«

»

Lug 17

The Strain 1×01 (recensione)

Era da tempo che si parlava di questa serie, basata sulla trilogia di Del Toro e Hogan di cui ho parlato QUI. Anche se non ero rimasto entusiasta del libro, più per lo stile che per i contenuti, volevo vedere questa serie, visto che è prodotta dallo stesso Del Toro – che dirige il 3° episodio – , oltre che da Hogan. In più, è una produzione canadese, quindi fa ben sperare.

Una scena

Una scena

La storia, ve la faccio breve, è quella di un Boeing che atterra a Manhattan in un punto morto dell’aeroporto. E l’aereo stesso sembra morto. Chiamata la squadra esperta in epidemie, si scopre che tutto l’equipaggio è morto, tranne 4 sopravvissuti. E da lì partirà una specie di contagio vampirico.
L’idea iniziale è un chiaro omaggio a Dracula, visto che a bordo dell’aereo c’è una bara piena di terra da cui si risveglia la minaccia, il vampiro, pronto a diffondere il suo virus a New York e oltre.

Guillermo Del Toro

Guillermo Del Toro

L’episodio pilota dura quasi 1 ora e 10 minuti e non ha un solo momento morto. Non c’è, per ora, il momento cesso. Tutto ruota intorno al caso, alle indagini, non ci sono digressioni riempitive e, se manterranno fede al libro, non ce ne saranno.

Orrore ai giorni nostri in un formato televisivo molto ben curato, con personaggi carismatici e interessanti, tra tutti il mio favorito: il Professor Abraham Setrakian. Quest’ultimo vi ricorderà, essendo un esperto della minaccia, Van Elsing, e viene reso bene dall’attore britannico David Bradley (Walder Frey de Il Trono di Spade, per intenderci).

Setrakian

Setrakian

Proseguirà altrettanto bene? Lo spero, e lo sarà di sicuro almeno finché Del Toro avrà carta bianca. Se gli forzeranno la mano per rendere lo show più commerciale, potrebbe esserci qualche problema.

P.S. particolare da poco che non incide sulla bontà della serie: la sigla di apertura è pessima. Peccato.

2 comments

  1. Mauro Longo

    Speriamo bene. I libri li ho trovati orribili…

    1. Marco Siena

      Come ti ho detto altrove, io mi sono fermato al primo. L’ho finito a fatica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: