Nov 10

Quanto tempo serve per scrivere un romanzo?

Quanto tempo occorre per scrivere un romanzo? È una domanda che ho letto spesso in giro, e ho sentito rivolgere ad altri autori. Ed è una domanda che fa un po’ il paio con quella su quanto debba essere lungo uno scritto per essere considerato un romanzo, ma a quella abbiamo già dato un risposta in passato, esattamente QUI.

Tanti anni per finire quel romanzo…

Parlando invece del tempo che serve per finire un romanzo, le varianti sono molte e soprattutto soggettive. Non c’è una regola prestabilita, insomma. Ed è per questo che in giro si leggono diversi pareri, o esperienze. Pensateci, sarete sicuramente incappati in qualcuno che, passandosi la mano sulla fronte, e assumendo un’espressione dolente, confessa di aver finito QUEL romanzo in anni. Quattro, cinque, dieci…
Poi, però, trovate chi ha buttato giù il proprio romanzo (parliamo sempre di prima stesura, badate bene) in un lasso di tempo molto, molto più breve. Qualche esempio?
Il premio Nobel Kazuo Ishiguro si è chiuso nello studio per quattro settimane circa, e ha sfornato Quel che resta del giorno.
Anne Rice scrisse a sua volta Intervista col vampiro in appena un mese, usandolo come diversivo per non pensare alla perdita della figlia di appena 6 anni, stroncata da una leucemia fulminante.
Ian Fleming scrisse ognuno dei suoi romanzi in circa due mesi, lavorando poche ore al giorno, godendosi il resto della giornata a bere in riva al mare nella sua tenuta Goldifnger, in Giamaica.

Kazuo Ishiguro

Com’è possibile scrivere un romanzo in così poco tempo, se altri impiegano anni? La risposta non è una sola, e possiamo elencare diversi elementi:

  • Iniziare la stesura dopo aver fatto (quasi) tutte le ricerche
  • Iniziare la stesura dopo aver stilato una scaletta, anche provvisoria
  • Scrivere tutti i giorni un numero X di parole. (2000 al giorno per 30 giorni, per esempio, e un romanzo di 60.000 parole è già pronto per essere messo a riposare.
  • Fare come molti autori, Fleming soprattutto, che non perdeva un’ora per cercare il termine giusto, o a lavorare su una singola frase. Si butta giù di getto e si sistema in seconda battuta, al momento della prima revisione.

E questi sono solo alcuni dei motivi per cui è possibile scrivere un romanzo solido nell’arco di un mese. Ovviamente, poi ci sarà tutto il suddetto lavoro di revisione, rimpolpare il testo, tagliare o aggiungere, sistemare qualche nodo logico che non funziona, ecc…
Ma la prima stesura è andata. Se vi sembrano poche 60.000 parole, in due mesi ne potreste buttare giù 120.000, così da avere un bel mattone spesso su cui lavorare in seguito.

No, Ian Fleming non stava tutto il giorno a scrivere…

Perché allora non lo si fa? Beh, basta che non siate proprio convinti di quello che state scrivendo, non siate abbastanza allenati, non riuscite a immergervi perché vi distraete o qualcosa non è entrato in sintonia. Basta un impegno imprevisto, un po’ di entusiasmo che manca, un’interruzione che vi fa uscire dall’attimo perfetto, e tutto si inceppa.
Se però i punti elencati più sopra sono allineati nel modo giusto, niente vi può impedire di riuscire a scrivere la prima stesura in poco tempo.
Vi chiederete allora cosa impedisca ad autori professionisti di far uscire i romanzi in tempi stretti, e impiegarci anni per buttare fuori quel libro che aspettate tanto. Questo non ve lo posso dire io, dovreste chiederlo a loro, ma sono convinto che ci siano vari motivi anche qui:

  • Nessuna pressione dall’editore (quindi, si godono un po’ la vita)
  • Nessun bisogno urgente di buttare fuori e fare cassa (si godono i soldi guadagnati con i precedenti)
  • Non hanno voglia. Sono esseri umani.
  • Non hanno un’idea che li entusiasmi abbastanza.
  • Stanno facendo ricerche pre-stesura, o stanno rifinendo in fase post-stesura

Questi potrebbero essere motivi vicini alla realtà.
Con questo post, però, non voglio dire che ci sia un metodo o una tempistica migliore, anche se a volte, quando leggo “Ho impiegato quattro anni…”, non posso fare a meno di pensare che sia un po’ una posa, come quella dei temibili demoni che affliggono lo scrittore, che scrive per combatterli. L’unico problema che potrebbe sorgere in una prima stesura tirata per anni è che il risultato finale sia poco omogeneo, o che si inneschi un circolo vizioso per cui si ritorna a scrivere l’inizio, nel frattempo la parte successiva non è più in linea, e si riparte, ancora, ancora e ancora.
Questo perché? Presto detto. Il linguaggio e la mano di un autore possono cambiare nell’arco di un anno, anche di mesi. Immaginate come potrebbe cambiare lo stile in quattro o cinque anni. Chiedete a chiunque se riscriverebbe il suo primo romanzo. Molti vi risponderanno che forse non lo vogliono neppure rileggere, da tanto che sembra loro alieno, e che sì, lo riscriverebbero da capo.

Lo metto prima che lo citiate voi. 2000 parole per 365 giorni all’anno, poi dice che ci ha messo quattro anni per IT.

In chiusura: quanto tempo serve per scrivere un romanzo?
Il tempo che serve a voi. Prendetevi i vostri ritmi, preparatevi bene, ma davvero, chiudete quella benedetta prima stesura in un arco di tempo accettabile, ché una finestra di anni è forse eccessiva, e non è sempre porta a un buon lavoro finale.

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