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Lug 17

La Guerra del 13esimo Dottore

Hanno scelto il 13esimo Doctor Who. Lo sapete tutti, no? Ieri la Rete si è scatenata in una faida preventiva, schierando artiglieria pesante da entrambe le fazioni, quelle dei PRO e dei CONTRO. Io l’ho trovato uno spettacolo indegno nonché ridicolo, ma in linea con ciò che vediamo nei Social ai giorni nostri. Siamo davvero sicuri che questa scelta sia stata fatta come crediamo?

Il Tardis rosa solo perché è per una bambina è sintomo di pensiero antiquato. Non credete?

Faccio una piccola premessa: sono cresciuto in una famiglia in cui non esistevano ruoli predisposti in base al sesso. Sono nato da una madre che negli anni ’50 indossava i pantaloni, fumava e guidava la moto, e che era riuscita a migliorare mio padre, proveniente da una famiglia vecchio stampo, tanto che lui non si è mai rivolto a mia madre con l’appellativo “donna”, e non le ha mai detto “vai in cucina a lavare i piatti”. Erano marito e moglie, ed erano genitori. Nessuno dei due comandava: dirigevano entrambi la famiglia e reggevano il matrimonio. Questo da due persone nate rispettivamente nel 1934 e nel 1937.

Questa premessa è per togliervi subito il dubbio su come la pensi io a proposito di uomini vs donne e donne vs uomini. Voglio essere chiaro su questo punto.
Ora, le reazioni che ho visto ieri di fronte a questa decisione della BBC si possono riassumere in due esempi netti e distinti:

  • “Un Dottore donna no perché è sempre stato un uomo. Non lo guarderò!” Può benissimo essere interpretato in modi diversi, ma il primo che viene in mente è che non sopportano una donna come protagonista.
  • “Ottima scelta! Era ora! E se avete qualcosa in contrario, siete degli stronzi (più varie scemenze sulla virilità, battute sul pene, ecc…)”. Questo si può riassumere invece in “Anche se non ho visto ancora il serial e non conosco l’attrice, io sono il lato chiaro della Forza e quindi è bellissimo a prescindere.

In tutta onestà, non condivido nessuno dei due atteggiamenti. Perché? Perché sono entrambi estremisti, pensieri di chi non ha ancora avuto modo di vedere il serial ma vuol già indirizzare anche gli altri su come comportarsi. Sono entrambi pregiudizi.
Abbiamo da un lato i redneck misogini che sbavano e ringhiano per la scelta di una donna al posto di un uomo, e dall’altra abbiamo quelli che si ritengono progressisti e sono già certi che sarà tutto molto bello. Per cui, entrambi gli schieramenti sono pronti a farsi la guerra sul nulla, su qualcosa che ancora non hanno visto e non sanno se sarà più o meno valido di ciò che hanno visto finora.

Chi ci rimette? Ci rimette chi vuol dare un’opinione personale e senza essere prevenuto. Perché il rischio maggiore sarà che al momento della visione, se un episodio non mi piacerà o l’attrice si rivelerà non adatta e la scrittura povera, potrei non sentirmi libero di esprimere il mio giudizio su questa nuova stagione come ho sempre fatto (SEMPRE. E io ero un sostenitore di Moffat dai tempi di Coupling e fino a che non ha sbroccato), per non rischiare di finire in un fuoco incrociato e discutere anche con persone che stimo. Il rischio più grande, però, in queste occasioni è l’essere fraintesi o perdere obiettività.

Abbiamo ottimi esempi di serial o film in cui il ruolo da protagonista è affidato a una donna, o dove vengono rappresentate donne che non si limitano a fare da cornice. Pensiamo al recente Mad Max: Fury Road, in cui Furiosa è, a mio parere, il miglior esempio di come si possa rappresentare una donna sullo schermo al giorno d’oggi. È servito un settantenne (Classe 1945, fate i conti…) australiano per riuscire dove i giovani falliscono, mostrandoci una Furiosa (nomen omen) che si ribella a un vecchio misogino e decide di spezzare le sue catene ma anche quello di altre giovani donne. Se ben vi ricordate, incontra sul suo cammino Max, Max che è rimasto Max. Se da principio ci fu chi tentò la carta della protesta contro un personaggio femminile, fu messo a tacere in fretta, perché se c’è una cosa che Miller ha sempre fatto è stato proporre personaggi del genere. Aunty Entity e Warrior Woman vi ricordano qualcosa?

Imparate da Miller, va’

Ecco quindi che la visione più onesta e progressista ci viene data da un George Miller, o dagli showrunner di un serial come Star Trek Voyager.
Perché il cammino della parità sembra sempre più lungo, e gli hillbillies sono ancora dietro all’angolo, pronti a creare polemiche quando accadono episodi del genere. Ma allo stesso tempo, abbiamo lo schieramento opposto capitanato dalle SJW sempre in guerra contro qualsiasi decisione.

