esserci altri casi in cui il nostro Giovanni arriverebbe a comportarsi come l’eroe senza macchia di questi tempi, e sparare a Greedo per primo, tanto per rimanere in tema. Cosa ne pensate, quindi?

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2 comments

  1. Io citerei a questo punto il compianto Edward Abbey, quando disse “Io sono un umanista – piuttosto amazzo un essere umano ma non un serpente a sonagli”.
    E poi, essendo cresciuto con Magnum, io sono per gli investigatori che fuggono davanti ai cani.
    Battute a parte – ogni azione deve essere funzionale alla trama.
    Perciò io guarderei al complesso della storia – è ok sparare al cane?
    Potrebbe fornirmi un contrasto?
    Giovanni potrebbe riflettere, in un cinico dialogo interiore, che se uno ammazza un cane l’opinione pubblica lo impicca, ma se rapisce e traumatizza unragazzino ci sono fior d’avvocati pronti a proteggerlo e tutti ne riconoscono i motivi, i traumi, le attenuanti…?
    O per contro, potrebbe riflettere sul fatto che è ok sparare al cane, ma non al criminale?
    Insomma, Giovanni nella ma versione fa ciò che serve alla narrazione.
    Se il cane deve lasciarci la pelle, eh… capita.
    Il pubblico è importante, ma la storia viene prima.

    1. Io stesso sono per la storia prima di tutto. Purtroppo vedo che al giorno d’oggi la storia, il realismo e il buon senso vengono messi da parte per accontentare il pubblico e i suoi gusti. Han Solo sparerebbe per secondo, al massimo in contemporanea. E Giovanni? Giovanni chiuderebbe la porta o si farebbe persino mordere…

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