Set 04

Revenge for Jolly!

Commedia nera presentata al Tribeca Film Festival 2012, si è rivelata una piacevole visione. Già dal trailer, aveva catalizzato la mia attenzione, con le situazioni grottesche che presentava, allucinate al punto giusto. Senza avvalersi di un cast all stars e di chissà quale budget, scritto dall’interprete principale, Brian Pestos, finirà secondo me direttamente nel mercato home video. Peccato. E ora via con la recensione di Revenge for Jolly!

Locandina

Locandina

Trama

Harry vive con la sua cagnolina Jolly, un pincher nano nero. Quando si mette nei guai per debiti verso persone poco raccomandabili, decide di andare a far visita al cugino Cecil, un fratello per lui, che decide di aiutarlo a uscire dai guai. Dopo la nottata passata a sbronzarsi con Cecil, Harry arriva a casa e trova Jolly impiccata. Sicuro di conoscere i mandanti, si mette insieme a Cecil alla ricerca dell’uomo che gli ha ucciso il cane.

Harry e Cecil

Harry e Cecil

Considerazioni

Revenge for Jolly! è il genere di commedie che amo io, anche se definirla commedia è basta non è esatta come definizione. Harry e Cecil rincorrono il loro uomo attraverso sparatorie, interrogatori che finiscono male e un sacco di morti. E di birra e pasticche.
I due protagonisti ci fanno vedere le ore che scorrono mentre rintracciano il misterioso Bachmeier, facendo fuori tutti coloro che trovano sul cammino. Il fatto è che lo fanno in maniera esilarante, il più delle volte, completamente fatti.
Le battute, anche questa una cosa che apprezzo, non sono mai volgari e non ricorrono a espedienti alla Vitali per far ridere lo spettatore, e nonostante Harry ammazzi un sacco di persone, anche per delle sciocchezze, la nostra simpatia per lui non se ne va.

Ehi, Sledge Hammer!

Ehi, Sledge Hammer!

C’è qualche momento morto purtroppo, con pause un po’ troppo lunghe e studiate male, ma non inficiano il risultato finale. Prendetelo però per quello che è, un film di un’ora e mezza che fa sorridere senza pretendere di essere chissà quale capolavoro.
Ce ne fossero però…

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