Una delle mie serie preferite di Star Trek.

Questo lo hanno capito alla Sony con Ghostbusters del 2016, in cui abbiamo avuto il primo esempio di annullamento di ogni senso critico, e di ogni possibilità di essere obiettivi, proprio perché si è giocato sporco sul discorso del sessismo. Vi invito a vedere QUESTO video di Coomicbookgirl19 che dice quello che ho pensato io della vicenda, e che spero possa aiutarvi a chiarire il vostro pensiero, e vi spinga a fregarvene della Caccia alle Streghe e a sentirvi liberi di dire se un prodotto è valido o meno, senza finire nel mirino di qualcuno solo per aver espresso un’opinione.

Sembrava la favorita…

Chiudo qui con una considerazione personale. Fino a quando per comprare una t-shirt di Spiderman mia figlia dovrà andare nel reparto maschi, fino a quando le mamme vestiranno le figlie come bomboniere, fino a quando esisterà l’ovetto Lui e Lei, fino a quando le mamme diranno che Frozen è un cartone per femminucce (e di conseguenza avrà questo inspiegabile successo…) e Iron Man è da maschietti, no, mi dispiace, sarà inutile che mettiate un personaggio femminile con un bazooka in mano in un film, perché ROSA e BLU sono ancora troppo radicati nella mentalità là fuori. Farete solo il gioco di produttori che cercano di risollevare l’audience di uno show con metodi discutibili.

“Non fatevi chiamare Principessa perché è sessita”
E poi date loro esempi così?

P.S. se prima mi mettete in lista Tilda Swinton e Olivia Colman, e poi scegliete la Whittaker che non brillava in Broadchurch (soprattutto se rapportato alla Colman), mi è concesso dire che potevano scegliere un po’ meglio? Ma sono convinto che anche questo non sia casuale.

9 comments

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  1. Patrizi Lucia

    Guarda, io sono tra quelli che hanno esultato all’idea di un Dottore donna, perché sono cose che, per quanto frutto di scelte di marketing, mi trovano sempre contenta, come ero contenta che i nuovi Ghostbusters fossero donne. Qui non si tratta di cambiare sesso a un personaggio che è sempre stato maschio: la natura del Dottore è fluida e può cambiare, può essere tranquillamente di un sesso differente.
    Poi, se gli episodi non mi piaceranno, sarò la prima a dirlo. Ma la notizia in sé è per me molto positiva e riflette un cambiamento nella mentalità che è importante sottolineare anche a livello di prodotti di intrattenimento.
    Ovvio che mezzo secolo fa il Dottore poteva soltanto essere un maschio. Oggi, nel 2017, può anche essere una femmina e nessuno deve scandalizzarsi per questo.
    Anzi, io che avevo smesso di seguirlo perché Moffat aveva sbroccato, credo che riprenderò a vederlo spinta dalla curiosità della nuova attrice. Poi secondo me lei in Broadchurch ha brillato e ha fatto un ottimo lavoro, soprattutto nella seconda stagione.

    1. Marco Siena

      Il rischio maggiore, secondo me, è che dietro non ci sia una vera intenzione, bensì l’aver utilizzato questa scelta come strumento. E per me è grave. Forse la mia percezione è sbagliata, ma lo hanno fatto consapevolmente, sapendo che avrebbe generato i rant da entrambi gli schieramenti.
      Già il fatto che esistano schieramenti è un brutto segno.

      Su Ghostbusters: ci possono essere persone che hanno poi ammesso che il film non era divertente, ma tanti hanno deciso di non ammetterlo o di far finta di nulla. Una cosa è certa, come sempre, dopo il periodo di fuoco escono i giudizi sinceri.
      Ricordo quanti insulti mi sono beccato dopo il primo The Hobbit, ma tempo un anno ed era diventato una merda per tutti.

      1. Patrizi Lucia

        Io cerco sempre di essere coerente: a me il reboot di Ghostbusters non è dispiaciuto affatto, anzi.
        Mi sono divertita al cinema e credo che lo rivedrei con piacere, a prescindere dal fatto che le protagoniste siano donne.
        Poi sì, non è un capolavoro e non è neanche un film che lascia il segno.
        Spero che questo tredicesimo Dottore sia ben scritto, ecco, perché il problema delle ultime stagioni era di scrittura e il povero Capaldi ci è andato di mezzo.

