The Living and the Dead (2016)

Il gotico è un genere che non muore mai: appare come uno spettro, e come esso scompare di nuovo per qualche tempo. Proprio come un fantasma, elemento tipico del genere. E tra il 2015 e il 2016 abbiamo avuto ben due prodotti eccelsi che hanno cercato in qualche modo di protrarre l’apparizione di questo fantasma, riuscendo in parte, ahimè, perché il gotico è uno di quei generi che viene confuso con altri, e si accosta a quell’unico film con cui magari ha poco a che fare.[1]

Ecco, The Living and the Dead è il prodotto televisivo, Crimson Peak quello cinematografico. In comune hanno la tenuta e gli spettri messaggeri, gli scricchiolii nel cuore della notte, e la maledizione che sembra gravare su una famiglia. E se il film di Del Toro è riuscito in qualche modo a raggiungere il grande pubblico – purtroppo impreparato e convinto di andare a vedersi un horror – The Living and the Dead è stata un’apparizione fugace sulla BBC e su Amazon Video per alcuni paesi. La rete inglese usò il serial come test per future produzioni, distribuendo la serie tutta insieme, proprio come fa Netflix. Nonostante la critica entusiasta e un ottimo risultato di pubblico, non è stata rinnovata per una seconda stagione, e qui in Italia non si è mai vista, tanto che non ho ancora incontrato qualcuno che l’abbia vista.

In un comunicato della BBC, la rete dice ciò:

“We are very proud of The Living and the Dead and would like to thank Ashley Pharoah and the fantastic cast and crew. However, in order to create room for new series and to keep increasing the range of drama on BBC One it won’t be returning.”

Inspiegabile.

Girata con una qualità di altissimo livello, tanto che nelle intenzioni dei produttori ci si voleva avvicinare il più possibile a quella cinematografica, TLATD parla di un pioniere della psichiatria che torna alla magione di famiglia per stare accanto alla madre malata. Con sé porta la seconda moglie, e il ricordo del figlio Gabriel, annegato nel laghetto di quella casa. Ma il suo ritorno pare essere l’elemento scatenante di fenomeni paranormali che attendevano nei boschi, nelle acque dei ruscelli o sepolti in una miniera dimenticata.

Sei episodi da circa un’ora ciascuno, ma che sembrano un unico film, tanto che viene la tentazione di guardarlo tutto d’un fiato in un pomeriggio.[2] Ogni elemento, indizio, personaggio sono inseriti come tessere di un puzzle al momento giusto, e si rischia di perderli se si guarda troppo distrattamente. Siamo lontanissimi dalle produzioni da fast food a cui ci hanno abituati, e gli scrittori hanno attinto a piene mani dalla tradizione del romanzo gotico e del folklore, cercando e riuscendo, parere mio, a ricrearne perfettamente l’atmosfera, sfruttando non solo la notte per girare, ma anche quella luce particolare che si trova al tramonto o all’alba, suggerendo che tutto si svolga a cavallo di due mondi. A completare l’opera, la colonna sonora di The Insects, fatta di brani d’atmosfera unica, come LykeWake Dirge, ballata funerea  della tradizione inglese, o The Reaper’s Ghost, che pare quasi scritta apposta per questo serial, anche se risale agli anni 50 del ‘900.
È difficile, comunque, parlare di questo serial per incuriosire chi non lo ha mai visto, senza rischiare di anticipare troppo, essendo il serial come un meccanismo a orologeria, che a ogni tic inserisce un elemento nuovo, inaspettato, e che invoglia lo spettatore a continuare la visione.

Dopo due, a ogni modo, nonostante petizioni varie, TLATD pare un progetto definitivamente accantonato, e se chi come me in fondo vorrebbe che non fosse così, a pensarci bene è meglio che si sia concluso, piuttosto che finire nelle mani delle case sbagliate.[3]
L’unica cosa che continuerò a fare è invitarvi alla visione, ma solo se amate il romanzo gotico. E serial ben girati e ben scritti.

[1] Il gotico del Corvo è alla base della pellicola, è ha di fatto iniziato a creare confusione nel pubblico più superficiale che oggi confonde il movimento dark con il gotico dell’epoca vittoriana, per esempio. Un po’ come quando si pensa che “pulp” sia lo stile di Tarantino, o un giallo sia noir.

[2] Lo ammetto: la prima volta lo vidi tutto insieme in un giorno di ferie…

[3] Avete presente come hanno ridotto Ripper Street?

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