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Gen 03

Paul… povero Paul

Locandina

Finalmente, dopo mesi di tentativi, sono riuscito a vedere Paul, con una delle coppie più riuscite del cinema inglese: Simon Pegg e Nick Frost. Li scoprii anni fa con Shaun of the Dead, anche se a causa del titolo italiano stavo per evitare il film. Siamo proprio bravi a devastare e glissare i giochi di parole intelligenti a scapito di quelli elementari, eh? Comunque, per non rovinarmi la sorpresa e la visione, avevo evitato di leggere trama, attori e crew, fidandomi sulla carta della coppia.

Faccio play e dopo una breve scena in cui si intuisce l’atterraggio dell’alieno del titolo, appaiono Frost e Pegg, e già rido nel vedere i due interpretare due nerd che vanno al Comic-Con di San Diego, circondati da cosplayer direttamente da LotR. Appena entrano poi, io vado in brodo di giuggiole nel cercare di acchiappare i riferimenti, i cammeo e le battute a tema che si percepiscono nella carrellata. «Ecco, Lucca è più o meno così. Forse lo era di più quando era negli stand», dico a mia moglie, che non ho ancora portato alla Fiera. E dopo pochi stand, vengo di nuovo colpito al cuore, quando i due vanno a farsi fare l’autografo dal loro scrittore Sci-Fi preferito, il fittizio Adam Shadowchild. Quando gli rivelano di essere uno scrittore novello (Frost) e un disegnatore in cerca di ingaggio (Pegg), sento già di essere solidale con i due.

Lasciato il Comic On, la coppia prende il camper noleggiato per fare il tour che hanno ben delineato su una mappa, e che li porterà nei luoghi più caldi per gli ufologi, dall’ Area 51 alla Alien Mailboxes. Durante questo tragitto, incappano in Paul, un alieno atterrato anni e anni fa e poi catturato dal solito esercito. Scopriremo in seguito che negli anni, più che per studio, Paul è stato usato come consulente per serie tv, film, fumetti e libri Sci-Fi, aiutando addirittura Spielberg a creare E.T., anche se su una cosa il buon Steven non lo ha voluto ascoltare.

Inizia da qui il vero e proprio viaggio on the road del terzetto, con gag e citazioni prese dai film più famosi, riallacciandosi alla logica che in realtà sono loro a citare Paul. Gustosissima la sorpresa della scena dell’uccellino: come E.T., Paul rianima il volatile che si era spiaccicato contro il parabrezza e poi…

Il plot essenziale del film si regge sulla fuga di Paul, inseguito da un agente, interpretato dal quasi rivalutato Jason Bateman, comandato a distanza da un signora che, seppur non avendo letto gli interpreti, avevo già immaginato chi fosse. Oltre a lui, ci si mettono anche due poliziotti sciroccati, uno dei quali amante della fantascienza e il padre di una ragazza affetta da una malformazione a un occhio, svenuta sul camper alla vista di Paul e aggregata per circostanza alla truppa.

La pellicola si dipana in maniera divertente, non subendo quasi il cambio di regista, abituati a vedere la coppia diretta da Edgard Wright che cede il passo all’americano Greg Mottola. C’è un unico neo, non piccolo a dir la

Una delle due scene del Comic-Con

verità, che mi ha impedito di gustarmi del tutto il film e che sicuramente mi farà rivedere la pellicola in lingua originale. Se nella versione inglese la voce di Paul è affidata all’ attore da commedia Seth Rogen, visto anche in Green Hornet, il doppiaggio italiano è a opera di Elio. Sì, avete capito bene, proprio quell’Elio delle Storie Tese e di X-Factor. Premetto, non amo la band e il programma è un abominevole insulto alla musica, ma non è questo a inficiare il risultato finale, bensì la totale incapacità di amalgamarsi della voce del cantante. La sua traccia vocale appare estranea al resto del film, come se fosse stata doppiata da qualcuno artigianalmente, e l’accento di Elio è troppo marcato. Sembra appunto la voce da ridoppiaggi alla Carletto FX, più che a un lavoro in studio.

