Le Origini del Male (2014) – recensione

Ricordo anni fa, quando d’estate si recuperavano i film al cinema al mare, dove venivano proiettate le anteprime, ma anche qualche pellicola passata nella stagione invernale in città, e che magari si voleva recuperare. Ed era la stagione dell’horror, se ci pensiamo, e noi nostalgici la pensiamo e la ricordiamo ancora così. Se dico Notte Horror, vi viene in mente qualcosa?

Locandina

Locandina

E quest’anno è appena uscito nelle sale questo Le Origini del Male, con copertina accattivante, simbolo mistico e odore di possessione. Già la scelta del titolo per l’Italia, come sempre, è fuorviante e potrebbe pure creare degli equivoci con il film sulla gioventù di Hannibal Lecter, anche se è un problema tutto nostro. As usual.

Seduta spiritica come da copione

Seduta spiritica come da copione

Se devo dirvi cosa ne penso di questo film, posso riassumere il tutto in una frase: non mi è rimasto niente.
Non sto scherzando, non mi è rimasto nulla. Il film sa di già visto, le situazioni pure. L’ho visto in originale e posso assicurarvi che la recitazione è al limite. Ma quello che mi fa bocciare il film è proprio la mancanza di coinvolgimento e nessuna trovata nuova. Persino la storia del segno sotto al labbro l’abbiamo già vista. La telecinesi/possessione è la solita. Le scelte narrative pure.
Nulla di nuovo sotto a questo sole estivo e non posso certo suggerirvi di spendere i vostri soldi per questo film, a meno che non stiate morendo dal caldo e cerchiate un posto con l’aria condizionata per passare un paio d’ore senza impegnarvi troppo. Ah, magari ci scappa anche qualche risata.

Epistassi?

Epistassi?

Dimenticavo: ovviamente è tratto da una storia vera…

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