Lug 14

Il prezzo giusto per un e-book

Vi ho già detto – credo – che da quando mi sono messo sul mercato self, seguo un forum di riferimento in inglese. Si trovano veramente consigli utili, strategie di mercato, persone che danno suggerimenti e raccontano i loro successi e gli insuccessi. C’è un vero spirito di collaborazione, una comunità unita per dare dignità alla figura dell’autore indipendente.

Riempite i vostri e-reader

Riempite i vostri e-reader

Ed è lì che si trovano tabelle molto utili per creare una specie di listino basato sul numero parole. Un listino ideale, se vogliamo, non per forza una cosa da seguire alla lettera, ma molto utile per indirizzarsi verso parametri uguali per tutti e non trovare certe situazioni che svalutano il lavoro e minano la stabilità del mercato. La guerra dei prezzi ha sempre portato a una cosa sola: l’abbassamento della qualità. Non ci vuole un genio.

La comunità self nei paesi civili

La comunità self nei paesi civili

E allora, quando vedete che un autore indipendente (che non è sempre un autore artigiano, anzi, di artigiano ha proprio poco ed è più un autore per hobby) continua a vendere il proprio romanzo da 50.000 parole a 0,99€, potrete immaginarvi che non è solo strategia di lancio, ma mancanza di cura e collaboratori dietro. Niente editor, niente beta-reader, niente grafico…

Il listino di cui vi parlavo prima, e che funziona nel mondo civile[1] è il seguente:

$0.99 > Under 3k
$2.99 > 3-15k
$3.99 > 15-35k
$4.99 > 35-50k
$5.99 > 50-70k
$6.99 > 70-90k
$7.99> 90-110k
$8.99> 110-130k
$9.99> 130k-150k

Tutto chiaro, spero. Ebbene, quello che sto vendendo a 0,99€ dovrei venderlo a 2,99€, e quello che vendo a 2,99€ a 4,99€. Non perdiamo tempo con il cambio euro – dollaro, c’è una differenza davvero minima.
Preciso che esiste la strategia di cui parlavo anche prima di fare un prezzo di lancio a 0,99€ per farsi conoscere, esiste eccome, ma poi questi autori alzano i loro prezzi portandoli negli standard di decenza e rispetto per i colleghi.
Ma del resto, io, per quello che ho visto, posso quasi dire che sono due virtù non ancora sviluppate nel mercato self italiano.

 

[1] Evitiamo il “Qui non funzionerebbe mai!”, perché non funzionerà mai se esisteranno persone che svendono lavori approssimativi e acquirenti disinformati (un King a 9,90€ lo comprano, però)

4 comments

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  1. hai perfettamente ragione, mi arrabbio quando vedo svendere e svilire un lavoro. Io non vado a kb per stabile un prezzo degli ebook che pubblico ma a lunghezza di cartelle, ma siamo li
    e comunque sappi che la differenza dollaro euro non è cosi piccola il dollaro è il 40% in meno
    ciao
    Daniele

    1. Non sono Kb ma K=1000. Quelle indicate nella tabella sono migliaia di parole. Quindi, per fare un esempio, scritta tra le 3000 e le 15000 parole andrebbero venduti a 2,99€.

      La differenza tra euro e dollaro, questa mattina, è questa= 2,99$ = 2,2053€
      Mi sembra che mettere a 2,20€ sia inutile a livello commerciale, al limite si potrebbe mettere a 1,99€, se vogliamo. Ma siccome Amazon ragiona diversamente (1$/1£/1€) in parametri di royalties, tanto varrebbe metterlo a 2,99€.

    • Federica D'Ascani on febbraio 14, 2017 at 11:34 am
    • Rispondi

    Solo una parola: grazie.

    1. Grazie a te per essere passata e aver lasciato un commento 😉

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