  2. Il Moro

    A me l’unica cosa che è venuta da pensare è che dopo il ruolo serissimo e tristissimo che aveva in broadchurch mi fa strano pensarla in un ruolo “guascone” come quello del dottore. Per il resto chi se ne frega, l’importante è che le storie siano belle.
    Nello spin off del dottore, torchwood, c’erano tonnellate di personaggi gay, bisessuali, pansessuali, gente che si trombava i termosifoni (pure troppo, forse, diventava ostentazione ), e non ricordo particolari polemiche (magari era solo perché erano personaggi nuovi, comunque ). E poi il cambiamento di sesso era già ampiamente prevedibile dopo quello del maestro. Dietro questa operazione ci sarà certamente qualche strategia di marketing, ma finché la serie mi piace per me facciano pure.

    1. Marco Siena

      Ma pure il Doctor Who è sempre stata una serie multietnica e attenta ai diritti degli LGBT, non c’è bisogno di guardare agli spin off.
      Il problema è un altro: una decisione così ampiamente telefonata è servita solo a creare dissensi ma anche entusiasmi forse falsati.
      Io non ho mai creduto che la benzina potesse spegnere un fuoco, e se vogliamo davvero che la mentalità da cavernicolo di certi maschilisti cambi, non sarà lo sfotterli o provocarli continuamente ad aiutare la causa.

      Per il resto, ripeto, Comicbookgirl19, molto più adatto di me a parlare dell’argomento, fa un buon sunto su queste decisioni nel video che ho postato.

  3. Davide

    Il discorso è sempre quello – perché si fa qualcosa.
    I simboli sono importanti, come anche certe scelte “simboliche”.
    Poi io credo che faccia di più una serie come “The Expanse”, con personaggi scritti benissimo e reali (non donne con la pistola o “uomini con le tette” perché devono essere “strong female character”) di quanto possano fare scelte più plateali e, alla lunga, sospette.
    Però “The Expanse” se li filano in pochi, “Doctor Who” è diventato una delle bandiere dei nerd che hanno vinto. Speriamno che un dottore donna serva a farli anche crescere un pochino, perché l’adolescenza è bella perché poi finisce.

    1. Marco Siena

      Credo che negli anni il Doctor Who abbia fatto passi da gigante, inserendo personaggi femminili meravigliosi come Missy e Riversong, e dando più spazio alle companion (a volte sbagliando, come con Clara), arrivando persino a inserire una companion omosessuale.
      Non penso avesse davvero bisogno di mandare un messaggio in questo momento, istigando questa guerra che è appena iniziata. Potevano benissimo continuare sul cammino percorso.

      Su The Expanse, invece, devo ammettere che non riesco ad apprezzare il taglio frammentario, e non tutte le trame riuscivano a prendermi.
      Ma ricordiamoci che The Expanse non è forse adatto al cosplay…

  4. Domenico

    Io sono rimasto felice della scelta per un semplice motivo, che riguarda la storia in sé: dato il finale di stagione, anche se c’è ancora lo special di Natale, e visto che spesso il Dottore si rigenera in base a quello che gli è successo, era abbastanza sensato si rigenerasse in una donna.

    Possiamo anche ragionare sul fatto che ogni altro attore avrebbe sfigurato dopo Capaldi, e quindi un cambiamento così radicale era l’unica cosa da fare, ma, ripeto, data la storia era una scelta abbastanza logica. O, almeno, qualunque sia il motivo per cui è stata fatta, che si incastrava bene nella storia.

    PS: Avrei voluto Tilda Swinton, sarebbe stato epico, ma suppongo che il cachet sarebbe stato qualcosa di improponibile xD

    1. Marco Siena

      Di per sé, l’attrice, che conosco non solo da Broadchurch, visto che guardo prevalentemente serie U.K., non mi ha mai colpito particolarmente. Ma nessuno, dico nessuno dovrebbe dare per certo che sia una scelta buona o cattiva finché non vediamo come recita e come è scritta questa nuova stagione.

      Ma il punto è che in giro vedo che è impossibile già da ora mostrare qualsiasi perplessità, perché l’unica risposta (più attacchi, che risposte) è “misogino.” Persino le donne che non amano l’attrice, o che speravano in altro vengono tacciate di misoginia.

      Questo è scorretto, perché suggerisce che qualsiasi osservazione negativa venga fatta alla nuova stagione, verrà messa a tacere con l’accusa di misoginia. Ed è una follia, visto che si è sempre criticato in modo negativo o positivo ogni episodio, ogni stagione e ogni Dottore e Companion. Ora, questo verrà a meno, se non si vuole finire bollati come “misogini” gratuitamente.

      Ripeto, invito a vedere il video di Comicbookgirl19 per capire meglio ciò che intendo io. Spero tra l’altro che faccia presto un video sulla questione.

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