Ancora una volta ci troviamo davanti a una scelta azzardata e incomprensibile degli studi di regia, come avvenne già per Eragon, dove un’imbarazzante Ilaria D’Amico dava la voce (atona) a Saphira il drago. In quel caso già il film era pessimo…

A parte questo, buona la prova e la riconferma per la coppia Pegg-Frost.

Stanno arrivando?

Piccoli Spoiler e curiosità

La donna che per tutto il film da ordini all’agente Zoil (Bateman) non poteva che essere Sigourney Weaver, che recita anche una battuta presa da Alien.

Nell’originale la voce di Spielberg al telefono è proprio la sua.

Nel finale altro colpo al cuore: i due si affermano come autori (sigh) e vengono presentati direttamente dal loro ex-idolo Shadowchild.

8 comments

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  1. Lucia

    Non l’ho visto di proposito perché non è di Wright e allora gne gne gne. Però, recuperandolo in lingua originale (abolirei il doppiaggio per decreto legge), dopo aver letto la tua recensione, un pensierino ce lo faccio volentieri 😉

    1. Bangorn

      Recuperalo, perché Mottola era lì solo per sport secondo me. La cosa importante è che sia scritto da Pegg e Frost. Riguardo il doppiaggio, beh, a volte i nostri doppiatori hanno superato l’originale, vedi Eddie Murphy e la sua risata, quindi non capisco perché prendere gente a caso per questi lavori “delicati”. Bah!

  2. Ungheri Paolo

    L’accoppiata Pegg/frost è vincente, su questo non nutro alcun dubbio, quindi penso che vedrò il film a breve. Sul lato doppiaggio… quando vidi il trailer la prima volta rimasi basito nell’udire la voce di Elio, già in quei pochi frammenti stonata e fuori luogo. Quindi posso capire cosa voglia dire un film intero…
    Lingua originale, forever! 🙂

    1. Bangorn

      Purtroppo stiamo perdendo anche la bravura nei doppiaggi che per un po’ ci aveva contraddistinti. Elio è una cosa inascoltabile

      1. Cristina

        Poco tempo fa, meno di un mese, abbiamo visto a casa nostra Paul. L’ho scelto io, si fa una scelta a testa perché abbiamo gusti diversi…. Son rimasta fregata! Non era proprio quello che mi aspettavo…. Un po’ di delusione c’è stata, sono riuscita a non dormirci in mezzo ma Elio è pessimo a dire poco!!! In realtà il cinema quando arriva da noi è ovviamente snaturalizzato e certe perle come la telefonata di cui parlavi tu inevitabilmente e tristemente si perdono. Però se conti che nemmeno le traduzioni dei titoli sono fedeli…. Siamo pessimi! Esempio recentissimo: Come uccidere il proprio capo e vivere felici, in originale era Horrible Bosses, se non sbaglio! Ma va bene, considerando che il cinema è italiano s’è ridotto ai cinepanettoni (che tristezza vedere mentre ritiravo il mio biglietto per Sherlock Holmes quanta gente ci fosse nella sala accanto per la coppia De Sica-Ferilli) . Allora, concludo così, meglio esser rimasta fregata nella scelta di Paul che credevo esser un cartone!!! ah ah ah

      2. Bangorn

        Io lo voglio rivedere in originale. Senza Elio risulterà più gradevole sicuramente. Non arriva Shaun of the Dead o a Hot Fuzz, ma Pegg e Frost sono sempre loro.

  3. zeros83

    Concordo su tutto, soprattutto sull’ignobile doppiaggio di Elio. Con tutto l’amore che posso avere per Elio, qui non c’entra una beata fava. Prima o poi mi godrò Paul anche in lingua originale! 🙂

    1. Bangorn

      Lo farò anch’io, assolutamente. Lo guarderò in originale, sapendo già che guadagnerà punti.

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